Carnevale: travestita da nuotatrice anche sull’autobus, e poi c’erano le Tumblr

Sono le 7.21 di lunedì mattina e sono sveglia, vestita,lavata e pronta per andare a scuola. Peccato che al lunedì io entri alle 9. E allora perché ti infliggi certe pene Alice? Vi starete chiedendo. Perché ti svegli un’ora prima del necessario, per di più di lunedì mattina? No, non devo finire di studiare e no, non devo fare colazione con le mie amiche prima di andare a scuola come nelle serie tv americane.

Semplicemente quel furbacchione del mio caro papà si è sbagliato (umanamente) dimenticandosi che al lunedì entro alle nove e ha preso un appuntamento di lavoro alle otto. E dovete sapere che la dolce dimora in cui vivo con mio padre è in collina e non è, quindi, servita da mezzi di trasporto pubblici. Per cui mi ha portato alla fermata dell’autobus a orario ” normale”.

Orario che di normale ha poco dato che nonostante siano 10 anni che vado a scuola, l’entrare alle 8 di mattina ancora non l’ho metabolizzato.
Ora mi trovo qui, al bar, a ripassare chimica con la mia solita tazzina di caffè rigorosamente alto e con una bustina di miele. Sto pensando a cosa raccontarvi, succedono così tante cose in una settimana, ci sono così tanti stimoli, eventi, idee. È come se vedessi un’amica una volta a settimana e avessi solo dieci minuti per raccontarle quello che mi è successo nei sette giorni precedenti.
Peró ci sono, questo non posso non raccontarvelo! Martedì scorso (9 febbraio) era martedì grasso, meglio conosciuto come carnevale. Ovviamente a scuola ogni scusa è buona per fare un po’ di festa e perdere qualche ora, così abbiamo chiesto al professore delle ultime due ore se potevamo organizzare un piccolo party.

Come dire di no a certi angioletti come noi? Ha acconsentito (secondo me solo per il cibo gratis). In teoria ognuno doveva travestirsi e portare qualcosa da mangiare. In pratica ci siamo travestiti in 7 e tutti gli altri hanno portato torte, salatini, patatine, sfrappole, bibite e chi più ne ha più ne metta, diamoci pure all’ingrasso.

Io mi sono travestita da nuotatrice, sono arrivata in classe con cuffia occhialini e il pezzo di sopra del costume sopra la maglietta e ho girato così per tutto il giorno, autobus compreso (sì, non mi faccio troppi problemi). Un altro si è travestito da chirurgo con camice, mascherina, guanti e bisturi.

C’è poi stato il gruppo delle “ragazze Tumblr” (ovvero le ragazze che si atteggiano da mezze depresse e fanno cose che fanno tutti scrivendole sul social “Tumblr”) che sono venute a scuola in pigiama. Peccato che se io fossi andata a scuola in pigiama non sarebbe cambiato niente, ci vado praticamente ogni giorno a scuola in quello che loro chiamano pigiama e che sarebbe una semplice tuta grigia.
La mia vicina di banco si è messa un costume da unicorno e il mio vicino di banco era uno sciatore con casco, maschera e guanti.

Ma la cosa più soddisfacente è stata girare per i corridoi all’intervallo e vedere le persone (tutte vestite normalmente, guai se qualcuno mostra creatività e originalità, mi raccomando!) fare foto antisgamo (ovvero fare foto pensando di non farsi vedere, ma facendosi vedere perfettamente) alla nostra crew di travestiti come fosse la cosa più strana del mondo. E beh, in effetti per un ambiente sempre così serio, forse lo era.

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