“Vacanza rovinata”: 3.000 euro a turisti italiani dall’agenzia viaggi

Vacanza rovinata da albergo sporco e condizioni igieniche quanto meno discutibili? L’agenzia di viaggi e il tour operator devono risarcire i turisti. Lo stabilisce una recentissima sentenza del tribunale di Roma che ha condannato gli operatori a risarcire con 3 mila euro una famiglia romana che, al rientro dal viaggio-incubo a Rio De Janeiro, si era rivolta al Codacons per essere indennizzata.

Sanitari dell’hotel a pezzi e niente vista mare

La vacanza era iniziata il 9 marzo 2013, il giorno in cui marito e moglie, insieme ai 2 figli, erano atterrati nella città brasiliana. Ad attenderli, in base alle promesse, un hotel 4 stelle con vista mare, ma all’ingresso nelle proprie stanze hanno capito che la realtà era profondamente diversa: camere maleodoranti, moquette bucherellata, bagni sporchi, sanitari a pezzi e serrature fuori uso. Come se non bastasse, le nuove camere assegnate ai turisti romani dopo le loro rimostranze sono risultate ancora peggiori perché infestate da scarafaggi e altri insetti. Inutile dire che dalle finestre niente vista mare, ma solo sui muri degli edifici a fianco.

Non era stato possibile trovare una soluzione

Esasperata, la famiglia italiana aveva provato a chiamare già dal Brasile l’agenzia di viaggio che non era riuscita a trovare alcuna soluzione alternativa. Così, al rientro nel Paese, i turisti romani si sono presentati al Codacons per procedere per via giudiziaria. Assistiti dall’avvocato Cristina Adducci, alla fine si sono visti riconoscere 3 mila euro più gli interessi e al pagamento di altri 1.850 euro di spese legali.

Il Codacons ai turisti: “Fate foto alle strutture ricettive”

Il giudice Cataldo Olanda ha infatti “riconosciuto il danno non patrimoniale da vacanza rovinata considerando il disagio subito che sicuramente ha vanificato o quanto meni limitato i benefici e le aspettative della vacanza”. “Questa sentenza è di fondamentale importanza per tutti i turisti italiani che si apprestano a partire per le vacanze”, afferma l’avvocato Adducci. “Invitiamo pertanto i cittadini a documentare attraverso fotografie la situazione delle strutture ricettive”.

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