La Pinotti su un volo di Stato, aperta un’inchiesta a Roma

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione alla denuncia presentata da deputati di Grillo sul presunto utilizzo improprio, da parte del ministro della Difesa Roberta Pinotti, di un volo di Stato. Nel procedimento, al momento contro ignoti, si ipotizza il reato di peculato d’uso.

La questione è più delicata di quanto appare, perché il nome della Pinotti è nella rosa della candidate alla successione di Giorgio Napolitano alla presidneza della Repubblica.

E l’inchiesta romana potrebbe “azzopparla”.

Un volo per andare a casa

Il fascicolo è all’attenzione degli aggiunti Francesco Caporale e Roberto Felici. Il ministro della Difesa, sostengono i Cinque Stelle, avrebbe usato un Falcon 50 dell’Aeronautica militare italiana per farsi accompagnare a casa a Genova, il 5 settembre scorso, approfittando di un volo di addestramento programmato dal 31mo stormo dell’Aeronautica.

L’inchiesta, in base a quanto si apprende da fonti giudiziarie, una volta istruito potrebbe essere trasmesso al tribunale dei Ministri.

 

Il ministro: “L’erario ha pure risparmiato”

Ieri il ministero della Difesa ha precisato che quello preso dal ministro “è stato un volo del tutto legittimo, come sara’ puntualmente chiarito in ogni sede, compresa quella parlamentare”. Si tratta, per la Difesa, di “un volo addestrativo che non ha comportato alcun maggior onere ma, al contrario, ha determinato un risparmio per l’erario”.

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