Bolt è sempre Bolt, vince i 200 e fa suo l’ottavo oro olimpico

Anche i 200 sono suoi. Usain Bolt conquista la medaglia d’oro (la sua ottava ai Giochi) con 19’78”, lo stesso dientico tempo dlela semifinale e non ce n’è per nessuno. Alle sue spalle nulla. Alle sue spalle De Grasse in 20”02, già bronzo sui 100 e a sorpresa Lemaitre, accreditato dello stesso 20”12 del britannico Adam Gemili. Da notare che domenica 21 agosto Usanin compirà 30 anni, che ha passato vittoriosamente fra tre Olimpiadi. Che dire?

 

La vittoria sui 100 metri

Usain Bolt vince la gara più attesa di ogni Olimpiade, la finale dei 100 metri, per la terza volta consecutiva. L’impresa finora non era mai riuscita a nessuno. Usain trionfa con un 9,80, che poi diventa 9,81 e migliora così il tempo della semifinale che aveva vinto in 9,86.

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Parte male, ma poi rimonta ai 50 metri
Quello del Lampo è uno sprint irresistibile: Bolt parte male, ai primi 50 metri è quinto ma poi rimonta e si lascia tutti dietro. Così la folla dell’Engenhao per una volta pieno impazzisce e grida a pieni polmoni il nome del suo campione.

“Bolt! Bolt! Bolt!”

“Bolt! Bolt! Bolt!” è l’unica cosa che si sente, mentre lui festeggia gridando e mandando baci a un gruppo di connazionali con i quali si fa anche i selfie, poi passeggiando tenendo in mani un peluche della mascotte Vinicius, infine togliendosi le scarpe. Ma non le tira al pubblico, le tiene per conservarle “perchè queste sono le mie ultime gare alle Olimpiadi”.

Il nuovo record dei 400, dopo 17 anni

Bolt è talmente grande che il suo terzo oro olimpico nei 100 cancella imprese in altre circostanze memorabili come quella del sudafricano Van Niekerk, che vince i 400 stabilendo il nuovo record mondiale e cancellando quello vecchio di 17 anni di Michael Johnson. Ma tutto questo, pur fantastico, si scioglie di fronte a quell’immenso fuoriclasse che da bambino cominciò a correre quasi per scherzo, per arrivare per primo quando la madre lo chiamava per la merenda.

“Quest’oro è per te, popolo mio”

È per sempre l’icona della Giamaica, (“Quest’oro è per te, popolo mio: stand up, alzati”, urla alla maniera di Bob Marley subito dopo aver vinto. E prima di prendersi una volta per tutte il pantheon dell’atletica.

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