Yara: giudizio abbreviato per Massimo Bossetti?

“Il giudizio ordinario, al momento, resta l’unica via percorribile”, dice Claudio Salvagni, l’avvocato di Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell’omicidio della tredicenne Yara Gambinario e per questo in carcere dal 16 giugno 2014. Ma “quella del giudizio abbreviato rimane un’ipotesi” che per la prima volta si affaccia nella vicenda giudiziaria che vede l’artigiano al momento come unico indagato per la morte della ragazzina scomparsa il 26 novembre 2011 a Brembate di Sopra e trovata tre mesi dopo poco distante, a Chignolo d’Isola. Un’ipotesi che, nel caso di condanna, garantirebbe all’imputato un terzo di sconto della pena.

A breve la richiesta di rinvio a giudizio

Se la difesa del muratore proseguirà lungo questa strada, nei fatti verrà evitato il dibattimento davanti alla Corte d’assise. Inoltre, non trattandosi di un condizionato “secco” (escluso da Salvagni), il quadro delle prove raccolte dalla procura rimane sì quello definito alla fine dell’indagine, ma se ne può chiedere l’integrazione pur rimanendo nell’ambito del rito alternativo al processo ordinario. Queste le novità quando mancano 2 giorni alla scadenza dei 20 dopo la notifica della chiusura dell’inchiesta da parte degli inquirenti e, se tutto dovesse procedere senza novità, entro giugno sarebbe fissata l’udienza davanti al gup per discutere della richiesta di rinvio a giudizio.

L’avvocato: “Faremo emergere le lacune dell’inchiesta”

Inoltre non a favore della posizione di Bossetti ci sono stati i no alle domande di scarcerazione, l’ultimo dei quali giunto lo scorso 13 marzo dopo che sono emersi ulteriori indizi (fibre di tessuti, video del furgone, l’acquisto di un metro cubo di sabbia nella zona in cui è stata trovata la ragazzina morta). Probabilmente anche per questo si inizia a parlare di abbreviato, per quanto, ha voluto aggiungere l’avvocato Salvagni, “non c’è alcun cambio di strategia: stiamo leggendo le 60 mila pagine degli atti depositati dal pm e finora non abbiamo trovato nulla che ci preoccupa e che ci potrebbe fare cambiare idea che resta quella del dibattimento”. Inoltre solo con il processo ordinario “siamo sicuri di poter fare emergere tutte le lacune, tutte le contraddizioni di questa inchiesta”.

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