Hollande alle Camere: “La Francia è in guerra”

“La Francia è in guerra”: ha detto, sneza mezzi termini, il presidente francese Francois Hollande a Versailles davanti alle Camere riunite dopo gli attentati di Parigi.

In Francia, ha aggiunto, abbiamo bisogno di un “regime costituzionale in grado di gestire la lotta a questo nemico. Ritengo, in coscienza, che dobbiamo far evolvere la nostra Costituzione per agire contro il terrorismo di guerra”, ha spiegato Hollande davanti ai parlamentari, evocando le riforme dell’articolo 16 (sui poteri straordinari del presidente in caso di minaccia allo Stato) e del 36 (sullo stato di guerra e interventi armati all’estero).

 

“Dobbiamo distruggere l’Isis, non contenerla”

“La Francia – ha annunciato poi il presidente francese – intensificherà gli attacchi in Siria. I miei complimenti ai piloti francesi che hanno portato a termine l’operazione” a Raqqa. “Non dobbiamo contenere quest’organizzazione, la dobbiamo distruggere”, ha aggiunto riferendosi all’Isis.

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Catturato in Belgio l’artificiere delle stragi

“L’artificiere delle stragi di Parigi è nelle mani della polizia belga”: è quanto riferisce Dominique Rizet, un esperto francese sempre informato sulle questioni dell’intelligence. Per lui si chiama Mohamed Amri, 27 anni: è una delle persone fermate a Molenbeek, proprietario della Golf sequestrata a rue Dubois Thorn, attualmente in stato d’arresto.

 

Un membro del commando era autista di autobus pubblici a Parigi

Intanto si conoscono altri particolari sul commando: Samy Amimour, uno dei kamikaze del Bataclan, era autista di autobus della Ratp, la compagnia del trasporto pubblico parigina, fino alle sue dimissioni nel 2012.

Nato a Parigi nel 1987, era inseguito da un mandato di arresto internazionale per violazione della libertà vigilata ed era indagato per una vicenda legata al terrorismo.

 

Oggi hanno riaperto scuole e musei

Tutta la Francia si è fermata per un minuto a mezzogiorno in punto. Silenzio e raccoglimento in memoria delle 129 vittime degli attacchi terroristici di venerdì sera a Parigi. Lo riferiscono i media francesi.

Questa mattina a Parigi e in tutta la Francia hanno riaperto le scuole, la riapertura di musei, teatri e altri luoghi di cultura è avvenuta alle 13.

 

Caccia a Salah Abdeslam, residente in Belgio

Dopo i primi 7 arresti a Bruxelles, starebbe per finire nella rete degli investigatori antiterrorismo anche l’ottavo ricercato, Salah Abdeslam, 26, nato in Francia ma residente in Belgio. La sua foto dell’uomo (in apertura) è stata diffusa già da giorni ed è ritenuto un individuo molto pericoloso, oltre che l’artificiere del commando omicida. Inoltre è ritenuto l’uomo che ha affittato la macchina in Belgio, una Volkswagen Polo, utilizzata dai terroristi che hanno attaccato la sala concerti Bataclan. In mattinata si era diffusa la notizia del suo arresto, ma la notizia non è confermata e dalla procura di Bruxelles giunge una smentita.

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24 jihadisti spediti a Parigi dal Califfo al Baghdadi

Nel frattempo proseguono le novità sugli attentati di Parigi. Sarebbe stato il califfo dell’Isis Al-Baghdadi (nell’immagine sopra) a dare l’ordine di colpire i Paesi della coalizione impegnati nei bombardamenti in Iraq e Siria con “bombe, omicidi e presa d’ostaggi”. Gli 007 iracheni – secondo l’Associated press, che ha visionato il documento dei servizi – avevano avvertito i governi occidentali, in particolare la Francia, il giorno prima degli attacchi.

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L’Isis ha creato una unità per gli attentati

L’Isis – scrive la Abc citando funzionari statunitensi – ha creato un’unità dedicata agli attentati all’estero, in particolare in Europa occidentale e Stati Uniti. Secondo i servizi iracheni l’attacco è stato preparato a Raqqa, in Siria: 24 i jihadisti coinvolti, 19 per gli attacchi e cinque con compiti logistici. Intanto sono partiti i bombardamenti francesi proprio contro Raqqa. Centrato il centro di comando dell’Isis con raid che hanno impegnato 10 jet. Colpito anche il centro di addestramento e un altro per il reclutamento.

Hanno usato la playstation per comunicare?

Emerge poi un elemento singolare: i terroristi di Parigi potrebbero aver usato la PlayStation 4s per comunicare con i vertici dell’Isis prima degli attacchi, secondo quanto scrive il Mirror online citando il ministro dell’Interno belga Jan Jambon, che sostiene la consolle sarebbe quasi impossibile da monitorare, in ogni caso “molto più difficile rispetto a WhatsApp”.

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Hollande vuole chiudere alcune moschee

La Francia ha anche annunciato un’altra misura, lo scioglimento delle moschee radicali in cui “certi soggetti fomentano l’odio”. Hollande vorrebbe che lo stato d’emergenza in Francia fosse prolungato fino a 3 mesi. Un decreto sarà presentato mercoledì in Consiglio dei ministri per poi andare in Parlamento.

Terroristi in contatto con la Siria

Intanto si conoscono sempre più dettagli sulla cellula che ha provocato il massacro. Gli attentatori sarebbero stati in contatto con alcuni membri dell’Isis in Siria con i quali hanno comunicato prima di sferrare gli attacchi: lo riporta il New York Times citando fonti investigative americane e francesi. Identificati due kamikaze francesi.

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