LA PSICOLOGA/6 consigli per il metodo giusto a scuola

Gentile Dottoressa,
ho l’impressione che mia figlia, che frequenta la quinta ginnasio, non abbia appreso un buon metodo di studio. Fa fatica ad organizzarsi coi compiti, si perde in attività inutili che la costringono a stare sui libri fino a tardi e quindi si vede costretta a rinunciare al corso di danza che le piace così tanto. Alla sera è stanca e frustrata e temo che, così facendo, possa perdere interesse per lo studio.
Vorrei poterla aiutare, fornendole fin da ora dei validi suggerimenti visto che l’anno scolastico è appena iniziato.
Laura, Milano

Gentile Laura,
generalmente il metodo di studio viene insegnato a scuola durante gli anni delle elementari e delle medie, ma evidentemente per sua figlia qualcosa non ha funzionato. E’ necessario però che apprenda al più presto un metodo di studio efficace che la possa sostenere per tutti gli anni di studio che molto probabilmente si troverà ad affrontare. Inoltre la scuola non deve diventare l’unica attività presente nelle giornate di sua figlia, che deve necessariamente trovare il tempo da dedicare ai suoi hobby, ad attività fisiche e alla frequentazione dei coetanei.

 

Ecco alcuni consigli per acquisire il metodo giusto

1 Innanzi tutto è necessario stabilire un orario prefissato da dedicare allo studio: il cervello si abituerà facilmente a questa routine, che faciliterà la concentrazione. Trascorrere pomeriggi interi o nottate sui libri è poco funzionale e porterà lo studente a sentirsi poi stanco il giorno successivo e quindi a non seguire le lezioni e a non essere poi concentrato nello studio pomeridiano. E’ fondamentale invece che dedichi al riposo notturno le ore necessarie, abituandosi a coricarsi, durante il periodo scolastico, ad un orario prestabilito.

2 E’ inutile trascorrere ore infinite su una materia: piuttosto è meglio fare dei piccoli intervalli oppure suddividerla in più sessioni di studio nell’arco di più giornate. Questo favorisce la memorizzazione.

3 Meglio non studiare all’ultimo momento: si comincia dalle materie che sono state spiegate il giorno stesso in classe e, essendo più freschi con la memoria, questo impegno porterà via relativamente poco tempo. Quindi se lo studio è sempre stato regolare cioè man mano che gli argomenti venivano esposti, non si deve far altro che memorizzare, perché la fase di apprendimento è già stata affrontata.

4 Un altro metodo per fissare in memoria è quello di produrre schemi per evidenziare i concetti chiave: quando si è coinvolti attivamente nell’organizzare il proprio materiale di studio, si stanno creando delle associazioni nel cervello che permettono di imprimere gli argomenti nella memoria, senza doversi sforzare di ricordare.

5 Ripetere a voce alta: questo serve per verificare la propria preparazione e per ovviare ai frequenti vuoti di memoria in cui incorre lo studente quando è sotto pressione. Per apprendere un concetto si deve essere in grado di rielaborarlo con parole proprie. Può essere utile immaginare di doverlo spiegare a qualcuno: quando è chiamato ad insegnare, il cervello codifica e organizza le informazioni in modo più chiaro e coerente.

6 Infine, durante le ore dedicate allo studio, è necessario allontanare il cellulare ed evitare di connettersi ai social network, che contribuiscono ad aumentare la distrazione e a diminuire la qualità del tempo dedicato all’apprendimento.

 

* La dottoressa Cristina Pavia è psicologa presso il proprio studio in Bologna e counselor nelle scuole secondarie di primo grado.
Il suo sito internet è cristinapavia.net.
Potete inviarle i vostri quesiti a redazione@consumatrici.it

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