Referendum: i Comitati del Sì presentano un ricorso per 5 trivelle

Grazie al referendum sulle trivelle “ci sono state modifiche alla normativa proposte dal governo e approvate dal Parlamento. Questa non è demagogia. Petroceltic e Shell hanno rinunciato. I permessi di ricerca sono stati bloccati. Se questo è avvenuto penso sia una vittoria”: ha detto il presidente del Comitato per il sì al referendum, Pietro Lacorazza, in conferenza stampa alla Camera.

“Se il governo vuole costruire una nuova politica energetica collaborando con i territori, noi siamo pronti”, ha aggiunto Lacorazza.

Le associazioni presentano un ricorso per le concessioni scadute

Le associazioni del Comitato per il sì al referendum sulle trivelle presenteranno un ricorso al ministero dello Sviluppo Economico per chiedere il blocco immediato delle 5 concessioni estrattive entro le 12 miglia.

Secondo Enzo Di Salvatore, estensore dei quesiti referendari, “le concessioni sono scadute da anni. La norma prevede che siano prorogati i titoli vigenti, non quelli scaduti. Di conseguenza le aziende petrolifere stanno continuando ad estrarre senza autorizzazione”.

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I dati definitivi della consultazione

 

Questi i dati definitivi della consultazione del 17 aprile 2016:

Elettori 50.675.406

Votanti 15.806.788, pari al 31,19%

Sì 13.334.764, pari al 85,84%

No 2.198.805. pari al 14,16%

Schede bianche 104.420, pari allo 0,66%

Schede nulle 168.138, pari all’ 1,06%

Schede contestate e non assegnate 663.

Il quorum è fallito: le notizie di ieri sera

Il quorum è fallito e con esso il referendum sulle trivelle. Senza quorum, infatti, la consultazione non è valida. Poco dopo la mezzanotte di ieri, domenica 17 aprile, i Comuni scrutinati erano 7.991 e a quel punto l’affluenza era salita al 31,28.

Il risultato definitivo è arrivato poco all’1,15 di lunedì 18 aprile: negli 8.000 Comuni italiani, ha votato il 32,16 (sotto l’immagine dal conteggio del ministero dell’Interno).

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Scontata la vittoria del Sì, che stravince con l’,85,8%. I No sono andati alle urne solo per un voto di testiminianza civica e raccolgono il 14,2%.

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All’ora in cui è giunto il dato definitivo dell’affluenza, era ancora in corso lo spoglio delle 61.562 sezioni distribuite in tutto il Paese.

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Intanto a urne chiuse c’è stato l’intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

 

La lunga domenica elettorale

È arrivato il giorno del voto. Gli elettori di domenica 17 aprile nei giorni scorsi erano dati in aumento anche se il quorum sembrava ancora lontano.

Il ministero degli Interni ha diffuso puntualmente i dati della prima rivelazione: alle 12 ha votato l’8,35%, non proprio una folla all’apertura dei seggi.

L’Agenzia Ansa fa sapere che nel 50% dei comuni in cui si vota ha votato l’8,1%.

Alle 19 l’affuenza è del 21,76%. Ma il dato è ancora parziale, tanto è vero che poco dopo ne è arrivato un altro che calcola l’affuenza al 22,6%, Ora si dovranno attendere le 23 per vedere se il quorum è statoraggiunto oppure no. Le previsioni sono contrastanti e il balletto al Viminale – dopo le 19 – continuava, a seocnda delle sezioni scritinate: alle 19,20 i dati del ministero sostenevano che aveva votato il 23,3%.

 

Undici milioni ai seggi

Il dato poi si è assestato al 23,5% (23,48% per la precisione), senza considerare i votanti all’estero, che sono alla fine saranno unificati con quanti sono andati alle urne in Italia.

Si tratta di una cifra non piccola di elettrici e elettori: più o meno 11 milioni di votanti che si sono già espressi alle 19.

 

Il sondaggio de Il Fatto quotidiano

 

Il Fatto quotidiano ha scrittto che sui tavoli della presidenza del Consiglio sono arrivate delle “rilevazioni ‘segrete’ : la partecipazione al voto è data in crescita e la forbice si attesta sul 35-40% . Anche se il quorum è lontano – scrive la giornalista Wanda Marra – si tratta comunque di un numero alto, ambizioso all’inizio pure per gli organizzatori” (che ora esibiscono un 45% di votanti presunti).

