Rai: Montanari direttore del Tg1, Greco da Agorà a Radio1, Freccero: “Potrei lasciare”

Andrea Montanari è stato nominato all’unanimità nuovo direttore del Tg1 dal cda Rai, riunitosi ieri, giovedì 15 giugno. Finora alla guida di Giornale Radio e Radio1, Montanari (nella foto in apertura) succede a Mario Orfeo, direttore del Tg1 uscente, nominato meno di una settimana fa direttore generale.

Nel corso della stessa riunione del cda, Gerardo Greco (nella foto in basso), conduttore di Agorà, è stato nominato direttore di Radio1 Rai e Gr. Per lui solo un voto contrario, quello di Carlo Freccero.

 

 

Freccero: “Potrei andarmene”

Sempre più inquieto, anche dopo le ultime nomine, Carlo Freccero, che si ritrova spesso a votare da solo. “Potrei lasciare il Cda Rai, perché ho richieste di mercato – dichiara all’Agenzia Ansa – Ma prima devo parlarne con M5s e Sel che mi hanno indicato”.

“Nella riunione del Cda ho avanzato una ventina di proposte per i palinsesti autunnali, idee che non troveranno attuazione perché non ho raccomandazioni dei poteri forti:. Freccero aggiunge di aver votato contro la nomina di Gerardo Greco a direttore di Gr e Radio 1: “Su trivelle e il referendum è stato di parte”, afferma.

“Ad Agorà siamo stati sempre imparziali, lo dicono i dati”, replica il nuovo direttore di Radio1 e Gr.

Le notizie del 10 giugno: Mario Orfeo direttore generale

È fatta. Il Consiglio di amministrazione della Rai ha indicatoieri – venerdì 9 giugno – in Mario Orfeo il nuovo direttore generale della Rai. La nomina era stata anticipata da Maurizio Gasaprri nelle prime roe della mattinata con un twitter: “Orfeo è il nuovo dg Rai”.

Ma il Cda però non ha votato all’unanimità: contro la nomina di Orfeo si è espresso infatti il consigliere Carlo Freccero che, in maniera provocatoria. si è proposto per ricoprire l’incarico in discussione.

A Freccero (nella foto sotto) non basta l’autocandidatura: vuole anche “un’audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente” fra lui e Orfeo.

Una procedura complessa per le nomine

La decisione del Cda di viale Mazzini è solo una prima fase di una procedura di nomina complessa regolata dall’articolo 29 dello statuto della tv pubblica. L’articolo prevede che il direttore generale venga nominato dal Consiglio di amministrazione d’intesa con l’assemblea dei soci.

Adesso il presidente della Rai Monica Maggioni dovrà convocare questa assembela dei soci, prendere atto della loro volontà e poi tornare nel Cda per la nomina vera e propria.

Intanto si discute su chi prenderà il posto di Mario Orfeo come direttore del Tg1. Il nome più accreditato è quello di Antonio Di Bella.

 

Le dimissioni del 26 maggio

Ce l’hanno fatta i suoi critici (compresa la presidente della Rai, Monica Maggioni). Antonio Campo Dall’Orto non è più il direttore generale della Rai.

La comunicaizone ufficiale arriva proprio da Viale Mazzini: “In un incontro molto cordiale, il Ministro Padoan ha preso atto della decisione di Antonio Campo Dall’Orto di rimettere il suo mandato di Direttore generale Rai”.

La Fnsi e l’Usigrai: “Non è l’unico responsabile”

“Antonio Campo Dall’Orto – sostengono i giornalisti rappresentati dalla Fnsi, Federazione nazionale della stampa e dall’Usigrai – non è l’unico responsabile del fallimento di questi due anni di mandato. Pertanto dopo le sue dimissioni, dovrebbero arrivare quelle della presidente e del consiglio di amministrazione.

Auspichiamo ora che l’azionista agisca con rapidità per restituire con urgenza alla Rai Servizio Pubblico una guida autorevole, sicura e stabile in grado di assicurare presto la necessaria riforma editoriale. Ma quanto accaduto in queste settimane dimostra ancora una volta che governo e Parlamento sono chiamati a intervenire per modificare le norme sulla governance per garantire alla Rai Servizio Pubblico autonomia e indipendenza dai partiti. Senza un chiaro percorso di riforma, che parta dalla necessaria separazione dei poteri di indirizzo dai poteri di gestione, l’indecoroso spettacolo degli ultimi mesi non potrà che riproporsi”.

