Allergie e intolleranze: tutte le domande dopo la morte di Chiara

Si dice che l’Italia abbia la miglior cucina al mondo e che gli italiani alla tavola diano più importanza di chiunque altro. Pesce, carne, cereali, legumi, dolci, verdure, la scelta dei cibi è ampia e ricca di possibilità. Dando uno sguardo ai dati Istat dell’anno passato, il 10% degli italiani è allergico, con una prevalenza maggiore per le donne. Appunto per questo, soprattutto dopo la triste vicenda di Chiara Ribechini, la ragazza di 24 anni di Navacchio (Pisa), morta per shock anafilattico, è bene dare uno sguardo a quelle che sono le allergie più diffuse e, soprattutto, differenziarle dalle intolleranze…

Le allergie alimentari: che cosa sono

È molto comune oggi sentire la frase “sono allergico” o “sono intollerante”. Molto spesso però questa terminologia viene usata senza un reale connotato scientifico. L’allergia alimentare è una reazione immunitaria mediata dall’ingestione di uno specifico alimento (o sostanze presenti in esso). Tale reazione si esprime al primo contatto con la sostanza, l’allergene appunto, attraverso la formazione di anticorpi specifici chiamati IgE. Senza entrare nel dettaglio immunologico si può facilmente riassumere che al secondo contatto con l’allergene le IgE provocheranno la liberazione della sostanza chiamata Istamina, che è la principale responsabile dei sintomi caratteristici delle reazioni allergiche, tra cui, la più grave è lo schock anafilattico. Per questo motivo vengono usati i farmaci antistaminici in via preventiva per impedire la liberazione di questo mediatore chimico.

Le intolleranze: da non confondere

Se c’è confusione riguardo le allergie, figurarsi sulle intolleranze. Mentre le allergie sono valutabili tramiti test specifici (il principale è il Prick) le intolleranze sono ammantate da una coltre di dubbi. Scientificamente sono state riscontrate tre intolleranze alimentari che sono quella al lattosio, al glutine e alle fave (più rara). Hanno in comune la differenza sostanziale con le allergie: non scatenano alcuna risposta immunitaria e sono dose-dipendenti. Si manifestano con sintomi che in primis possono essere sovrapponibili a quelli delle allergie, ma che in realtà dipendono da un’assenza di un enzima che fa si che non venga metabolizzata una determinata sostanza.

Le pseudoallergie

Altri casi sono quelli che provocano una liberazione eccessiva di un mediatore dell’infiammazione (istamina, feniletimina) e la successiva inibizione dell’enzima che lo disattiverebbe. Queste le chiameremo pseudo allergie. Ne sono un esempio quella sgombroide, la quale si manifesta con alimentazione di pesce che non è fresco oppure quella alla tiramina che è presente in groviere o parmigiano

Allergie alimentari: al latte la più diffusa
Abbiamo visto che secondo l’Istat il 10% degli italiani è allergico. Quasi 2 milioni sono allergici alimentari. Andando ancora più nel dettaglio 305 mila sono allergici al latte. La celiachia  andrebbe a posizionarsi in una categoria particolare e circa 600 mila ne sono affette: è un enteropatia autoimmune.

Proprio l’allergia al latte era quella di cui soffriva Chiara Ribechini. Oltre a latte e glutine ci sono altri allergeni da tenere sotto controllo: il merluzzo ha un allergene molto comune che è chiamato Gad c 1.

 

La carne di maiale la più a rischio

Tra le carni quella di maiale è quella più a rischio. Tra le verdure il sedano e tra la frutta secca gli arachidi.
Dal 9 maggio di quest’anno stando al Decreto Legislativo 231/2017 è obbligatorio per le attività ristorative e tutti i pubblici informare la clientela sugli allergeni presenti nel menù. Sperando che casi come quelli di Chiara possano non ripetersi…

 

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto