Malasanità: campagna choc del Codacons, tragedie diventano barzellette (video)

Casi di malasanità raccontati come se fossero una barzelletta. È giocato sulla provocazione e su un’ironia amarissima lo spot che il Codacons ha realizzato per rilanciare sul web la sua campagna “Sos malasanità” contro vicende di pazienti finite male per sbagli, superficialità, diagnosi sbagliate. “I danni per i cittadini”, scrive l’associazione in una nota, “sono attribuibili per il 70% a carenza strutturale dei servizi negli ospedali e a difetti organizzativi, il 30% a errori professionali di medici e infermieri”.

Tragedie raccontate come storie divertenti

Ecco allora che l’attore Andrea Bucci, in un minuto e 56 secondi, ne rievoca alcune di queste storie. Tono scanzonato, gestualità marcata, l’accento che cambia da episodio a episodio per raccontare di un nervo tagliato e una gamba compromessa. O di un intervento che doveva andare liscio come l’olio e invece, ahimè, è finito con una bara interrata al camposanto. “Lo spot”, fa sapere ancora il Codacons, “rappresenta un viaggio virtuale per gli ospedali d’Italia. Ma è una ironia provocatoriamente fasulla, tesa a spingere gli utenti a denunciare gli errori di medici e nosocomi e far valere i propri diritti”.

“Il Italia 90 decessi al giorno”

Per questo, oltre alla campagna e relativo video, l’associazione rilancia anche il numero verde gratuito 800.58.24.93 a cui gli utenti possono rivolgersi per parlare con un team di avvocati specializzati in risarcimento dei danni alla salute. “In Italia”, scrive il Codacons, “secondo i numeri della Commissione tecnica sul rischio clinico istituita dal ministero della Salute, si verifica una media giornaliera di circa 90 pazienti deceduti a causa di errori ospedalieri, decessi che possono e devono essere evitati. I numeri sulla malasanità italiana sono in crescita, così come le denunce da parte dei cittadini giunte alla nostra associazione. Ciò è direttamente attribuibile ai tagli operati nel settore della sanità negli ultimi anni, che hanno portato ad un generale peggioramento quantitativo e qualitativo del servizio reso”.

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