Frutta e verdura a casa entro 2 ore: Amazon parte da Milano e hinterland

Dopo i generi alimentari a lunga conservazione e la spesa di detersivi, prodotti per l’igiene o per gli animali, Amazon fa cadere il tabù dei freschi e inizia da Milano e da 34 comuni dell’hinterland: qui, infatti, saranno consegnati anche prodotti a breve deperibilità attraverso il servizio (e relativa app) Amazon Prime Now.

Consegna gratis se la consegna è entro 2 ore

Tempi di attesa: tra un’ora e 2 per 7 giorni alla settimana, a partire dalle 8 del mattino fino a mezzanotte. Insomma, ora si potrà vedersi recapitare a casa 30 tipi di frutta e verdura freschi. Il costo della consegna in tempi rapidissimi è di 6,90 euro se vuole ricevere la merce in 60 minuti mentre è gratuita se ci si “accontenta” di 2 euro. C’è anche un importo minimo per la spesa: 19 euro.

 

Amazon diventa supermercato, ma non venderà ancora cibi freschi: le notizie del 30 luglio 2015

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Dagli snack alla frutta secca e dal cibo per animali ai piatti preconfezionati. Il colosso dell’ecommerce Amazon lancia anche in Italia la vendita via Internet di prodotti alimentari a lunga conservazione e vi aggiunge quelli per la cura del corpo e per la pulizia della casa. Già leader nella vendita di libri (cartecei e in formato ebook), elettrodomestici, elettronica e intrattenimento (film, musica e fiction), ora il business dell’azienda di Seattle (Stato di Washington) si estende a “prodotti alimentari non deperibili”.

No a freschi e surgelati

Sul sito, diversamente da altri negozi on line, non si troveranno però prodotti freschi, come chiarisce il colosso in una nota: “Non sono disponibili cibi freschi e surgelati e prodotti facilmente deperibili”.

Gli esperti: ulteriore traino per settore in crescita

Per il momento il servizio è ancora in versione beta per essere progressivamente migliorato dopo aver raccolto feedback e suggerimenti dei clienti. Ma l’iniziativa – sostengono gli esperti – potrebbe fare da traino per il settore dell’alimentazione e della casa in rete. Settore che, come sottolinea una ricerca condotta da Osservatorio eCommerce B2c Netcomm e Politecnico di Milano, già conta su un volume d’affari di oltre 200 milioni di euro per il “grocery” (acquisto di prodotti da supermercato) e che arriva ai 260 milioni per l’enogastronomia.

L’Unc: “Evitare disservizi ai danni dei consumatori”

Una prima risposta degli utenti arriva da Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori: “Come associazione dei consumatori, vigileremo sulla correttezza delle vendite alimentari su Internet e ci auguriamo che Amazon abbia messo in atto tutte le necessarie contromisure per scongiurare ogni rischio per la salute. In caso di contenzioso c’è da augurarsi che la piattaforma non giocherà a deresponsabilizzarsi come purtroppo frequentemente accade quando il consumatore lamenta un disservizio nei confronti del singolo venditore”.

“Rischi per agricoltori e made in Italy”

Ma c’è un altro aspetto che preoccupa e, prosegue Dona, “riguarda il tema dei prezzi online del food: sappiamo tutti quel che è accaduto sugli sconti eccessivi per i libri venduti su Internet. Nel caso dei prodotti alimentari, da un lato preoccupa il pregiudizio che subirebbero gli agricoltori rispetto a questo nuovo importante player del mercato; dall’altro si corre il rischio di banalizzare i prodotti del made in italy agli occhi del mondo”.

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