Australia, con i pacchetti shock -12% di fumatori, ora parte l’Uk

I numeri hanno dato ragione al governo australiano. La norma che dal 2012 obbliga i produttori di sigarette a venderle in pacchetti dal colore scuro, senza scritte e con le sole immagini di organi devastati dal fumo, ha avuto l’effetto sperato.
Secondo una ricerca del Cancer Council of Victoria nel primo anno dalla introduzione dei nuovi pacchi shock, il 27% dei tabagisti ha cercato di smettere di fumare.

 

I numeri confermano
La ricerca è stata condotta su un campione di 11.000 australiani, di cui 5.000 adulti e 6000 studenti e i suoi esiti sono stati confermati dai numeri incontrovertibili dell’Istituto di statistica australiano, che nel 2014 ha registrato una diminuzione del consumo di tabacco del 12,2%.

Scoraggiati gli adolescenti
“Sono state smascherate le tattiche intimidatorie dell’industria del tabacco, che hanno fatto pressione contro la normativa sostenendo che avrebbe favorito il mercato nero”, ha commentato il direttore del Cancer Council of Victoria, Todd Harper, riferendosi ai colossi di “BIg Tobacco”, che sostenevano che siffatte immagini avrebbero spinto i fumatori ad acquistare sigarette di contrabbando.  Fra le conclusioni più promettenti, ha aggiunto, è che “i pacchetti non sono attraenti per gli adolescenti, con una riduzione di attrattiva di quattro delle cinque marche più popolari fra gli alunni di scuola.

 

Il sì dell’Inghilterra, l’Ue ci pensa
Visto il successo registrato oltre Oceano questa soluzione è al vaglio della Commissione europea. L’Uk, dalla sua, sta già per adottare la stessa normativa.
La Camera dei Comuni ha già votato per adottare un simile provvedimento con 367 voti favorevoli su 113 contrari.

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