Ospedali in tilt, treni diversi dagli spot e genitori ossessionati dall’omofobia: che estate!

Volevo andare in vacanza. Volevo lasciar perdere e non raccontare di ciò che mi è capitato di osservare nei percorsi quotidiani in cui mi porta la vita.

Per esempio, non volevo dire che negli ospedali, per cause e responsabilità che non è il caso di affrontare con ‘sto caldo, succede che non sanno mai niente.

Gente piena di buona volontà, gentile, ma smarrita. E , ad esempio, per far sì che tua madre continui la terapia che faceva a casa, che non è quella per cui è ricoverata ora, ma la deve fare comunque, tu spieghi e rispieghi, porti la ricetta del suo medico curante e per sicurezza anche i farmaci e niente… non glieli danno! Non per scelta, ma perché…. non sanno, non si ricordano, non lo trovano scritto da nessuna parte!

Eppure, sotto i tuoi occhi, l’infermiera ha scritto sul computer che tua madre deve fare quella terapia ecc ecc. Una volta c’erano le cartelle cliniche fatte di carta e il medico leggeva e qualcosa capiva, anche se era il sostituto del sostituto: adesso, con tutto spiegato sul computer, non capiscono mai niente! Mistero! Basta, chiuso con la sanità.

Siccome volevo andare in vacanza, non volevo dire nemmeno che ho visto un nuovo treno di cui accusano la pubblicità di essere brutta, ma invece il treno è peggio della pubblicità.

C’era, tempo fa, una macchina che si chiamava la Duna , che era orrenda e lo slogan qual era? ‘La Duna è bella’! Dite che è comoda, che costa poco. No, dicevano che era bella, pensando di abbindolare la gente con una bugia enorme.

Ecco, anche con il treno è così. Dicono che è bello e invece era evidentemente più bello quello vecchio. Ma dite che è veloce, piuttosto! Infatti è arrivato con 7 minuti d’anticipo su un orario previsto che era già da record. No, dicono che è talmente bello che non vorresti più scendere! Ma perché lo fate arrivare in anticipo, se la gente non vuole scendere?

Volevo andare in vacanza e non scrivere e invece non posso, perché leggo ‘sta notizia sui giornali che non si può non commentare: ma non sarà una bufala? Dicono che prima di iscrivere i figli a scuola o all’asilo bisogna leggere l’offerta formativa, perché ci sono scuole, ovviamente pubbliche, dove insegneranno ai bambini la masturbazione, gli faranno vedere filmati porno e li indurranno ad avere rapporti con persone dello stesso sesso.

Ma anche se ci fossero dei geni del male di tale portata, vi pare che lo scrivano nell’offerta formativa? Il problema è che l’essere umano è ingenuo e c’è sempre qualcuno che ci casca.

Come un tempo qualcuno si è comprato la Duna e come io ho preso il treno nuovo credendo fosse più bello di quello vecchio, così ci sarà qualcuno che crederà davvero che in quell’asilo o quella scuola pubblica dove nell’offerta formativa si parla di superamento delle differenze e discriminazioni, costringeranno suo figlio ad avere rapporti omosessuali .

E così lo iscriverà in una scuola privata.

Magari dai preti. Ehmm…

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