Extravergine: a Firenze era già in corso un’inchiesta su Carapelli

C’è una seconda indagine sull’olio extravergine della Carapelli in procura a Firenze. Iniziata ben prima di quella di Torino.  Il fascicolo è stato aperto a luglio, ma si è saputo solo con l’arrivo da Torino di una parte dell’inchiesta aperta dal pm Raffaele Guariniello. L’accusa, anche in questo caso, è di frode in commercio a cui si aggiunge, nelle carte di procuratore capo toscano Giuseppe Creazzo, la vendita di prodotti con segni mendaci provenienti dallo stabilimento di Tavarnelle Val di Pesa.

 

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Si cerca l’origine delle olive

Sempre da Tavernelle arrivava anche l’olio su cui stava indagando Guariniello, prima dello smembramento in 4 delle sue indagini. Al momento rimane da chiarire l’origine delle olive mentre la multinazionale spagnola Deoleo, proprietaria del marchio Carapelli, continua a difendere la qualità dei suoi prodotti. Di parere diverso Coldiretti, secondo cui “da anni si abusa della dicitura olio extravergine prodotto in Toscana”, la regione dove se ne produce solo il 4% mentre se ne vende il 40% lavorato in tutta Italia.

 

Nota: le bottiglie dell’immagine non sono collegate direttamente all’inchiesta in corso a Firenze.

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