Era stato voluto da Renzi e poi abbandonato dopo il referendum

In realtà Campo Dall’Orto, aderente fin dalla prima ora alla Leopolda, era stato voluto al vertice della Rai dall’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ma era caduto in disgrazia dopo la sconfitta al referendum dell’ex premier. Invece era rimasta pienamente in sella la presidnete Monica Maggioni (nella foto sotto) forse perché critica anche lei con le proposte di Dall’Orto.

 

Le notizie del 23 maggio: la riunione dell’ultimo Cda

Con la bocciatura di ieri in Cda, sembra essere arrivato alla fine lo scontro tra il Direttore generale della Rai, Campo Dall’Orto (nella foto in apertura) e il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.

Come si sapeva da settimane, il Cda di oggi era un punto di svolta per la Direzione della tv pubblica. A Cda ancora in corso, Paolo Messa, consigliere di area cattolico-moderata, ha abbandonato i lavori del Consiglio perché sarebbero “venute meno le condizioni per il rapporto di fiducia con il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto”.

Non si conoscono, a questo punto, i passaggi successivi. Campo Dall’Orto sembrava intenzionato a mettere in votazione altre nomine, tra cui quella di Milena Gabanelli come responsabile web della Rai.

Ma l’intero pacchetto è stato bocciato, con il voto molto significativo della presidente della Rai, Monica Maggioni (nella foto qui sopra). Ora la parola passa al ministero dell’Economia, perché le dimissioni del Direttore generale non sono automatiche. Si vedrà già oggi come il governo e il ministro Padovan intendono gestire il delicato “affaire”.

 

Il ruolo attivo di Paolo Messa

La decisione di Paolo Messa (nella foto qui sopra) sarebbe avvenuta dopo aver trattato il caso Anac e in seguito a una relazione del collegio sindacale. Era da tempo che Messa aveva manifestato forti perplessità sulla gestione aziendale. Lo stesso Messa aveva inviato una memoria sulle contestazioni dell’Autorità anticorruzione a proposito di una vasta lista di assunzioni.

Pugliese, poco più che quarantenne, Pugliese è un esperto di comunicazione politica: ha insegnato alle università la Sapienza e Tor Vergata, a Roma, e all’università di Firenze. Ha fondato ed edita la rivista “Formiche” e ha collaborato a lungo con l’UdC.

Bocciato il piano per l’informazione

Poco dopo è arrivato anche quello che potrebbe essere il colpo definitivo al Direttore generale. Il Consiglio di amministrazione della Rai ha bocciato, infatti, il suo piano per l’informazione. Dopo l’abbandono del tavolo da parte del consigliere Paolo Messa, i punti del piano presentato dal dg sono stati messi al voto. Favorevole il solo consigliere Guelfo Guelfi, astenuti Fortis e Freccero, contrari tutti gli altri. Anche la presidente della Rai, Monica Maggioni, si è detta contraria al piano del Dg.

È l’ultimo passo verso le dimissioni di Campo Dall’Orto?

Bisogna sapere, comunque, che non basta la bociatura del Cda per “dimissionare” il Direttore generale. Serve il pronunciamento dlel’azionista, che è il ministero del Tesoro. Il consigliere Fortis che lo rappresenta nel voto di oggi si è astenuto.

Approvati invece i piani di produzione 2017

Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato – secondo l’Agenzia Ansa – i piani di produzione e trasmissione 2017 per i canali generalisti e specializzati. Il via libera è avvenuto con voto unanime, a dimostrazione della volontà dei consiglieri di evitare la paralisi aziendale. Ma c’è un’altra “tagliola” che pende sul Dg: i piani di produzione, infatti, sono stati approvati solo fino a settembre.

All’esame anche il tetto dei compensi per gli artisti

La discussione è proseguita – si apprende ancora – su una bozza per risolvere il tema del tetto ai compensi degli artisti, passaggio fondamentale per l’approvazione dei palinsesti nelle prossime riunioni.

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