Gioco a basket con i maschi: mi guardano strano, ma a canestro vado io

Quando l’altra mattina sono entrata in casa mi sono ritrovata mia nonna che, a causa delle stampante rotta, si ricopiava a mano il mio ultimo post (dovete sapere che è la più accanita e fedele delle mie lettrici) e che non appena mi ha vista se ne è uscita dicendo “ciao vez!” Non ci volevo credere, quella donna non smette mai di stupirmi.

Subito dopo avermi salutata, ha iniziato a preoccuparsi per la mia spalla bruciata dal sole. In effetti siamo “solo” a metà aprile e non mi sarei aspettata di bruciarmi già con il primo sole primaverile, ma ora che ci penso la mia routine giornaliera è cambiata abbastanza con l’arrivo della bella stagione.

È da quando sono tornata dalla “gita” in Inghilterra, infatti, che i miei compagni di classe mi stanno facendo riscoprire il basket. Dico riscoprire perché dovete sapere che alle elementari, prima di darmi al calcio, ho giocato a basket in una squadra maschile (sì, ho sempre fatto sport molto femminili), però mi divertivo un sacco.

Perciò, una volta superata l’inerzia delle 7 del mattino, per fortuna sempre minore (il sole mi fa venire voglia di alzarmi e uscire), mi vesto abbastanza leggera, mi faccio accompagnare a scuola dalla fedele mamma taxi e faccio l’ultimo pezzo di strada a piedi ascoltando Drake, prendo il caffè al bar con una bustina di miele (immancabile, che io sia in ritardo o meno) ed entro in classe pronta, o quasi, alle solite 6 ore di lezione.

Una volta finito di ascoltare professori su professori parlare di molecole, energia, promessi sposi, Foscolo e phrasal verbs, vado a casa, pranzo molto velocemente e riprendo l’autobus, mio fedele amico, che mi porta al campetto dei giardini della mia città a giocare sotto il sole con alcuni dei miei compagni, i loro amici e le persone che troviamo lì.

Ovviamente sono l’unica femmina, ma non mi faccio troppi problemi, anzi. Mi diverto tantissimo perché quando li marco all’inizio è come se fossero intimoriti ed è capitato che io cadessi dopo aver saltato (inutilmente data la differenza di altezza tra me e loro) e che mi guardassero dall’alto con la palla in mano sotto canestro senza tirare e fare punto. Be’, penso si dovranno abituare alla mia presenza perché la cosa al momento mi sta piacendo molto, fin troppo oserei dire.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto