Mela ogm che non marcisce: sì alla vendita negli Usa

È una mela ogm che non marcisce mai e che a breve, nel nord America, potrà comparire sui banchi dei supermercati e nei negozi al dettaglio. Accade perché il dipartimento dell’agricoltura americano (Usda) ha dato il suo ok, tramite il servizio di ispezione sulla salute animale e vegetale (Aphis), alla commercializzazione del frutto, che si chiamerà come le due varietà non modificate, Arctic Granny e Arctic Golden. E che non sarà segnalata in nessun altro modo rendendo difficile la scelta per i consumatori tra la versione originale e quella invece modificata.

Una mela che non si annerisce né si ammacca

Anche per l’assenza di segnalazioni con bollini o etichette continuano le polemiche delle associazioni a stelle e strisce che, ancor prima dell’approvazione della nuova mela, avevano sollevato forti perplessità contro la sua vendita. Tuttavia, come riporta Rinnovabili.it, nemmeno una raccolta di firme avviata dall’Organic consumers association (Oca) aveva potuto niente per evitare che il frutto entrasse nel circuito commerciale. Un frutto, che al contrario di quelli originali, non si annerisce una volta che la polpa viene tagliata e lo stesso accade se si ammacca.

Gli ambientalisti: “Può essere pericolosa”

Dunque niente più mele dall’aspetto poco invitante sugli scaffali e nemmeno a tavola. “Un altro grande esperimento sugli esseri umani senza alcuna ragione”, ha detto Ronnie Cummins, direttore dell’Organic consumers association, che lancia due diversi tipo di allarme: la potenziale nocività della mela ogm e la quantità di pesticidi utilizzata per portarla a maturazione, troppo elevata, sempre secondo gli esperti dell’Oca.

Il produttore: “È un grande traguardo”

Di avviso opposto, com’è ovvio, la società che ha progettato il frutto sempre invitante, la Okanagan Specialty Fruits Inc. Neal Carter, presidente dell’azienda, parla di “grande traguardo per noi” e attende che arrivi il momento della commercializzazione ufficiale che non verrà stoppata nemmeno dalle preoccupazioni di altri gruppi ambientalisti, stavolta più concentrati su mutazioni a insetti e animali che verranno in contatto con la mela prima della raccolta.

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