Neonata morta a Catania: “gravi lacune” in clinica

Niente più parti per i prossimi 90 giorni alla clinica Gibiino di Catania, quella dove poco più di un mese fa era nata Nicole, la bambina morta poche ore dopo a Ragusa mentre in ambulanza si cercava un’unità di terapia intensiva neonatale disposta a ricoverarla. Lo ha deciso la Regione Siciliana dopo l’ispezione condotta insieme a ministero della Salute e carabinieri dei Nas, ispezione che ha riscontrato una serie di “gravi lacune”.

In 30 giorni un piano di adeguamento

Il provvedimento impone quindi la “sospensione dalla data oggi e per 90 giorni dell’autorizzazione sanitaria e dell’accreditamento istituzionale alla casa di cure Gibiino limitatamente alle attività di assistenza al parto in regime di ricovero”. Quindi per 3 mesi niente nascite nella clinica e le partorienti dovranno essere indirizzate fin da subito verso altre strutture. Nel frattempo i dirigenti della Gibiino hanno un mese di tempo per inviare un piano per risolvere i problemi riscontrati. Il documento dovrà quindi essere vagliato dall’assessorato competente che stabilirà anche quali sono i tempi entro i quali arrivare alla piena attuazione delle modifiche sanitarie.

Lucia Borsellino: “Nessuno sconto”

Ma non sembra finità qui. “Questo è uno dei primi provvedimenti”, infatti l’assessore alla Salute Lucia Borsellino, “volti alla verifica dei requisiti delle strutture afferenti alla rete materno-infantile pubblica e privata accreditata. Nella fattispecie la clinica dovrà dimostrare di aver messo in assoluta sicurezza tutte le procedure sanitarie previste dalla legge. Non si possono e non si devono fare sconti a nessuno sulla sicurezza del paziente in ambito sanitario”.

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