Sciopero al Colosseo, caos tra i turisti, Franceschini: “La misura è colma”

Turisti in fila davanti al Colosseo e alle Terme di Diocleziano, cartelli errati. Questa mattina i siti archeologici di Roma sono in tilt per un’assemblea sindacale. E i turisti venuti da tutto il mondo stanno avendo un “assaggio” dei proverbiali disservizi capitolini, croce dei cittadini. Durissimo il commento dle ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: “La misura è colma”.

Apertura alle 23: ma il cartello è sbagliato
Colosseo, Foro Romano e Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica sono rimasti chiusi per assemblea sindacale, con apertura ritardata alle 11. In molti si sono recati alle biglietterie ma sono stati costretti a fare retromarcia. La notizia della chiusura, infatti, non era nota ai turisti, che si sono comunque messi in coda.
Ad aumentare la confusione il fatto che nessuno fosse stato avvisato preventivamente, e la presenza (scarsa) dei cartelli che parlano di chiusura “from 8.30 am to 11 pm”, cioè le 23 di stasera, mentre l’orario fissato per la riapertura è invece le 11 del mattino.

L’avviso solo ieri sera
Le Rsu dei lavoratori hanno annunciato l’assemblea solo ieri pomeriggio per parlare della “gravissima situazione dei dipendenti della Soprintendenza archeologica dovuta al mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie e la mancata apertura di una trattativa per il rinnovo del contratto”.

Nessun obbligo
I servizi turistici non sono considerati servizi pubblici essenziali, perciò non c’è l’obbligo di avvisare con anticipo né di rispettare le norme di garanzia. Ma ciò non ha fermato l’ira del Garante per gli scioperi: “La chiusura ai visitatori dei principali siti archeologici della Capitale, motivata da un’assemblea sindacale (peraltro regolarmente convocata) porta, ancora una volta, alla ribalta l’urgenza di ricomprendere la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali. Proprio ieri (giovedì 17 settembre, ndr) è iniziata in Senato la discussione dei disegni di legge di modifica alla legge sul diritto di sciopero, sollecitata dallo stesso Governo, ed è mio auspicio che, in quella sede, si ragioni con rigore e serietà anche di questo tema”.

“Un’immagine pessima”
E ancora: “Lasciare la fruizione del nostro patrimonio culturale fuori dai servizi pubblici vuol dire continuare a dare una pessima immagine del Paese ai cittadini e ai milioni di turisti che quotidianamente scelgono di vistare le nostre città” è il commento di Roberto Alesse, Presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi.

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