Dopo i 50 alcune donne russano forte per colpa degli ormoni: che fare

Di solito, si associa il problema del russare agli uomini. È davvero così? O russano anche le donne? “In effetti, nella popolazione generale, il fenomeno interessa maggiormente il sesso maschile, ma questa prevalenza, con il passare degli anni, si modifica”: afferma il professor Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto qui sotto).

Dopo i 50, le donne “raggiungono” gli uomini

“Intorno ai 55 anni, il russamento abituale riguarda il 20 per cento sia degli uomini sia delle donne, mentre l’incidenza del problema delle apnee si attesta intorno all’8-10 per cento, per entrambi i sessi”, sottolinea l’esperto.

La colpa è del calo degli ormoni

Perché succede? “Responsabile è il calo, dopo la menopausa, degli ormoni femminili”, risponde lo specialista. “Senza la “protezione” degli estrogeni, la donna tende ad ingrassare ed i chili in più si vanno a depositare anche a livello del collo e delle prime vie aeree, rendendo più difficoltoso il passaggio dell’aria”.

Ma quali sono le differenze tra il russare maschile e quello femminile?

“Nella donna si ha una forma più moderata, non si arriva ad avere quel russamento forte e potente che si riscontra negli uomini”, sottolinea il professor Ferini Strambi.

Va detto però che le donne premono sull’acceleratore: “Mentre per l’uomo il passaggio dal russamento occasionale allo sviluppo di una vera e propria sindrome da apnee è molto lento e possono trascorrere diversi anni prima di arrivare alla forma conclamata (inizialmente, il soggetto comincia a russare solo in posizione supina, poi anche sul fianco, quindi comincia ad avere qualche apnea…), nella donna questa svolta avviene in modo molto più rapido, anche se la gravità del problema delle apnee difficilmente raggiunge livelli così importanti come nel sesso maschile”.

Un esame consente di valutare la gravità della situazione, in entrambi i sessi

“Si tratta di un test semplice, che si può eseguire a casa propria”, spiega il professor Ferini Strambi. “Al paziente viene applicato un apparecchietto, una specie di holter pressorio, in grado di dare un quadro di ciò che succede durante le ore di sonno: qualità del russamento, numero delle apnee, diminuzione dell’ossigeno durante i momenti di assenza del respiro, posizioni in cui il russamento è più frequente”.

Quando è opportuno sottoporsi a questo test?

“Quando il russamento si manifesta tutte le notti, ci si sveglia sempre una o più volte per fare la pipì, ci si alza stanchi al mattino, si tende ad avere sonnolenza durante la giornata”, risponde l’esperto.

Oggi è possibile avvalersi di varie terapie per affrontare il problema

“Quando il russamento è per lo più legato alla posizione supina, si può ricorrere a diversi dispositivi che “aiutano” la persona ad evitarla durante il sonno (per esempio, un collarino che emette vibrazioni quando si assume la posizione “critica”)”, afferma lo specialista.

“Una terapia molto utilizzata è la CPAP (Continuos Positive Airwy Pressure), una metodica di ventilazione respiratoria che si avvale di una sorta di compressore collegato, tramite un tubo, ad una mascherina nasale: durante il sonno l’apparecchio consente un apporto di aria forzata che impedisce la chiusura delle prime vie aeree.

E ancora: si può ricorrere ad un bite antirussamento che, spingendo leggermente in avanti la mandibola, aiuta a mantenere un corretto spazio respiratorio dietro la lingua”.

Va sottolineato che una importante misura anti-russamento è cercare di tenere sotto controllo il proprio peso corporeo.

Altri accorgimenti che si possono suggerire?

“Dormire in posizione sufficientemente sollevata (no senza cuscino) impedisce il restringimento delle prime vie aeree”, dice l’esperto. “Ed evitare di mangiare e bere molto la sera: l’alcol, in particolare, contribuisce al rilassamento dei tessuti della gola, favorendo quella vibrazione che produce il caratteristico rumore”.

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