Torino, consumi truccati: sì alla class action contro la Fiat Panda

La Corte d’appello di Torino ha ammesso una class action contro Fca promossa da Altroconsumo. Il tribunale, in prima istanza, aveva respinto l’azione legale per “manifesta infondatezza”, e l’associazione aveva presentato reclamo. Altroconsumo ha citato in giudizio la casa automobilistica per pratica commerciale scorretta in relazione a un modello di Fiat Panda: la tesi è che siano stati dichiarati consumi inferiori rispetto a quelli emersi dalle prove tecniche.

“L’auto consuma il 20% in più”

Il procedimento riguarda “i diritti dei consumatori che abbiano acquistato in Italia una Fiat Panda 3/a serie 1.2 benzina 51 Kw”. Secondo Altroconsumo, patrocinata dagli avvocati Paolo Martinello e Guido Scorza, i dati relativi ai consumi della vettura non sono attendibili: a dimostrarlo ci sarebbero dei test fatti svolgere autonomamente dalla stessa associazione in un laboratorio accreditato, dai quali emergerebbe una differenza del 20%. La Corte ha sancito che entrambe le prove, seppure “alternative”, sono “legittime”, ed è quindi opportuno approfondire la questione.

Fca: “Corrette le nostre procedure”

Fca aveva ribadito la correttezza della metodica, peraltro omologata e certificata dalle autorità ministeriali competenti. In primo grado, per altro, il tribunale aveva sostenuto che “i dati in questione sono stati correttamente riportati dal costruttore sul libretto di circolazione e sulle brochure pubblicitarie e non vi è alcuna prova che dati diversi o comunicazioni suggestive siano state effettuate da Fca per indurre il compratore a confidare su consumi inferiori a quelli certificati”.

La vicenda partita da Roma

Altroconsumo, che ha promosso l’azione legale per conto di una donna residente a Roma proprietaria di una Panda, afferma che “ipotizzando una percorrenza annua di 15 mila chilometri il risarcimento richiesto è di 239 euro”.

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