Cda Rai: solo 11 voti a Minoli e 7 a Santoro, eletti 4 esponenti dal Parlamento

Alberto Barachini, giornalista Mediaset passato a Forza Italia, è stato elettopresidente della Commissione di Vigilanza Rai. Barachini (nella foto in basso) è passato alla terza votazione con 22 voti. Si scioglie così il primo nodo per il governo, primo banco di prova per la tenuta degli equilibri interni alla maggioranza gialloverde e del suo rapporto con le opposizioni.

Il Cda di viale Mazzini

Beatrice Coletti (nealla foto in apertura di pagina) e Rita Borioni, invece, sono state elette dal Senato consigliere del Cda Rai. Rita Borioni, indicata dal Pd, era già nel consiglio uscente.

Beatrice Coletti, scelta dai 5Stelle, ha ottenuto a Palazzo Madama 133 voti, Borioni 101, secondo la proclamazione del risultato letto dalla presidente Elisabetta Alberti Casellati. A Sebastiano Roccaro sono andati 5 voti, 2 a Michele Santoro, uno ciascuno a Giuseppe Rossodivita e a Claudia Mazzola. Le schede bianche sono state 21, le nulle 31.

Gli eletti dalla Camera

 

Come componenti del Cda Rai, la Camera ha invece eletto Igor De Biasio (indicato dalla Lega) e Gianpaolo Rossi (designato da Fdi). De Biasio, sostenuto anche dal M5S, ha ottenuto 312 voti, mentre Rossi ne ha raccolti 166. Sono stati votati anche Parascandalo Giovanni (12), Giovanni Minoli (11), Michele Santoro (7), Sebastiano Roccaro e Giuseppe Rossodivita (5).

Né Minoli, né Santoro – esperti uomini di televisione – sono riusciti a trovare un numero adeguato di consensi.

Il Cda della Rai deve ora essere completato da altre nomine decise dal governo, mentre gli interni Rai devono scegliere un loro rappresentante.

 

Le notizie del 18 luglio

 

Si vota oggi alla Camera (seguirà il Senato) per la nomina del consiglio d’amministrazione della Rai e in testa, tra i candidati, ci sono i 2 designati dal Movimento 5 Stelle dopo le votazioni di ieri sulla piattaforma web Rousseau. Sono Beatrice Coletti (nella foto di apertura e sotto), amministratrice delegata e direttrice di canali tv (6577 preferenze sui 20.028 iscritti certificati che hanno votato), e il manager del piccolo schermo Paolo Cellini (4253). Esclusi invece la giornalista del Tg1 Claudia Mazzola (4005 voti), il documentarista Enrico Ventrice (2779) e l’avvocato Paolo Favale (2414).

La signora della tv da 26 anni

Beatrice Coletti è nata a Milano il 25 gennaio 1969, nel suo curriculum compaiono ruoli da ad e direttore di canali tv e 26 anni di esperienza in diversi comparti del settore. È stata tra l’altro capo delle produzioni del Gruppo Fox e si è occupata delle startup dei canali italiani e della creazione dei canali Fox Crime e Fox Life; dirigente di TI Media come responsabile delle produzioni News e Sport di La7 Televisioni. E’ stata anche capo delle produzioni di Fremantle Media Italia e consulente di Sky.

Il dirigente che ha girato mezzo mondo

Paolo Cellini (nella foto sopra) ha un passato lavorativo in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele in multinazionali americane come Microsoft e Disney e in Italia come amministratore delegato e direttore generale e componente del cda di aziende pubbliche e private nei settori media, high tech e retail. Insegna economia digitale alla Luiss e ha al suo attivo diverse pubblicazioni e libri sulla materia.

 

Alberto Barachini alla Vigilanza

Intanto questa mattina Alberto Barachini (sopra), di Forza Italia, è stato eletto presidente della Vigilanza Rai, la commissione parlamentare di controllo sulla tv pubblica. Barachini è passato alla terza votazione con 22 voti. Si scioglie così il primo nodo per il governo, primo banco di prova per la tenuta degli equilibri interni alla maggioranza gialloverde e del suo rapporto con le opposizioni.

Le manovre per gli altri posti

Rispetto agli altri candidati (sono 4 su 7 i futuri nuovi consiglieri del cda Rai), altri due saranno scelti dal consiglio dei ministri, mentre il settimo sarà designato dall’assemblea dei dipendenti dell’azienda. Secondo fonti di maggioranza, lo schema di un accordo politico prevedrebbe un consigliere indicato dal M5S, uno dalla Lega, uno da Fratelli d’Italia e uno dal Pd.

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