Renzi: “Il referendum lo hanno vinto i lavoratori”

“Assisteremo alla solita esibizione dei politici vecchio stile che dichiarano di aver vinto anche quando perdono. Ci sono vincitori e sconfitti: il governo non si annovera nella categoria dei vincitori, ma ci sono lavoratori che torneranno nelle loro aziende consapevoli di aver un futuro. Gli sconfitti hanno nomi e cognomi, come presidenti di regione”. Chiara stoccata di Matteo Renzi a Michele Emiliano (nella foto sotto) sul referendum sulle trivelle, accusato di aver favorito “conte che servono a qualcuno”. E aggiunge il presidente del consiglio: “Non ho votato per non mettere in crisi un settore”.

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“Ha vinto chi lavora nelle piattaforme”

“Ha vinto chi lavora nelle piattaforme”, ha detto ancora Renzi. “Il presidente del consiglio deve stare là dove si rischia il posto di lavoro. C’è stato un risultato netto, chiaro, superiore alle aspettative e alle previsioni di tutti i commentatori e opinionisti. Ha perso chi ha voluto la conta a tutti i costi. È stato un referendum che si poteva evitare. Ho sofferto la scelta di non andare a votare, ma era il modo migliore per ottenere il risultato. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme, dalla stessa parte, e fare dell’Italia il Paese più verde d’Europa.

“È stata guerra ideologica”

Per il primo ministro, quella del referendum sulle trivelle è stato “guerra civile ideologica da parte dei soliti noti, professionisti dei talk show, quelli che passano la vita su Twitter e su Facebook dimenticando che l’Italia è più grande di Twitter o Facebook”. Inoltre, secondo Renzi, “nei prossimi due anni ci sarà molto da fare. Alle elezioni ognuno voterà per chi crede. Ma fino ad allora lavoriamo insieme perché l’Italia torni a fare l’Italia senza alimentare la vecchia tiritera della battaglia ideologica e politica. Per far tornare il nostro Paese ad ospitare un futuro”.

Emiliano: “Renzi non sa di cosa parla”

La risposta di Emiliano: “Renzi parla di cose che non stanno né in cielo né in terra. Pensa di essersela cavata perché il cuore non è stato raggiunto mentre dovrebbe smettere di far entrare le lobby nei palazzi delle istituzioni. Basta con le bugie, il governo si metta a lavorare e comunque è un successo, hanno votato 14 milioni di persone Sono praticamente gli stessi voti che il Pd ha preso nel suo più grande risultato elettorale che sono le europee di due anni fa. Non accetto che trasformi la vicenda in modo ipocrita”.

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Lo sberleffo di Carbone a urne aperte: “#Ciaone”

“Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante è partecipare #ciaone”. A scrivere questo tweet è il deputato del Pd Ernesto Carbone che a urne ancora aperte ha commentato così il referendum sulle trivelle con tanto di hashtag provocatorio. L’esternazione di Carbone, membro della segreteria del Partito Democratico e renziano doc, non è andata giù al popolo della rete e in particolare ai sostenitori della consultazione referendaria.

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Imbarazzante irridere quei cittadini che hanno scelto di votare

Non è fatta attendere la risposta del senatore della minoranza dem Miguel Gotor: “Trovo imbarazzante che in queste ore dirigenti di spicco del Partito democratico stiano irridendo a colpi di tweet quei cittadini che hanno scelto di votare al referendum e dunque di partecipare in modo attivo alla vita democratica del proprio Paese”.

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