Igor accetta l’estradizione: “Processatemi a Bologna”

Igor “il russo” ha accettaro di essere estradato in Italia, ma la Spagna vuole prima processarlo per i tre omicidi, scaturiti dalla sua cattura. Il killer ha risposto in italiano alle domande del giudice spagnolo Carmen Lamela e ha accettato, non opponendosi al mandato di arresto europeo, di essere consegnato in Italia per essere processato per gli omicidi commessi ad aprile tra Bolognese e Ferrarese. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi italiani, l’eventuale consegna avverrà dopo i processi per i tre omicidi in Spagna del 14 dicembre, come è emerso sempre dall’udienza di convalida in Aragona, .

In Spagna da settembre

L’udienza si è tenuta nel tribunale di Alcaniz, nella provincia di Teruel dove stati commessi gli omicidi. In videoconferenza lo ha interrogato il giudice dell’Audiencia Nacional di Madrid, competente – come in Italia le Corti di Appello – per i mandati d’arresto europei come quello emesso nei confronti del killer di Budrio e Portomaggiore.

“Igor” avrebbe aggiunto che da settembre in avanti, cioé da quando a suo dire si trova in Spagna, non ha lavorato. Gli investigatori ritengono che nell’ultimo mese sia stato tra Valencia e la zona dell’Aragona in cui è stato arrestato, un’area in cui sono stati segnalati diversi furti in casolari agricoli, di prosciutti o altri generi alimentari.

La Guardia Civil stava cercando una banda di romeni, ma il responsabile potrebbe essere lo stesso Feher. Ora anche questi elementi saranno condivisi tra i carabinieri e le forze di polizia spagnole.

È stato preso vivo, perché è svenuto

Secondo la ricostruzione ufficiale fornita dagli investigatori spagnoli ai carabinieri italiani, Igor è stato preso vivo perché era uscito di strada con il pick-up che aveva appena rubato ed è svenuto.

Il serbo  è stato catturato  alcune ore dopo aver ucciso a El Ventorillo un allevatore e due agenti della Guardia Civil che stavano indagando su alcune rapine commesse nei giorni precedenti. Quando si era trovato di fronte i due agenti e si è visto braccato il killer ha fatto fuoco e ha ucciso, come era successo in Italia con la guardia ecologica volontaria Valerio Verri, di pattuglia l’8 aprile nelle valli del Mezzano (Ferrara).

Se non fosse svenuto, sono convinti gli investigatori, avrebbe continuato a lottare con le armi: aveva con sé due pistole e altre due le aveva rapinate agli agenti.

Sarà difficile vederlo presto in Italia

Sarà difficile vedere presto in Italia “Igor il russo”, arrestato il 15 dicembre in Sapgna dopo un conflitto con la Guardia civil, che ha provocato la morte di altre 3 persone (tra cui due militi). Ora sulla testa di Igor pendono ben cinque omicidi, una luna e terribile scia di sangue iniziata dopo l’omicidio del tabaccaio di Budrio. Igor, alias Norbert Feher alias Igor Vaclavic, è ritenuto responsabile di due omicidi in Emilia-Romagna lo scorso maggio.

La consegna all’Italia, che aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, sarà molto probabilmente sospesa dall’Audiencia Nacional spagnola “fino al processo o fino all’esecuzione della pena” per gli omicidi commessi in Spagna. Lo scrive l’agenzia Efe – secondo quanto riporta El Pais – che cita fonti del tribunale aggiungendo che domani – domenica 17 dicembre – il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.

Nella foto in basso i mille travestimenti del killer serbo, a lungo definito erroneamente “russo” dai giornali italiani.

 

Le previsioni del 15 dicembre sull’estradizione

Non sarò estradato immediatamente in Italia, come sembrava in un primo momento, Igor il Russo. La consegna all’Italia, che aveva spiccato un mandato di cattura europeo nei suoi confronti, sarà molto probabilmente sospesa dall’Audiencia Nacional spagnola “fino al processo o fino all’esecuzione della pena” per gli omicidi commessi in Spagna.

Lo scrive l’autorevole agenzia spagnola Efe – secondo quanto riporta El Pais – che cita fonti del tribunale, aggiungendo che già domenica 17 dicembre il serbo comparirà in videoconferenza davanti alla giudice Carmen Lamela (nella foto qui sopra) che gli notificherà i crimini per i quali è ricercato in Italia.

Altre tre vittime in Spagna

Igor il Russo, il killer di Budrio che era diventato inafferrabile e si era tirato dietro una scia di sangue dopo l’omicio nel comune emiliano, è stato arrestato in Spagna al termine di un conflitto a fuoco con la Guardia Civil. Ne dà notizia su twitter il sito Wikilao, specializzato in temi di sicurezza, precisando che nel conflitto a fuoco ci son o state delle vittime. L’arresto – riferiscono i carabinieri di Bologna – è avvenuto durante una sparatoria nella zona di El Ventorillo, nella quale sono morte tre persone, tra cui due uomini della guardia civil.

La polizia scientifica italiana, a quanto apprende l’Adnkronos, è stata interessata dalle autorità spagnole per le procedure d’identificazione dell’uomo arrestato.

L’ex latitante serbo già accusato di due omicidi

L’arresto del latitante serbo accusato degli omicidi del barista Davide Fabbri di Budrio (Bologna) e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri di Portomaggiore (Ferrara), l’1 e l’8 aprile, è avvenuto durante una sparatoria, in cui sono morte tre persone, nella zona di El Ventorrillo, compresa tra le città di Terruel in Andorra e Albalete del Arzobispo.

La Procura della Repubblica di Bologna, coordinando i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Bologna e Ferrara, aveva da tempo un’attività di indagine con rogatorie in Spagna, avendo trovato riscontri sulla presenza del ricercato, di origine serba. Altre indagini sono state fatte proprio in Serbia, in Austria e Francia, con trasferte degli investigatori, di concerto anche con le autorità di polizia spagnole.

La vedova Fabbri: “Sconti la pena”

“Spero che sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma”: queste le parole di Maria Sirica, la vedova del barista Davide Fabbri (nella foto qui sopra), prima vittima di Igor.

Secondo il suo avvocato, Giorgio Bacchelli, che ha riportato all’Agenzia Ansa le dichiarazioni della donna, la vedova Fabbri è “molto agitata e molto turbata” dalla notizia.

Le notizie dell’11 aprile: la lunga storia precedente

Continua la caccia all’uomo dei reparti speciali, non c’è traccia nelle paludi del Ferrarese di “Igor il Russo-Ezechiele il Serbo”, l’uomo dalle molte identità responsabile degli omicidi di Budrio e Portomaggiore, commessi a una settimana di distanza. Il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, ha chiarito che l’assassino è nato e vissuto in Serbia ed è “ricercato nel suo Paese per rapina con violenza sessuale”.

I numerosi alias

È ampia la rosa di alias al vaglio degli inquirenti. Igor Vaclavic, 41 anni, nato in Russia, come dagli atti del tribunale ferrarese che lo condannò per rapine in passato, certamente non esiste. Ezechiele Norberto Feher, originario di Sobotica, in Serbia, come dal profilo Facebook che lo ritrae in giro per Ferrara come un turista qualsiasi, è probabilmente altrettanto inventato. Ezechiele, si dice, sarebbe il nome con cui è stato chiamato nel carcere a Ferrara, dove è stato detenuto dal 2011 al 2015. Ora dalla Serbia dovrebbe arrivare la vera identità, anche se quello che conta davvero è la sua cattura.

“Armato e pericoloso”

Igor-Ezechiele, oltre che probabilmente ferito, sarebbe armato con due pistole e una quarantina di munizioni. E’ una persona “con una grande capacità di muoversi, un soggetto pericoloso che non si arrende alle prime difficoltà ma stiamo facendo un grande sforzo per prenderlo e lo prenderemo”, ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli.

Budrio: il killer del barista uccide una guardia, ne ferisce un’altra e fugge, le notizie del 9 aprile 2017

Igor Vaclavic, 41 anni (nella foto in apertura), ricercato per una serie di rapine commesse nel ferrarese nell’estate 2015, sospettato per l’omicidio del barista Davide Fabbri, ucciso con un colpo di pistola una settimana fa a Budrio, sarebbe stato intercettato ieri sera verso le 19 a un posto di blocco tra Marmorta e Molinella, nel Bolognese al confine con la provincia di Ferrara, ma avrebbe abbandonato l’auto e sarebbe fuggito a piedi per i campi.

Le indagini sono state affidate al Pm di turno, Ciro Alberto Savino (nella foto in basso), che si è recato sul posto nel Mezzano, teatro dell’omicidio della guardia provinciale e del tentato omicidio di un’altra guardia.

Un morto e un ferito, non è un ex militare russo

Ora l’ex militare è ritenuto responsabile anche dell’uccisione di una guardia provinciale nel ferrarese e del ferimento di un’altra.

Igor Vaclavic è braccato ed è in corso nella zona una imponente caccia all’uomo. Starebbero per arrivare anche i reparti speciali. Peraltro secondo le ultime verifiche Vaclavic, che ha molti alias, non sarebbe russo ma proveniente da un paese della ex Jugoslavia e non sarebbe un ex militare.

La vittima è una guardia volontaria, il ferito un agente dlela Polizia provinciale

L’uomo ucciso nel ferrarese era una guardia volontaria, Valerio Verri. Il ferito è invece un appartenente alla Polizia provinciale, Marco Ravaglia.

I due facevano parte di una pattuglia mista composta da un volontario e da una guardia provinciale. Il contatto con l’omicida è stato casuale, durante una perlustrazione.

L’assassino è sceso dal Fiorino e poi avrebbe disarmato Ravaglia e con la pistola rubata avrebbe ucciso Verri e ferito lo stesso Ravaglia. Poi la fuga. La guardia ferita sulla provinciale 79 Mondonuovo a Trava di Portomaggiore, Marco Ravaglia, è stata ferita con tre colpi a schiena e spalle. L’uomo è stato trasportato all’ospedale in ‘codice 3’, quello di maggiore gravità, e sottoposto a intervento chirurgico. Fonti sanitarie confermano che non sarebbe in pericolo di vita.

La guardia volontaria uccisa era sui 60 anni

La vittima, Valerio Verri, a quanto si è appreso aveva una sessantina d’anni. Continua intanto senza sosta la caccia all’uomo, concentrata nella zona dell’Oasi di Marmorta di Molinella, dove probabilmente Igor Vaclavic si era nascosto altre volte e dove forse si trovava anche nei giorni scorsi.

 

Le notizie del 3 aprile: le auto con la foto

Sui cruscotti di tutte le auto delle forze dell’ordine c’è la foto di un sospettato per l’omicidio di Davide Fabbri, il barista di 52 anni ucciso sabato sera a Riccardina di Budrio, nel Bolognese, con un colpo di pistola. Si tratta di un ex militare dell’Est Europa, ricercato dalla procura di Ferrara per alcune rapine commesse con modalità violente nella provincia ferrarese.

Aveva rapinato una guardia giurata

È un’ipotesi che possa essere la stessa persona che ha assassinato il barista con una pistola 9×21 rapinata la sera del 29 marzo a Consandolo (Ferrara) ad una guardia giurata, dopo aver sparato alcuni colpi col fucile che aveva anche sabato, quando è entrato nel bar di Budrio per rapinare il titolare.

Le testimonianze dei cittadini

Ci sono poi testimonianze di cittadini che nei giorni scorsi hanno notato una persona con un fucile a tracolla e un giubbotto militare, che girava in bicicletta nelle zone di pianura al confine tra le province di Bologna e Ferrara. Qualcuno aveva pensato ad un cacciatore, ma ora non si esclude che possa essere il killer.

Ha agito a volto coperto

Il malvivente, ricercato dalle forze dell’ordine, aveva il volto coperto, era vestito con qualcosa di simile ad una tuta mimetica, ed era armato di fucile e pistola. L’assassino potrebbe essere rimasto ferito: alcune tracce di sangue repertate dal Ris potrebbero essere sue e questo fatto sarebbe importante ai fini della sua identificazione.

Tentata rapina con omicidio a Budrio (Bologna), ucciso il barista figlio del titolare, le notizie del 2 aprile 2017

Tentativo di rapina con delitto nella tarda serata di venerdì a Budrio, un grosso comune in provincia di Bologna. Secondo le prime notizie Davide Fabbri, 52 anni, figlio del titolare di un bar tabacchi, è stato ucciso durante un tentativo di rapina nel suo locale, nella popolosa frazione Riccardina.

Un uomo sarebbe entrato nel bar intorno alle 22 con un’arma in pugno e avrebbe preteso denaro, poi avrebbe sparato con un’arma da fuoco contro il barista, che esitava a consegnare l’incasso e cercava di convincerlo a deporre l’arma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi.

Il killer, fuggito a piedi, è ancora ricercato dai carabinieri.

La condanna del sindaco che annulla una manifestazione prevista per oggi

Il sindaco di Budrio, Giulio Pierini (nella foto qui sopra), ha condnanato l’episodio su Facebook: “È un fatto di efferatezza e una gravità inaudite per Budrio e per qualsiasi altro territorio”.

Nello stesso post (che vedete sopra), il sindaco, condannando l’episodio ed esprimendo solidarietà ai parenti della vittima, ha annunciato che “la manifestazione prevista per oggi, insieme agli amministratori e sindaci della Città Metropolitana di Bologna, è stata annullata”.

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