Sigarette: prezzi diminuiti per 37 marche ma i tabaccai “dimenticano”

La scena è da commedia all’italiana. Al cliente che chiede un pacchetto di sigarette Chiaravalle il tabaccaio domanda quanto costano. Ma non è un caso pietoso di amnesia. Il negoziante sa bene che quelle sigarette da tre settimane costano 30 centesimi in meno, ma continua a “dimenticarsene”. E a incassare più del dovuto. E così forse fa, dal 23 giugno 2015, per ben 37 tipi tra sigarette, sigari e sigaretti. Tutti scontati. Qui potete scaricare il Pdf con le variazioni di prezzo.

 

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Quando i prezzi calano nessuno ne ne accorge

Succede a Roma, in diversi quartieri. Dalla zona “ricca” di Prati alla popolare Cinecittà. E chissà in quante altre tabaccherie italiane. Complice dei rivenditori furbetti è il silenzio che accompagna la diminuzione del prezzo delle sigarette. Se a ogni reiterato ritocchino all’insù delle accise sui tabacchi (e la benzina) – il bancomat più usato dalle casse statali – si scatena la polemica, quando i prezzi calano nessuno se ne accorge.

E proprio come succede con i carburanti, se l’aumento si riversa all’istante sui consumatori, la riduzione tarda a trovare la strada. La ragione è semplice: i tabaccai ci rimettono quando cala il prezzo al pubblico di una partita di sigarette acquistata “a prezzo pieno”. Ma con lo stesso meccanismo, la loro parte di guadagno (circa il 10% del prezzo finale) lievita, quando il prezzo sale e si hanno scorte pagate meno.

 

La Federazione dei tabaccai non sembra sconcertata

Interpellata da consumatrici.it, la Federazione italiana dei tabaccai non mostra grande sconcerto davanti a tante distrazioni. E spiega: “Le referenze sono circa 600, è possibile fare confusione”. Poi però aggiusta il tiro: “Vendere a un prezzo superiore a quello stabilito con decreto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli non è consentito, è una violazione sanzionabile”.

La riduzione del prezzo delle sigarette, infatti, è una decisione volontaria dei produttori, ma è formalizzata da un provvedimento dell’Agenzia dei monopoli.

I nuovi prezzi devono entrare in vigore subito

L’entrata in vigore dei nuovi prezzi è immediata, e non viene preceduta da preavviso. Tuttavia, i rivenditori autorizzati di tabacchi ne sono informati tempestivamente. Tramite fax oppure, per i 46mila soci della Federazione (su 50mila tabaccherie esistenti in Italia), attraverso il terminale che collega il negoziante alla Federazione.
Un sistema non proprio infallibile.

 

I prezzi non calano anche dove è ben visibile il monitor

In una delle tabaccherie che ha venduto per molti giorni i tabacchi a prezzo maggiorato, per esempio, campeggia un bel monitor collegato in diretta con il sito della Federazione italiana tabaccai. Un oracolo indiscutibile per il rivenditore, superiore persino all’esibizione del provvedimento dei Monopoli. In questa tabaccheria c’è voluta una settimana per adeguare i prezzi. La ragione? Un antivirus ha impedito l’aggiornamento del sito della Federazione, secondo il nostro negoziante. Il quale, come gli altri distratti, per molti giorni ha incassato più del dovuto. Peraltro senza necessità di rilasciare lo scontrino, l’unico strumento utile per l’acquirente per farsi restituire il maltolto.

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