Premio Oscar: Fuocoammare fuori dalla cinquina dei film stranieri

Fuocoammare non ce l’ha fatta a rimanere in corsa per gli Oscar nella categoria miglior film straniero. L’opera di Gianfranco Rosi è stata esclusa dalla shortlist di nove film dalla quale a fine gennaio verrà estrapolata la cinquina che concorrerà al premio per il miglior film in lingua originale.

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Le scele dell’Academy

L’Academy ha scelto “Tanna” Australia; “It’s Only the End of the World, Canada; “Land of Mine”, Danimarca; “Toni Erdmann”, Germania; The salesman, Iran; “The King’s Choice”, Norvegia; “Paradise”, Russia; “A man called Ove”, Svezia e “My life as a zucchini”, Svizzera.

Ancora in lizza solo per la shortlist

Fuocoammare è però ancora in lizza nella shortlist di 15 titoli della categoria “documentari”. “Non mi aspettavo che sarebbe stata una corsa così lunga e faticosa”, ha detto Gianfranco Rosi. La cerimonia di assegnazione degli Oscar si terrà il 26 febbraio. A condurre la serata sarà Jimmy Kimmel.

Fuocoammare: alle 21,15 su Rai3 la prima tv del film candidato dall’Italia all’Oscar, le notizie del 3 ottobre 2016

Andrà in onda alle 21.15 di oggi, lunedì 3 ottobre, prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione in mare, il film-documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e ora candidato italiano all’Oscar 2017 per il miglior film in lingua straniera.

Le storie di isolani e stranieri

Il film, che ha portato i regista per oltre un anno a Lampedusa dove ha raccontato le vite di chi sull’isola ci vive e dei migranti che ci arrivano. Come, per esempio, Samuele, 12 anni, che va a scuola, tira con la fionda e va a caccia, testimone inconsapevole del più grande e drammatico fenomeno migratorio di sempre.

Fuocoammare è il film italiano candidato all’Oscar (video), le notizie del 26 settembre 2016

Dopo l’Orso d’oro al Festival di Berlino, anche un Oscar per Fuocoammare? È presto per dirlo. Quello che è certo è che è stato scelto come film italiano candidato alla statuetta più preziosa di Los Angeles.

La pellicola di Gianfranco Rosi è stata scelta stamattina dalla commissione di selezione, riunita presso la sede dell’Anica, tra sette film iscritti per la candidatura italiana all’Oscar per il miglior film in lingua non inglese.

Oltre al film di Gianfranco Rosi erano in lizza: Gli ultimi saranno gli ultimi di Massimiliano Bruno, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti; Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese; Pericle il nero di Stefano Mordini; Suburra di Stefano Sollima.

 

 

A febbraio l’Orso d’oro a Berlino

Dopo l’Orso d’oro, arrivano anche i complimenti della presidente della giuria della Berlinale 2016.

“Meryl Streep mi ha detto, tenendomi per mano: ‘questo film può vincere l’Oscar. Farò di tutto perché sia portato negli Usa'”: Donatella Palermo, produttrice di “Fuocoammare”, il giorno dopo la consegna dell’Orso d’oro al film di Gianfranco Rosi, racconta all’Agenzia Ansa l'”entusiasmo e la profonda commozione” con cui la star del cinema Usa, nonché presidente della giuria del concorso di Berlino, ha reagito al film su Lampedusa.

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La vittoria di un italiano 4 anni dopo i Taviani

Gianfranco Rosi ce l’ha fatta! Dopo quattro anni dall’Orso d’oro a Paolo e Vittorio Taviani per “Cesare deve morire”, un altro film italiano conquista il primo premio a Berlino. È Fuocoammare di Gianfranco Rosi che vince il premio più importante. Lo si era capiteo poche ore prima che sarebbe andata così quando il regista e i produttori – che avevano già lasciato il Festival – erano ripartiti dall’Italia per Berlino.

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“Il mio pensiero è a quanti non ci sono mai arrivati…”

“Il mio pensiero va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa nel loro viaggio di speranza, e alla gente di Lampedusa che da venti trenta anni apre il suo cuore a chi arriva”: ha detto Gianfranco Rosi, ricevendo l’orso d’Oro.

“L’accoglienza non deve essere fatta dalle singole nazioni, ma dall’Europa. L’esempio che ieri ha dato l’Austria, che sta iniziando a chiudersi, non è un grande esempio”, aveva detto precedentemente il regista a Berlino, procedendo lungo il red carpet della Berlinale.

“L’Italia ha fatto tantissimo – ha aggiunto – per venti anni ha fatto da sola, ora non è più il momento di agire singolarmente”. Il premio di Berlino – anche da questo punto di vista – è molto importante.

 

 

Un film girato per un anno e mezzo a Lampedusa

Il film, che il regista, Leone d’oro a Venezia con ‘Sacro G.r.a.’, ha girato nel corso di un anno e mezzo a Lampedusa, documentando da un lato la vita sospesa di alcuni suoi abitanti e dall’altro quella drammatica dei migranti in esodo verso l’Europa, aveva colpito sin dall’inizio critica e pubblico del Festival, da sempre molto attento a temi politici.

Il regista, con i produttori e distributori Donatella Palermo e Paolo Del Brocco, sta partendo dall’Italia alla volta di Berlino.

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La giuria “capitanata” da Meryl Streep

La giuria guidata da Meryl Streep (nella foto qui sopra) si prepara ad assegnare l’Orso d’oro, e poi diversi Orsi d’argento, agli attori, alla sceneggiatura, al miglior film e al miglior regista.

