Cuore e batticuore: “Sogno Troisi, è grave?”

Ciao Anna,
….amavo moltissimo Massimo Troisi, che per me era come un fratello, anche se non lo conoscevo di persona. L’ho incontrato durante le riprese del film “Il Postino”, si girava in un cinema di Roma la scena dell’arrivo di Neruda…Il cinema era pieno di gente e volutamente pieno di fumo…C’era la controfigura di Massimo…A un certo punto è arrivato lui e si è creato un silenzio di tomba, come se fosse morto qualcuno. Probabilmente erano tutti al corrente che Troisi stava male, tranne me.  Lui ha guardato con tristezza tutti, poi i nostri sguardi si sono incrociati ma io, inconsapevole del suo stato di salute, ho allungato la mano in segno di pseudo saluto ed ho sorriso, a quel gesto lui si è “sintonizzato” e siamo rimasti così per un po’…Poi durante le riprese ho saputo che stava male e lo vedevo stanco e sentivo che lui aveva paura che gli potesse capitare qualcosa lì…in mezzo a tutta quella gente..e c’era dietro di lui una signora anziana che sbagliava sempre perché guardava in camera e hanno dovuto ripetere la scena più volte… Chissà come mai hanno messo proprio me dietro di lui…e mi sono sentita un po’ il suo “angelo custode”, ho cercato di pregare per lui e sbrigarmi a fare bene dal primo ciak : per fortuna così è stato…Poi ho conosciuto una persona, un maresciallo che mi ha detto che a fine film Massimo gli aveva promesso che sarebbe andato a cena da lui, erano amici. Io ero così felice di poterlo conoscere, poiché invitò anche me…ma purtroppo Massimo ci ha lasciati, sono stata davvero molto male. Ma l’ho sognato…(io non sogno mai e quando sogno faccio tutti sogni scemi). Nel sogno eravamo in uno scantinato un po’ scuro e c’erano due Massimi Troisi morti; io piangevo e dicevo Massimo perché sei morto? A un certo punto uno dei due si è alzato e mi ha detto: “Silvà ma pecché chiagn? chill che è muort nu val nient, io so viv, sto bene! Dai,andiamoci a fare una camminata” e ci siamo incamminati dopo aver salito qualche gradino, in un viale luminoso e alberato. Per me che non credevo molto nell’aldilà è stato un motivo per crederci…
Veramente ti volevo sottoporre un mio problema, ma poi ho ritenuto più giusto  raccontare…
Silvana

 

aaapavi

Cara Silvana,
la tua lettera mi dà l’opportunità di evidenziare, se già non fosse chiaro, come il parlare di sentimenti  non significhi occuparsi esclusivamente di problemi  di coppia, innamoramento, tradimenti e simili. I sentimenti in tutte le loro sfumature sono soggetto gradito di questa Rubrica e il ‘Batticuore’ di cui si parla nel titolo ci può venire per qualsiasi moto dell’anima, per un incontro fuggevole, per un ricordo, per rabbia, per allegria o per un sogno.  Tu mi parli del tuo incontro con Massimo Troisi perché sai che l’ho conosciuto bene,  ma  stai raccontando a tutti i lettori la tua storia, la tua emozione di un momento che ancora, dopo vent’anni, conserva in te una traccia. E senza togliere nulla alla grandezza di Massimp, credo che quell’incontro sia stato memorabile grazie alla tua sensibilità, alla tua capacità di fermare l’attimo in cui i vostri sguardi si sono incrociati, arricchirlo con pensieri e silenziose attenzioni nei confronti della persona che, seppur per un tempo breve, è stata in comunicazione con te; sei stata poi capace di costruire la tua narrazione interiore su di lui e di ben conservarla nella memoria.
Quello che ci racconti è accaduto perché Massimo era ed è una persona amata e famosa, ma è qualcosa che facciamo normalmente nella vita di tutti i giorni: costruiamo intorno ad un’emozione momentanea, a uno sguardo, allo scambio di una parola con qualcuno, un piccolo mondo che diventa un’esperienza e un ricordo. Cioè un patrimonio per la nostra vita.
“Senza la memoria non può esistere la Storia” diceva Ugo Foscolo e io voglio ribadire, nel mio piccolo, questo concetto: i ricordi non sono fatti di morta nostalgia (nemmeno Ugo lo pensava, nonostante abbia “ammorbato” la nostra giovanile cultura con elogi a pietre tombali ed ombrosi cipressi), ma sono materia viva su cui costruire il futuro.
Così, cara Silvana, grazie per il tuo ricordo di Massimo. Il mio consiglio, anche se non espressamente richiesto, è quello di fermare più spesso gli istanti della tua vita, non vivere in fretta e con distrazione come sovente siamo costretti a fare: è importante soffermarsi, come hai fatto tu a proposito di Massimo Troisi, su ciò che ci accade e rendere il nostro ricordare prezioso, unico, importante. I tuoi sogni soliti non sono sicuramente scemi come dici, e avere lui come protagonista ha reso solo più degno della tua attenzione un mondo onirico che forse ha bisogno di essere più ascoltato e considerato. Il tuo è un sogno di speranza, che ti invita in modo evidente a lasciare indietro qualcosa della tua vita che ormai non c’è più, forse ad abbandonare qualche rimpianto nascosto, ad incamminarti con serenità sulla strada luminosa che hai davanti e che forse ancora non vedi con chiarezza.
Ma la mia interpretazione è senza impegno eh, Silvana? Se poi mi sbaglio non voglio sapere niente! Hai scritto alla posta di Freud? No, hai scritto alla “Posta del cuore” di Anna! Speriamo di averci azzeccato!
Anna
Ps: aspetto il tuo problema, a meno che non si sia risolto nel frattempo!

 

Gli indirizzi di Anna Pavignano

Molte lettrici ci hanno chiesto se possono scrivere direttamente a Anna Pavignano per la Posta del cuore, ovviamente tutelando la loro privacy.

Abbiamo tenuto conto della loro richiesta e da oggi si può fare. Sono disponibili ben due indirizzi mail. Il primo è a.pavignano@consumatrici.it.

Il secondo postadelcuore@consumatrici.it.

Potete usarli indifferentemente. Anna riceverà comunque le mail.

Anna Pavignano scrittrice e sceneggiatrice.  Ha esordito giovanissima con “Ricomincio da tre” ed è stata candidata all’Oscar per “Il Postino”,  film di Michael Radford con Massimo Troisi.

Nella foto: Massimo Troisi.

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