Bertinotti fulminato sulla via di Comunione e liberazione: “Solo lì si guarda al futuro”

C’è stato un tempo in cui personaggi come l’ex segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti e il teologo Julián Carrón (nella foto sotto), leader spirituale di Comunizione e liberazione, nulla avrebbero avuto in comune. Eppure oggi, a ideologie tramontate, ecco che Bertinotti ritrova il dialogo con il mondo cattolico la cui memoria è stata dispersa dall'”eutanasia del movimento operaio”, giusto per citare Palmiro Togliatti.

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I dibattiti, i commenti alle encicliche e i libri

In un’intervista al Corriere della sera, parla di “abisso per scongiurare il pericolo” di una “catastrofe” che “solo le coscienze più radicali, sociali e religiose” posso vedere. Tra meeting di Cl, dibattiti su encicliche e prefazioni a libri di ecclesiastici, Bertinotti è rimasto fulminato sulla via Damasco che, per lui, conduce direttamente nel mondo creato da don Luigi Giussani (nell’immagine sotto con Giovanni Paolo II). Ma attenzione a non parlare di folgorazione religiosa: “Se uno pensa di farsi cooptare vuol dire che non ha identità”.

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“Serve un dialogo tra diverse fedi”

L’incontro con Cl, spiega Bertinotti, “è nato nel quadro della crisi di civiltà di cui ho detto, con una economia che spinge sempre più l’acceleratore sulla disumanizzazione del lavoro. Per uscirne serve un dialogo tra diverse fedi”. Solo sotto l’ombrello di Cl, per il politico comunista, esiste la “capacità di prevedere il futuro”.

“La sinistra politica è morta”

E quando il discorso approda inevitabilmente sugli scandali che hanno chiamato in causa Comunione e liberazione, Bertinotti replica che occorre “riflettere sulla natura del potere”, ma torna rapido sulla “sinistra politica che è morta. Come istanza di uguaglianza continua a vivere nella cultura e nel sociale”.

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