Kostner: “Grande dolore, ma mi rialzerò”

“Non ho parole per descrivere la delusione, l’umiliazione e il dolore che provo come atleta e come persona. Questa volta è veramente dura, ma mi rialzerò come ho fatto in tante altre occasioni”: il giorno dopo la squalifica a 16 mesi per il caso Schwazer, Carolina Kostner sfoga la sua rabbia.

“Mi sento ferita e quello che mi infastidisce maggiormente è che il mio nome possa essere in qualche modo associato al doping, sapendo quanto io sia distante da questa pratica scorretta e sleale”.

Già ieri la Kostner aveva annunciato il ricorso al Tas, nella speranza di poter partecipare ai campionati europei e mondiali del 2016.Per ora la pattinatrice può partecipare soltanto a delle esibizioni sul ghiaccio, ma non può gareggiare.

 

L’accusa della Procura antidoping

La Procura antidoping del Coni ha riformulato la richiesta di squalifica per Carolina Kostner: ora dovrebbe scontare 2 anni e 3 mesi, in base alle nuove norme Wada. Al momento del deferimento, la richiesta era stata di 4 anni e 3 mesi.

Oggi, invece, la nuova richiesta in base al principio giuridico della lex mitior (“legge più mite”). Le parti sono state convocate nuovamente dal presidente della II sezione del Tribunale nazionale antidoping, Luigi Fumagalli, per le 16:30 sempre presso lo stadio Olimpico di Roma.

Visto che Caterina non ha fatto uso di doping, ma ha solo evitato di denunciare il suo compagno, il marciatore e campione olimpionico Alex Schwazer, la pena richiesta sembra ancora esagerata.

 

 

La condanna con lo “sconto”

 

E, alle 16,30, è arrivata – da parte del Tribunale Nazionale Antidoping – la condanna di Carolina con lo “sconto: un anno e 4 mesi. Sempre troppi, visto che l’unica colpa della campionessa di pattinaggio è quella di avere un fidanzxato che faceva uso di sostanze proibiti. La squalifica parte da oggi.

 

Già annunciato il ricorso al Tas

Già annuncato il ricorso della Kostner al Tas, perché – anche se la condanna di oggi è molto al di sotto rispetto alle richieste della Procura – le impedisce di partecipare, se volesse, agli europei e ai mondiali del 2016.

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