L’Italia sembra fino alle ultime ore in pole position, con un film più che mai nell’aria del tempo, girato nell’isola di Lampedusa divenuta, negli ultimi anni, il luogo simbolo della tragedia dei migranti.

Nel nuovo film di Rosi c’è un tema, che ha caratterizzato questa Berlinale 2016, esplicitamente dedicata ai rifugiati dal direttore Dieter Kosslick e inaugurata con le dichiarazioni della Streep a favore di apertura e “inclusione”.

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Grandi consensi sui media internazionali

Vola sulla stampa internazionale Fuocoammare di Gianfranco Rosi, unico film italiano in concorso all’edizione numero 66 del Festival di Berlino. Tra i tanti giudizi positivi, da segnalare quelli di Hollywood Reporter, Der Spiegel, Taggesspiegel, Screen International e The Guardian.

 

“Dove il giornalismo finisce, inizia Gianfranco Rosi”

“Dove il giornalismo finisce, inizia Fuocoammare – dice Debora Young su Hollywood Reporter -. Ci vuole un regista di documentari unico come Gianfranco Rosi per catturare il dramma attraverso il periscopio della sua macchina da presa incentrata sulla piccola isola siciliana di Lampedusa”.

Il Guardian parla di “potente pugno nello stomaco”

Vola il film di Rosi anche su The Guardian. Andrew Pulver sottolinea: “Nonostante il pacato e rispettoso modo di filmare di Rosi, questo film è un potente pugno nello stomaco”.
Infine, due tweet, quello del Daily Telegraph in cui Tim Robey scrive: “Un film opportuno, umano e sconvolgente”. E quello di The Times a firma Kate Muir, che dice solo: “Brillante”.

 

La presentazione della Berlinale numero 66

di Vito Lamberti

Grandi nomi all’edizione numero sessantasei della Berlinale, che comincerà domani, oggi 11 febbraio. Ne splende uno già tra i membri nella giuria, quello di Meryl Streep (nella foto qui sotto), insignita del ruolo di presidente. L’attrice americana, tre volte premio Oscar, non aveva mai ricoperto questo ruolo nel corso della sua lunga carriera. Nemmeno come semplice giurata.

 

Il direttore artistico: “Meryl Streep è eccezionale”

Un’anomalia che non preoccupa minimamente il direttore artistico del festival, Dieter Kosslick: “È decisamente una cineasta professionale e penso che farà un ottimo lavoro. Al di là delle sue straordinarie capacità come attrice, è anche una persona eccezionale.

Kermesse che apre sotto il segno di Hollywood

Sotto il segno di Hollywood anche il film che aprirà la kermesse: “Ave, Cesare!”, dei fratelli Coen. Si tratta di una commedia ambientata nell’epoca d’oro del cinema americano – tra la fine degli anni Venti e la fine degli anni Quaranta – dove al centro della storia c’è proprio la lavorazione di un film in cui  accadrà di tutto.

Ed ecco il fixer che tampona gli imprevisti

Tanto che la produzione sarà costretta a ingaggiare un “fixer”, una figura pagata dagli Studios, il cui compito sarà quello tamponare gli imprevisti e sorvegliare le intemperanze dei vulnerabili attori impegnati nelle riprese. Cast pieno di stelle: nel film vedremo George Clooney,  Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Josh Brolin, Ralph Fiennes e Channing Tatum.

Gli abitué in concorso

In competizione spiccano alcuni habitué dei Festival: Thomas Vinterberg (“Festen”, “Il sospetto”) presenterà “The Commune”, che come suggerisce il titolo racconta di una comune danese negli anni Settanta. Danis Tanovic, vincitore di un Oscar nel 2001 con “No Man’s Land” e di un Orso d’argento proprio alla Berlinale di tre anni fa con “An Episode in the Life of an Iron Picker”, è in lizza con
“Death in Sarajevo”.

Gianfranco Rosi l’italiano in gara

Unico film italiano in concorso “Fuocoammare”, di Gianfranco Rosi, Leone d’Oro a Venezia nel 2013 con “Sacro GRA”. L’opera presentata alla Berlinale ha come centro della storia il tema dei migranti. Considerando il taglio di denuncia sociale tanto amato al Festival di Berlino, il film di Rosi potrebbe avere delle buone possibilità di andare a premio.

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Troppo presto per i pronostici

Ma è troppo presto per fare pronostici, meglio dare un’occhiata anche ai titoli presenti fuori dalla competizione oppure nelle rassegne collaterali. Vedremo infatti le nuove opere di Jeff Nichols e Spike Lee. il primo porta “Midnight Special, un film di fantascienza in cui padre e figlio hanno dei superpoteri.

Lo sciopero del sesso delle donne di Lisistrata

Il secondo, invece, lascia tutti un po’ stupiti per aver scelto di trasporre in chiave contemporanea una delle commedie più note di Aristofane, “Lisistrata”. Come reagiranno gli uomini della nostra società di fronte allo sciopero del sesso imposto dalle donne?

Le attrici più attese sul campo

E a proposito di donne, ce ne sono almeno tre attesissime a questa edizione della Berlinale. Mia Hansen-Løve, moglie di Olivier Assayas, messasi in luce negli ultimi anni con prove molto apprezzate come “Il padre dei miei figli” e “Un amore di gioventù”, ci racconterà il dramma vissuto da una professoressa di filosofia ne “L’avenir”.

Isabelle Huppert ad arricchire la rassegna

Nel ruolo principale Isabelle Huppert (nella foto qui sopra), la cui presenza impreziosisce ogni kermesse. Infine Terence Devies farà rivivere con il suo “A Quiet Passion”, i bellissimi versi e la vita – una vita da reclusa – della poetessa Emily Dickinson.

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