Tra poche ore ci saranno numeri certi e si saprà com’è andata questa difficile consultazione elettorale. Alle 12 il Viminale diffonderà i primi dati della gironata elettorale.

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Hanno diritto a votare quasi 51 milioni di italiani

Gli aventi diritto al voto sono quasi 51 milioni di italiani: 46.887.562 residenti in Italia; a cui vanno aggiunti 3.898.778 di residenti all’estero, che devono esprimere il proprio voto per corrispondenza che fanno quasi 51 milioni (come mostra la grafica qui sotto). Il “numero chiave”, però è quello del quorum che rende valido il referendum, che è oltre i 25 milioni (25.393.170 per la precisione).

Nella foto sopra: la presidente della Camera, Boldrini, al seggio.

 

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Grillo: “Ce la possiamo fare”

Ancora traumatizzato per la morte di Gianroberto Casaleggio, anche Beppe Grillo è andato a votare (come mostra la foto).

“Coraggio! Non molliamo! Nel 1999, ultimo referendum per il quale si è votato un giorno solo, alle ore 11 l’affluenza era al 6,7%, finì a 49,8% e si votava fino alle 22. Oggi eravamo a 8,3% alle ore 12 ma si vota fino alle 23. Dai che ce la possiamo fare! Telefonate, mandate messaggi, accompagnate nonni e genitori alle urne”. “Lottiamo fino all’ultimo voto. Non molliamo , perché non si può battere una persona che non molla mai! Per la democrazia , per il futuro , contro le lobby del petrolio e della disinformazione fino all’ultimo voto! Passate parola!”, conclude.

 

Emiliano: “In Puglia sono tanti i votanti”

A mezzogiorno la media dei votanti in Puglia è dell’11%, molto più elevato della media nazionale.

“Il dato sull’affluenza dice che il quorum potrebbe essere ancora raggiunto”: dichiara all’Agenzia Ansa il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Per Emiliano “il risultato è straordinario in termini di affluenza nonostante la giornata bellissima e gli innumerevoli inviti all’astensione”. E “sulla base di questi dati – precisa – possiamo dire che l’invito all’astensione è fallito”.

“In Puglia – aggiunge Emiliano – addirittura stanno andando a votare in questo momento più persone di quelle che hanno votato alle regionali: due punti e mezzo in più”. “Lecce città – prosegue – è il migliore risultato d’Italia: l’orgoglio del Salento si sta dimostrando veramente straordinario”. “Anche la Basilicata – prosegue il presidente della Regione Puglia – ha numeri molto elevati e importanti, che dimostrano che l’esperienza tragica della Basilicata in questo momento è di fondamentale importanza”. “Quindi – ha concluso – il mio invito è a tutti quelli che non sono ancora andati a votare a farlo al più presto, perché il quorum è a portata di mano”.

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Anche Romano Prodi stamattina alle urne

Anche Romano Prodi, come aveva annunciato e come ostra la foto, a Bologna di buonora si è recato al seggio.
Aveva annunciato che avrebbe votato No, ma aveva sottolineato che la partecipazione al voto è comunque importante.

 

Il voto annunciato da Mattarella e Grossi: le dichiarazioni della vigilia

Refendum No triv: a pochi giorni da domenica 17 aprile, unica giornata in cui si vota, si diffonde la notizia che non scatterebbe il quorum del 50% dei votanti più uno, nonostante prese di posizione autorevolisisme come quelle del presidente della Repubblica, Mattarella e del presidente della Corte costituzionale, Paolo Grossi, che lunedì 11 aprile ha invitato al “voto doveroso”.

Ma, al momento, solo il 10% degli intervistati si dichiara informato sulla materia del voto.

 

Il quorum è ancora lontano

La cifra minima per il quorum è di 23 milioni e mezzo di votanti.

Ma elettrici ed elettori sarebberoben lontani da questa cifra secondo un sondaggio pubblicato da Il Fatto quotidiano e affidato alla società Youtrend.

Secondo i dati pubblicati dal quotidiano di Marco Travaglio “solo 1 italiano su 3 pensa di votare”.

Certo c’è ancora tempo per uno scatto fino a domenica 17 aprile, ma il quorum sembra ancora molto lontano.

 

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