Il Té dei Matti in mostra a Bologna fino al 28 febbraio

Well Done Burger in collaborazione con Spazio San Giorgio e You Can Group ospita l’artista Lorenzo Guaia con la sua mostra “Il Tè dei Matti” fino al 28 febbraio.
L’artista bolognese riveste tavole di legno pressoché quadrate con decine di filtri di tè, raggrinzite, stropicciate dal tempo, formando sulle pareti del ristorante un tappeto surreale e tattile, come un sottobosco profumato.

Lortezno risponde volentieri alle nostre domande.

Hai dipinto skilift, interni, architetture urbane e strumenti musicali su supporti bidimensionali di vario genere da carte geografiche a santini, grazie all’uso del collage. Con il lavoro dei filtri usati di tè il supporto da piatto è diventato plastico. Perché questo cambiamento?

Da molti anni mi interessa la prospettiva: l’utilizzo di una vecchia Canon e un grandangolare da 18mm mi ha permesso di giocare con le sue regole deformando la percezione degli oggetti, in questo modo coinvolgendo chi guarda e magari costringendolo a porre l’attenzione anche a questo elemento, tra gli altri del quadro.

Quando e perché hai scelto i filtri del tè per realizzare le tue opere?
Tre anni fa avviando questo progetto ho voluto, tra l’altro, enfatizzare in un modo diverso il gioco sulla prospettiva e sulla resa delle immagini dipinte appunto su un supporto tridimensionale così… irregolare.
Ma i filtri di tè mi hanno attratto soprattutto per la forte ‘portanza’ concettuale. Ogni tessera del mosaico deve esprimere una tessera della nostra esistenza che si fonda sulla relazione con gli altri individui. Allora anche le immagini trattano di relazioni e di tempi.

Intervieni sui filtri raffigurando oggetti stilizzati dal sapore pop, da cui emerge una sensazione di temporalità bloccata. Cos’è per te il tempo e l’attesa?
Siamo sempre in attesa di qualcosa che non arriva, e se dovesse arrivare ci fa subito capire che si tratta di aspettare qualcos’altro!
Si, l’argomento del tempo e dell’attesa si articolano in questi lavori che parlano di momenti sospesi. Non so se queste scene suggerite aspettino qualcuno o siano state testimoni di qualcosa che è accaduto. Ho voluto mettere in discussione le certezze su questo fronte e nel titolo/titoli ho voluto giocare proprio sulla (in)capacità mia, di tutti noi oggi di ’scrivere’ un ‘trattato sulla capacità di infondersi negli altri’.

Quanto è determinante la capacità di infusione di ogni filtro? È importante il tempo di essicazione per realizzare le opere?
Si ho sperimentato molto per  questo progetto. I cromatismi derivano un po’ dalla casualità ma anche da svariati sostanze utilizzate per l’infusione e modi di essiccazione. Ma oltre a questo non vi dico!

Queste opere suggeriscono ricordi di paesi lontani e momenti vissuti. Quali luoghi ti hanno ispirato?
Ci sono molti artisti contemporanei che mi piacciono e vedo vicino al mio modo di esprimermi. E ne ‘scopro’ molto frequentemente!
Credo però che l’ispirazione sia un processo osmotico, per lo più inconscio. Tutti noi ci nutriamo in continuazione di concetti, immagini e modi di comunicare… tutto ciò poi si traduce nella base per poter… fare arte!

 

 

Well Done Burger & Brunch
via Caprarie 3/C, Bologna
Il tè dei matti, Lorenzo Guaia
mostra fino al 28 febbraio

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