“L’Italia non tutela le vittime di stupro”: possibili sanzioni in arrivo dall’Ue

Una direttiva europea del 2004 prevede di indennizzare i cittadini comunitari che subiscono reati violenti, indipendentemente dallo Stato in cui si verificano e anche in assenza di un aggressore identificato. E in base a ciò si profila una possibile sanzione da parte della Commissione europea per l’Italia, che non ha ancora recepito la direttiva di Bruxelles e prevede l’indennizzo solo per reati come il terrorismo, la mafia o l’usura. Dunque da Bruxelles si profilano ripercussioni, come richiesto già nel 2011, dato che tra i reati indennizzabili non c’è lo stupro e quindi il Belpaese discrimina le vittime di crimini sessuali.

aaaamonti

Per l’Italia i reati violenti sono discrezionali

Nonostante un progetto di legge ai tempi del governo di Mario Monti (nella foto sopra), bloccato dalle elezioni politiche del 2013, non è seguita alcuna iniziativa successiva, ed è partita un’azione europea contro l’Italia che ha ribattuto aggrappandosi a presunti margini di discrezionalità nel definire reati intenzionali violenti che consentono di escludere la violenza sessuale.

I casi in Italia: vittime con trattamenti diversi

Per comprendere l’assurdità della posizione italiana, c’è un caso avvenuto a Firenze. Alla vittima il tribunale ha riconosciuto 20.000 euro di provvisionale, ma l’aggressore, pregiudicato, è nullatenente e dunque lei non vedrà mai nulla. Così ha fatto causa alla presidenza davanti alla Corte di giustizia europea per la mancata attuazione della direttiva comunitaria. Lo stesso è accaduto a Trieste nel 2013. Per contro, una donna romena stuprata a Torino nel 2010 ha visto riconosciuto il diritto all’indennizzo proprio in base alla sua nazionalità.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto