La figlia di Giuseppina Pierini accusata di omicidio: lite per la pensione

Il corpo ritrovato nei giorni scorsi nelle campage di Massa Marititma sarebbe quello di Giuseppina Pierini. Secondo il quotidiano La libertà le indagini sulla morte di Giuseppina, proseguono. La donna, scomparsa da Pontenure tre anni fa e il cui cadavere è stato ritrovato nei giorni scorsi nelle campagne in provincia di Grosseto, sarebbe stata assassinata. Forse da una figlia, che però nega decisaamente. Giuseppina aveva, all’epoca, 63 anni e una pensione che sarebbe la causa del delitto e che la famiglia ha continuato a percepire.

La donna, secondo il quotidiano di Piacenza, sarebbe stata avvelenata e poi soffocata con un sacchetto di plastica.

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L’accusa punta su una delle figlie

Nelle scorse ore la procura di Grosseto avrebbe iscritto nel registro degli indagati una delle figlie della vittima, con la pesante accusa di omicidio. Sulle indagini viene mantenuto lo stretto riserbo.

La lite tragica sarebbe nata per la pensione di Giuseppina, che avrebbe deciso di togliere la delega alla figlia che la riscuoteva al suo posto. C’erano stati diversi litigi per questo motivo.

La figlia si sarebbe vendicata uccidendo la madre e sfigurandone il volto – dopo la morte – prima con l’acido e poi con dei colpi di badile. Successivamente l’avrebbe portata, cadavere, nel podere dove la mamma aveva vissuto per decenni con il marito Graziano. Lì l’aveva sepolta tra i rovi.

Ma stiamo parlando di una prima ricostruzione, che è ancora tutta da provare.

 

Il delitto 3 anni fa

Sarebbero due i fascicoli aperti, una alla Procura di Grosseto e l’altro a quella di Piacenza, dove la signora è scomparsa tre anni fa. Sabato scorso – secondo il quotidiano toscano Il Tirreno – si era deciso di aspettare almeno l’esame del Dna sui resti trovati nel grossetano prima di prendere qualunque decisione. Ieri, però, sarebbe spuntato un nome, quello di una delle figlie di Giuseppina.

Una volta uccisa, Giuseppina sarebbe stata avvolta in una coperta e caricata su un’auto che ha percorso oltre trecentocinquanta chilometri tra Piacenza e Massa Marittima, dove il cadavere sarebbe stato abbandonato vicino alla caaa dove aveva vissuto col marito.

 

Il ruolo decisivo di un nipote

È stato un nipote a condurre i carabinieri fino al cespuglio dove sono stati ritrovate le ossa della donna.

Giuseppina viveva a Pontenure con la figlia che ne ha denunciato la scomparsa. Carabinieri e polizia l’hanno cercata ovunque, ma le sue tracce si sono fermate a duecento metri dalla sua casa. Alla Procura di Piacenza il suo fascicolo è rimasto a lungo senza sviluppi.

La famiglia di Giuseppina, cinque mesi fa, ha deciso di lasciare Piacenza per tornare in Maremma, da dove era partita molti anni fa. E proprio in Maremma è sono stati trovati i poveri resti mortali di Giuseppina.

La signora, fino a non molti anni prima della scomparsa, viveva a Gavorrano, in provincia di Grosseto. Il movente del delitto è ancora ignoto, così come saranno da provare le accuse contro a figlia indagata.

 

C’era il dubbio che si trattasse di Francesca Benetti

A questo punto il riscontro del dna diventa ancora più importante perché i resti umani trovati giovedì 12 novembre nelle campagne di Massa Marittima, in provincia di Grosseto, potrebbero non essere di Francesca Benetti, l’insegnante in pensione di Cologno Monzese scomparsa dalla sua casa di Bagni di Gavorrano il 4 novembre 2013. C’è infatti una seconda donna sparita da quella zona: si tratta di Giuseppina Pierini, 63 anni, una pensionata scomparsa da Pontenure (Piacenza) nel luglio 2012.

Compatibilità con gli abiti ritrovati

Le condizioni del corpo, trovato nell’annesso di un casale, non consentono una comparazione certa. Dunque solo gli accertamenti genetici potranno stabilire a quali delle 2 donne appartengano quei resti ossei. Sui motivi per cui si pensa che possa trattarsi di Francesca Pierini rimangono coperti dal riserbo della procura di Grosseto dove sta lavorando al caso il pubblico ministero Alessando Leopizzi. Ma frammenti di abiti femminili rinvenuti insieme alle ossa potrebbero essere compatibili con quelli indossati dalla donna piacentina al momento della scomparsa.

Pierina indossava vestiti invernali a luglio

La sessantatreenne, infatti, una tuta invernale scura e una giacca scura nonostante il periodo estivo. Per cercarla, all’epoca, si erano mobilitati i vigili del fuoco, i carabinieri di Pontenure e la protezione civile con le unità cinofile, ma non era stata trovata alcuna traccia e le ricerche vennero poi sospese dopo qualche giorno.

Un uomo in carcere per omicidio di Francesca

Per quanto riguarda invece la scomparsa di Francesca Benetti, c’è in carcere un uomo, Antonino Bilella, il custode della villa della donna accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere si trova in carcere. Sembra, in base a testimonianze raccolte dagli investigatori, che l’uomo si fosse innamorato dell’insegnante in pensione. Il sul ritrovamento del cadavere.

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