Il grande bluff del miele: 2 barattoli su 3 vengono dall’estero

Il miele che acquistiamo è sempre più spesso straniero. In due casi su tre porta le bandiere di Cina, Ungheria, Romania, Spagna. E individuarlo è sempre più difficile.
L’allarme è di Coldiretti, che denuncia come nel 2014 le importazioni del prezioso alimento abbiano raggiunto i 21,2 milioni di chili, con un aumento record del 15% sul 2013. Di questi ben 7,6 milioni sono arrivati dall’Ungheria, 2,6 milioni dalla Cina, 1,8 chili dalla Romania e 1,6 dalla Spagna.

 

Il pericolo Ogm
Preoccupa che i due principali paesi esportatori siano proprio quelli in cui sono ammesse per legge le coltivazioni di piante Ogm, cosa che in via indiretta influenza pesantemente la qualità del miele prodotto.


La crisi italiana

La produzione in Italia nel 2014 – sottolinea la Coldiretti – è risultata in forte contrazione, si stima tra gli 11 e i 13 milioni di chilogrammi, con una riduzione attorno al 50 per cento a causa del cattivo andamento climatico durante alcune delle fioriture più importanti, quali acacia, agrumi e castagno”.
Le cause principali, spiega l’associazione, sono le temperature sotto le medie stagionali, le piogge abbondanti e i forti venti , ma anche le diverse “epidemie” parassitarie che hanno colpito le famiglie di api nel corso del 2014.


Attenzione all’etichetta

“Con il crollo della produzione nazionale aumenta il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità e per questo –  avverte Coldiretti – occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica”.

 

Cercate la parola “Italia”
L’origine del miele deve però essere indicata in etichetta, ragione per cui, con un po’ di attenzione, si può evitare di acquistare per sbaglio un prodotto straniero.
Il consiglio di Coldiretti è quello di cercare la parola “Italia”.
“La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale”. Nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”.
“Se il miele proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta ‘miscela di mieli non originari della CE’, infine,  se si tratta di un mix si troverà la dicitura ‘miscela di mieli originari e non originari della CE’.

 

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto