Moana Pozzi: dal porno alla politica, a 33 anni moriva un’icona italiana (video)

Il primissimo approccio davanti alla telecamera fu in alcune commedie in cui la si poteva intravedere solo come comparsa. Poi Anna Moana Rosa Pozzi, più nota semplicemente come Moana Pozzi, passò alla tv per ragazzi esordendo su Rai 2 con il programma Tip Tap Club. Intanto giunse un’offerta che non rifiutò: darsi al porno e, nonostante l’accortezza dello pseudonimo scelto per l’occasione, Linda Heveret, il suo battesimo hard nel film “Valentina, ragazza in calore” fu scoperto. Così fu cacciata dal piccolo schermo nell’orario destinato ai bambini.

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A stroncarla a 33 anni un tumore al fegato

Era l’inizio degli anni Ottanta e questo è un aneddoto quasi dimenticato al di fuori del circuito dei cultori di Moana Pozzi, morta il 15 settembre 1994 a 33 anni in una suite dell’Hôtel-Dieu di Lione. A stroncarla, nella versione ufficiale della sua storia, un tumore al fegato che la uccise nel giro di brevissimo tempo e forse anche per questo la fine della sua vita fu l’inizio della leggenda. Una leggenda che prima fece mormorare una causa diversa del decesso, l’ancora quasi impronunciabile parola Aids. Ma fu chi si spinse oltre e ipotizzò addirittura che la pornostar non fosse affatto morta, che avesse simulato per ripiegare libera su una silenziosa e privatissima vita lontano dalle luci di qualsiasi palco, cinematografico, politico o culturale che fosse.

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Il successo nella scuderia di Riccardo Schicchi

Inutile dire che – come sempre accade in queste vicende, quando la leggenda cerca di soppiantare una versione ufficiale – di prove, almeno di convincenti, mai ne sono saltate fuori (semmai, in alcuni casi, accadde il contrario). Rimane però inscalfito il mito di un’artista che ha valicato i confini della pornografia per scavarsi una nicchia bella grande nel mondo della cultura italiana. Nata a Genova il 27 aprile 1961 e migrata al seguito della famiglia in diversi Paesi (il padre era un fisico nucleare e il suo lavoro lo portò in Brasile, Canada e Francia), nel 1986 Moana era entrata nelle grazie di Riccardo Schicchi, il che significava l’Olimpo del cinema hard.

Il Partito dell’amore e l’addio al suo mondo

Film come “Fantastica Moana” sono rimasti nell’immaginario popolare e poi l’accoppiata con Ilona Staller, alias Cicciolina, la traghettò sul finire degli anni Ottanta dal palco del porno a quello della politica con il Partito dell’amore. Nato sotto l’egida delle provocazioni radicali di Marco Pannella & company e rifondato dopo l’addio della pornostar ungherese, Moana si diede da fare per le politiche del 1992, quelle indette in piena bufera Tangentopoli mentre si avvicinava il periodo delle stragi di mafia. Vennero poi le amministrative a Roma (nel video sopra Moana a una tribuna elettorale) e intanto si consumò la rottura definitiva con il suo ambiente (Schicchi e Staller si videro togliere incarichi di partito). A questo punto la vita dell’attrice entrò nell’ultima fase.

Personaggio di uno sketch di Sabina Guzzanti

Una fase in cui, già nota ormai a livello internazionale e ormai anche scrittrice, a lei fu ispirato uno dei personaggi satirici interpretati da una giovane Sabina Guzzanti nella celebre trasmissione di Rai3 Avanzi (nel video sopra). Ma ormai le era rimasto poco tempo. Nel 1999, cinque anni dopo la sua morte, fu fondata l’Associazione Moana Pozzi e ancora oggi la si vorrebbe viva perché, come diceva lei citando un po’ curiosamente Julius Evola, “vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai”.

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