Mestruazioni, riparte la petizione: “L’Iva sugli assorbenti va tagliata”

Un altro tabù che si rompe a partire da Rio dove la nuotatrice cinese Fu Yuanhui (nella foto sotto), al termine della la staffetta 4×100, ha commentato la sua prestazione in termini non proprio positivi: “La pancia mi ha fatto male tutta la notte perché mi sono arrivate le mestruazioni. Ma non è una scusa, non ho nuotato come avrei dovuto”. Ed ecco che il ciclo mensile torna d’attualità perché “in Italia gli assorbenti sono considerati come ‘beni di lusso’ e in quanto tali tassati al 22 per cento”.

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“Tassati come un tablet e vestiti”

È un argomento che già in passato aveva fatto parlare di sé e che poi era scivolato nell’oblio. Con le parole della nuotatrice cinese, però, riprende vigore e su Change.org riparte una petizione Le mestruazioni non si tassano: Iva al minimo sugli assorbenti che ha già superato le 15 mile sottoscrizioni. Lanciata dalla Gran Bretagna per iniziativa di Chiara Capraro, spiega che “oltre 4 euro per una confezione da 20: un piccolo tesoro, se si pensa che in tutta la vita ne serviranno decine di migliaia. Perché gli assorbenti costano così tanto? La colpa è dell’Iva” perché gli assorbenti “sono tassati come un tablet o un capo di abbigliamento”.

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“Senza gravi ricadute sulla vita delle donne”

“Se gli assorbenti venissero considerati essenziali, l’Iva sarebbe solo del 4%”, prosegue la petizione rivolta al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e alla consigliera per le Pari opportunità Giovanna Martelli. “Mentre si può vivere senza un tablet, non è possibile, per chi ha le mestruazioni, fare a meno degli assorbenti per condurre una vita normale e in salute. Senza gli assorbenti, per poter gestire le mestruazioni in modo da partecipare senza problemi alla vita sociale, subiremmo conseguenze pesanti per la nostra salute sia fisica che mentale”.

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