Bollette: arriva lo stop ai 28 giorni per telefoniche e pay tv

Stop alle bollette a 28 giorni sia per le aziende telefoniche che per le pay tv come Sky, che hanno “accorciato i tempi” dlele loro fatture a partire dal 1° ottobre scorso! La norma riguarderà “imprese telefoniche, tv e servizi di comunicazione elettronica” con l’esclusione di promozioni non rinnovabili o inferiori al mese.

La buona notizia per i consumatori arriva da un emendamento presentato da Silvio Lai, relatore al decreto fiscale, come spiega lo stesso relatore (nella foto in basso), confermando che sono escluse ad esempio gas e luce perché “i costi sono vincolati ai consumi”.

120 giorni per tornare ai pagamenti mensili

Gli operatori avranno “120 giorni per adeguarsi” e dovranno garantire “informazioni chiare e trasparenti sulle offerte”. Dovranno anche precisare “se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale”.

Le spiegazioni del relatore

“Ho appena depositato un emendamento riguardante imprese telefoniche, tv e servizi di comunicazione elettronica che – spiega Lai (Pd) in una nota – stabilisce inequivocabilmente che la fatturazione dei servizi va fatta su base mensile o multipli del mese, ad esclusione di quella promozionale non rinnovabile e inferiore al mese”.

“Gli operatori devono adeguarsi”

“Gli operatori del settore – prosegue Lai – dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni entro il termine di 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. L’esclusione di altre tipologie d’impresa, quali le aziende fornitrici di gas ed energia, è dovuta alla logica constatazione che tale costi sono vincolati ai consumi e non all’arco temporale. Era importante che si ponesse fine a una vicenda che sta molto a cuore ai cittadini. I fornitori di servizi dovranno inoltre garantire informazioni chiare e trasparenti sulle diverse offerte e l’Autorità del settore, con la sua vigilanza, assicurerà che gli utenti possano fare scelte informate. In termini di trasparenza, poi – conclude il senatore dem – abbiamo voluto fare un passo in più, stabilendo che le aziende di servizi debbano dichiarare se la fibra ottica arriva al domicilio o solo alla centrale”.

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