Riforma Pa, c’è il sì della Camera: addio ai segretari comunali

Con 253 sì, 93 no e 5 astenuti la Camera approva la riforma della pubblica amministrazione che ora torna al Senato. Dopo quasi 24 ore di votazioni, c’è quindi l’ok sull’intero articolato. A questo punto il testo testo tornerà a Palazzo Madama per la terza lettura ma, se le intese politiche non verranno tradite, dovrebbe restare inalterato. Queste punto per punto le novità.

Dirigenti divisi in tre ruoli

Il provvedimento contiene numerose novità che riguardano soprattutto i dirigenti pubblici.
La delega prevede l’istituzione dei tre ruoli unici (Stato, regioni ed enti locali) e il superamento delle due fasce laddove esistono (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, università e presidenza del consiglio). Restano esclusi prefetti e dirigenti delle Authority.
Gli incarichi saranno a termine (4 anni rinnovabili) e per i dirigenti che rimarranno senza incarico potrebbe scattare la retrocessione a funzionario dopo una procedura particolare.

Licenziabili con pagella negativa

In base ai nuovi ritocchi resta la possibilità di essere licenziati ma bisognerà almeno aver avuto un incarico ed essere stati valutati negativamente. Tuttavia pur di non essere mandato via il dirigente pubblico potrà chiedere di essere ‘demansionato’ a funzionario.
I dirigenti saranno anche licenziabili a seguito di un’azione disciplinare. Nel momento in cui questa scatterà, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento.

Carriera legata alla valutazione

La carriera e la retribuzione verranno agganciate a una valutazione delle performance e gli incarichi assegnati passeranno al vaglio di tre commissioni ad hoc (Stato, Regioni e comuni). L’Aula ha anche approvato un emendamento di M5S che prevede la revoca e il divieto dell’incarico in settori esposti a rischio corruzione ai dirigenti condannati anche in via non definitiva dalla Corte del conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

Segretari comunali addio

Scompare la figura dei segretari comunali. Questi dirigenti potranno però per altri tre anni svolgere le stesse funzioni pur essendo confluiti nel ruolo unico dei dirigenti locali. Poi dovranno essere ricollocati.

Niente più voto minimo di laurea per concorsi

Tra le novità c’è anche la soppressione del requisito del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi per l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni. Lo prevede un emendamento Pd, come riformulato.

Più limiti temporali per incarichi a pensionati

Si allargano le maglie per i pensionati nella Pubblica Amministrazione che collaborano con il pubblico offrendo consulenza: il tetto di un anno vale solo per i ruoli direttivi (senza possibilità di rinnovo). Le altre cariche e collaborazioni sono “comunque” consentite. Resta confermato per tutte le posizioni affidate a pensionati il vicolo della gratuità (costo zero). Così un emendamento al ddl P.A. appena approvato dall’Aula della Camera. La proposta, con primo firmatario il deputato Pd Giovanni Sanga, è stata riformulata dal relatore, Ernesto Carbone.

Forestale accorpata

Il ddl pone le basi anche per l’accorpamento della Forestale in un’altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri). Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze, dando spazio al merito.

Dimezzate le prefetture

Il testo prevede un taglio corposo dei presidi del governo, che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell’Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra P.A. periferica e cittadini. Eliminati gli uffici doppioni tra ministeri e Authority.

112 per tutto

Anche i numeri di emergenza verranno ridotti a uno solo: il 112, a cui bisognerà rivolgersi in ogni circostanza. L’idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato.

Il Pra solo alla Motorizzazione

Arriva anche il trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. Ci sarà un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto.

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