Etichetta energetica: il 43% di frigo e televisori è fuorilegge

Solo il 57% degli elettrodomestici ha l’etichetta energetica in regola. Lo attesta la terza “puntata” di un’indagine di Legambiente e Movimento difesa del cittadino, “Etichetta furba”, in cui si dice che, sui 4.637 prodotti controllati in negozi fisici (2.704) ed elettronici (1.933), a volte il contrassegno manda del tutto. Quali sono i peggiori? Le cappe aspiranti (il 50% era venduto senza etichetta) e gli aspirapolvere (32%). Il 43% di frigo e televisori è fuorilegge. Gli elettrodomestici migliori? Le lavastoviglie con il 75% dei prodotti a posto.

I maggiori problemi nei negozi d’arredo

Questi dati derivano dalle visite che le realtà autrici dell’indagine – inserita nel progetto pilota Marketwatch, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent Energy for Europe – hanno fatto a diverse realtà. Sei di queste visite hanno riguardato altrettanti punti vendita specializzati di Toscana, Lazio e Veneto, 3 punti vendita di mobili e complementi d’arresto e 3 supermercati. I negozi d’arredo sono quelli meno ottemperanti alle norme sull’etichetta energetica (53%).

Gravi carenze anche negli store online

Nei negozi online (12 quelli visitati, 8 di grandi catene) invece le non conformità hanno toccato quota 77%, nonostante il 1° gennaio 2015 sia entrata in vigore una norma ad hoc: solo il 23% dei prodotti ha un’etichetta regolare e tra gli articoli meno accurati ci sono di nuovo le cappe aspiranti (89% non conformi) e i televisori (75%), questa volta però seguiti dai forni (64%).

Legambiente: “Risparmi per le famiglie fino a 400 euro”

“Le direttive Ecodesign ed Etichetta energetica”, ha detto Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente, “sono di notevole importanza per il clima e particolarmente simboliche alla vigilia della Conferenza sul clima (in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre, ndr). Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di CO2 sarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Inoltre, la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia”.

Mdc: “Occorre vigilare sui negozi in rete”

Per Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento difesa del cittadino, “emerge un grave problema riguardante le vendite on line che sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il ministero dello Sviluppo Economico, l’Autorità Antitrust e la polizia postale devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto