Panama Papers: nella lista degli italiani c’è anche la pornostar Jessica Rizzo

Dopo i nomi di Flavio Briatore e Silvio Berlusconi (che hanno dichiarato di non aver fatto nulla di illecito), ce n’è un altro che emerge inaspettato dai Panama Papers. È quello della pornostar Jessica Rizzo che compare insieme al marito, Marco Toto (nella foto sotto insieme alla moglie), nella seconda lista pubblicata dal settimanale l’Espresso.

aaaacoppiahard

Sarebbero titolari della Talbot Ltd

Dietro le identità di Eugenia Valentini e Giancarlo Fiorani, residenti a Castiglioni, frazione di Genga (Ancona), la coppia sarebbe titolare di una off shore, la Talbot Ltd con sede alle Seychelles aperta il 12 aprile 2005.

“Cadiamo dalle nuvole, sarà un errore”

“Cadiamo dalle nuvole”, dice Jessica Rizzo, “ho appena sentito mio marito che si è trasferito in Thailandia ed è rimasto senza parole. Non abbiamo nulla a che fare con questa società. Deve trattarsi di un errore”.

Panama Papers: c’è anche Barbara D’Urso, ma lei nega, le notizie del 7 aprile 2016

Ci sarebbe anche Barbara D’Urso nei Panama Papaers. Una rivelazione davvero sorprendete, ma il nome della conduttrice più popolare di Mediaset apparirebbe tra quelli delgi gli italiani citati nell’archivio dello studio legale Mossack Fonseca, svelati in questi giorni dalla più grande fuga di notizie della storia della finanza.

aaadurso

Lo scriverà l’Espresso nel numero in edicola da venerdì 8 aprile.

 

Il comunicato della conduttrice

Questo il comunicato diffuso nella serata di ieri dall’avvocatop della D’Urso: “La signora Barbara d’Urso, informata dell’inchiesta condotta da L’Espresso, aveva diffidato formalmente il settimanale dal divulgare notizie che apparivano lacunose e gravemente lesive della sua immagine.

La signora d’Urso, in particolare, nella lettera inviata aveva chiarito a L’Espresso che la società in questione era stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la Signora d’Urso intendeva compiere all’estero, che tale operazione non si era poi concretizzata, che la società era conseguentemente sempre rimasta inattiva e che era stata ufficialmente chiusa nel 2012”.

 

Una società alle Seychelles

il riferimento sembra essere alla Melrose. Maria Carmela D’Urso (questo il suo nome all’anagrafe, la vedete nella foto in apertura) è il nome all’anagrafe della popolare presentatrice televisiva, è la “director”, cioè l’amministratrice, della società Melrose street ltd, registrata nel 2006 alle isole Seychelles.

 

L’intervento dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle Entrate richiederà i dati relativi ai Panama Papers (nell’immagine sotto i numeri di chi ha esportato in paradisi fiscali i propri patrimoni). Lo farà elaborando le strategie e attivando i contatti internazionali per ottenere la documentazione relativa ai contribuenti italiani coinvolti, per poi attivare con rapidità le relative indagini.

aaapanamanumeri

 

Da Montezemolo a Trulli, gli italiani con i soldi offshore: le notizie del 5 aprile 2016

Le verifiche sugli 800 nominativi tricolori stanno proseguendo e, sul fronte italiano dei Panama Papers, quelli sottratti allo studio Mossack Fonseca di Panama e forniti da un anonimo informatore ai 380 giornalisti di Icij (International consortium of investigative journalists), a breve ci saranno novità. Ma nella prima tranche degli 11 milioni e mezzo di su oltre 200.000 società offshore i rappresentati del Belpaese sono già presenti e con nomi di rilievo. A iniziare da quello di Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente della Ferrari e fondatore della società Nuovo Trasporto Viaggiatori che ha lanciato i treni Italo. Ma non è solo questo.

aaaapanama

Da Alitalia a Telethon per Montezemolo

Non lo è perché Montezemoli dal novembre 2014 è presidente di Alitalia e da poco più di un anno (dal febbraio 2015) siede al vertice del comitato promotore dei Giochi Olimpici di Roma 2024 mentre fa parte del consiglio di amministrazione di Telethon, l’ente che in Italia, dal 1990, raccogliere fondi per la ricerca contro la distrofia muscolare. In quella che viene considerata la più grande fuga di notizia di sempre, superiore anche alle rivelazioni di Wikileaks e a cui ha lavorato un network internazionale di giornali tra cui l’Espresso, altri italiani compaiono e si va indietro nel tempo di 40 anni.

aaaarovelli

L’ex re della chimica e l’imprenditore latitante

Ecco così che si parla di Nino Rovelli (nella foto sopra), già proprietario del gruppo chimico chiamato Sir (Società italiana resine) e re della chimica anni Settanta. A valle di quel periodo, Novelli su protagonista della vicenda Imi-Sir con relativi strascichi giudiziari. E poi emerge il nome di un altro imprenditore, più vicino ai tempi attuali, Giuseppe Donaldo Nicosia, al momento latitante, sotto inchiesta a Milano per frode fiscale e bancarotta fraudolenta e coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri.

aaaatrulli

L’ex pilota di Formula 1 Trulli

Si passa poi allo sport. Oltre a Leo Messi, l’argentino prodigio del Barcellona, sul fronte Formula 1 compare il nome dell’ex pilota pescarese Jarno Trulli (sopra) che, secondo i documenti, sarebbe socio della Baker street sa, società delle Seychelles. Abbandonati i gran premi nel 2012, Trulli al momento non avrebbe risposto alle domande che l’Espresso gli avrebbe risposto attraverso il suo manager.

Tra Unicredit e Ubi

Chi ha risposto, invece, è Unicredit che, insieme a Ubi, dai documenti si sarebbe avvalsa dei servizi del Mossack Fonseca. “Mossack Fonseca non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo”, hanno fatto sapere dalla banca mentre, secondo i Panama Papers, si sarebbe rivolta allo studio legale centro-americano per la gestione di un’ottantina di 80 società offshore, come la Baracaldo Inc. e la Overshoot Inc., entrambe di Panama, oppure anche la Nemo partners Ltd, delle Isole Vergini britanniche. Solo nel 2010, rivelano ancora i documenti, però Unicredit prende le distanze.

aaaaltripaers

I big internazionali

Sul fronte internazionale, invece, si va da Vladimir Putin al padre di David Cameron, Ian. Ci sono capi politici come Petro Poroshenko, presidente dell’Ucraina, Mohammed VI, re del Marocco, Salman bin Abdulaziz Al Saud, re dell’Arabia Saudita, Mauricio Macri, presidente dell’Argentina, Sigmundur Gunnlaugsson, primo ministro dell’Islanda, Salman bin Abdulaziz bin Abdulrahman Al Saud, re dell’Arabia saudita, Ahmad Ali al-Mirghani, presidente del Sudan, Khalifa bin Zayed bin Sultan Al Nahyan, presidente degli Emirati arabi uniti ed emiro di Abu Dhabi, e Ilham Aliyev, presidente dell’Azerbaijan.

La risposta dello studio: “Noi in regola”

“Per 40 anni Mossack Fonseca ha operato in maniera irreprensibile e la società non è mai stata accusata o incriminata per legami con attività criminali”, ha dichiarato lo studio panamense alla Bbc sottolineando che “le accuse secondo cui forniamo strutture presumibilmente progettate per nascondere l’identità dei proprietari reali sono completamente false e non supportate”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto