Elia Viviani: “Dedico il mio oro a Elena e a Nibali”

Un’altra emozione per i tifosi italiani. Elia Viviani riesce a vincere la medaglia d’oro nell’Omnium, una gara molto complicata di ciclismo su pista. Eppure Vviani ieri sera è anche caduto. Ma è riuscito a rialzarsi e a riprendere la pista fino alla vittoria finale. Questa d’oro è la medaglia numero 23 per l’Italia in questa Olimpiade. Nel primo pomeriggio c’era stata anche quella d’argento, splendida, di Rachele Bruni nella 10 chilometri di nuoto libero.

Quattro anni fa, ai Giochi di Londra, Elia (che nella foto in basso abbraccia il suo allenatore Villa) era rimasto delusissimo perché aveva iniziato al primo posto la gara e punti e poi era uscito dal velodromo sesto.

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Ieri sera al secondo posto si è classificato lo sprinter inglese, vincitore di numerose tappe all’ultimo Tour, Mark Cavendish, e al terzo il campione olimpico uscente, il danese Hansen. Ma il distacco con Viviani è stato netto, oltre che segnato gara per gara in questo Omnium.

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“Ho gareggiato solo per l’oro”

“Sono salito in pista stasera solo per vincere la medaglia d’oro – ha detto poi alla Rai – Elia. Troppe volte, per errore o per sfortuna, avevo perso risultati importanti all’ultimo minuto. Era venuto il momento di rifarsi”. Poi Viviani ha ringraziato l’allenatore, i compagni, la famiglia e soprattutto al sua fidanzata Elena (Elena Cecchini, che è campionessa italiana di ciclismo su strada) che è “l’unica in grado di tenerlo calmo” alla vigilia di impegni importanti come quello di ieri sera.

“Insieme – ha aggiunto il vincitore – stiamo mettendo su una famiglia e anche questo è inportante per dare tranquillità nel quotidiano e anche in gara”. Nella foto in basso i due campioni sono insieme.

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Una dedica anche per Vincenzo Nibali

Un pensiero, poi, anche a Vincenzo Nibali: “A Rio stavamo nello stesso piccolo appartamento e quando i ragazzi sono tornati dalla gara su strada si toccava con mano la delusione. Ma Vincenzo ha voluto metetrcela tutta, giusto così. Io mi sono preso un po’ di quello che per un niente avevo perso in passto e di quello che per sfortuna, stavolta ha perso lui, perché erano in tre davanti e una medaglia era certa”:

Viviani ha fatto anche capire che, in futuro, si dedicherà più alla strada che alla pista, ma si è detto disponibile ad aiutare i suoi giovani compagni, specie il quartetto dell’inseguimento.

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Dopo cinque prove era già in testa

Elia Viviani è in testa dopo cinque prove della specialità Omnium di ciclismo su pista: l’azzurro aveve chiuso la mattinata – dopo la prova del chilometro a cronometro – con 140 punti, davanti al francese Thomas Boudat (126) e all’inglese Mark Cavendish con lo stesso punteggio.

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Ma non è facile raggiungere l’oro

Dopo il giro lanciato Elia Viviani resta primo. Manca solo Restano tre gare nel pomeriggio: la corsa a punti, che inizia alle 22.23 (ora italiama). Nel giro lanciato di 250 metri l’azzurro ha fatto segnare il secondo tempo (12″660, personale migliorato anche in questa gara) e ha portato da 14 a 16 i punti di vantaggio sul secondo classifica.

 

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Il pericolo Mark Cavendish

Mark Cavendish è l’avversario più pericoloso. La classifica ora vede Viviani a quota 178, Cavendish a 162, Hansen a 152, Kennett e Boudat a 150, O’Shea a 144, Gaviria a 140 e Kluge a 134.

 

Cade Viviani travolto da un altro concorrente

Nella gara a punti cade Elia Viviani, travolto dal coreano Park. Le regole, però, nell’pmnium sono diverse dalle altre. Viviani ottiene, infatti, un “abbuono” di cinque giri, in virtà della caduta. La corsa non è ancora compromessa.

Elia è in testa con 186 punti, ma solo quattro ora di vantaggio sul campione uscente Hansen.

La gara, quando mancano 99 giri alla conclusione, viene sospesa per portare i soccorsi a Park, che dopo la caduta è stato immobilizzato. Dopo la sospensione e portati i soccorsi al coreano si riparte.

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