Governo, nuovo tavolo grillini-Lega: proseguirà tutto il giorno

Fumata nera al Quirinale dopo la visita di Di Maio e della delegazione del 5Stelle che vedete nella foto di apertura con Mattarella e due ore dopo non va meglio col capo della Lega, Matteo Salvini, che sottolinea il “dissenso che c’è coi 5Stelle su questioni importanti, come le infrastrutture”. Ma non è ancora detto che il governo non possa essere varato. Questa mattina, infatti, alla Camera sono ripresi i lavori sul contratto di programma tra Movimento 5 Stelle e Lega.

Al momento non sono ancora arrivati i leader dei due schieramenti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ma la prospettiva dei presenti è comunque quella di proseguire il tavolo per tutta la giornata, anche se alcuni partecipanti dovranno assentarsi per seguire le audizioni di enti locali e parti sociali sul Def.

Intanto il capo politico dei grillini ha cercato di spiegare l’ulteriore ritardo: “Abbiamo aggiornato il Presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra M5s e Lega su quello che è il contratto di governo. Sia io che Salvini siamo d’accordo sul fatto che nomi pubblicamente non ne facciamo. L’accordo di governo è il cuore di questo governo di cambiamento che siamo intenzionati a far partire il prima possibile”.

Il contratto di governo “sul modello tedesco – tiene a dire Di Maio -, mette dentro i punti programmatici delle due forze” M5s e Lega. “Noi lo sottoporremo ai nostri iscritti con un voto online che sarà chiamato a decidere se far partire questo governo con questo contratto o no”.

Di Maio “consapevole delle scadenze internazionali”

Secondo il leader dei pentastellati, M5S è consapevole delle scadenze internazionali, ma chiede “qualche altro giorno” perché si sta scrivendo “il programma di governo per cinque anni”.

“Sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatti del clima che si respira – ha concluso Di Maio -, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa su temi come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per chi evade, il fisco”.

Più che altro sembrano cortine fumogene, in attesa dell’incontro del presidente della Repubblica con Salvini.

Ai colloqui al Quirinale ha partecipato la delegazione M5S, composta dal capo politico Luigi Di Maio e i capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli (tutti nella foto).

Le parole di Salvini

“Non stiamo questionando sui nomi ma stiamo molto più costruttivamente discutendo anche animatamente sula idea di Italia”: ha detto il leader della Lega Matteo Salvini dopo il colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Stiamo facendo uno sforzo enorme – ha proseguito Salvini – perchè se dovessimo ragionare per convenienza politica non saremmo qua da tempo, se dovessimo dar retta ai sondaggi saremmo i primi a dire chi ce lo fa fare di trovare una quadra lasciamo tutto nelle mani di Mattarella con l’ipotesi di andare al voto il prima possibile”.

Salvini poi aggiunge di aver chiesto “mano libera” sui migranti. Insomma la soluzione della crisi di governo sembra in alto mare.

Con la conclusione del colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la delegazione della Lega, formata dal segretario Matteo Salvini e i capigruppo in Parlamento Giancarlo Giorgetti e Gianmarco Centinaio, al Quirinale, si è chiuso il nuovo round di consultazioni per la formazione del governo.

 

L’incontro fissato per le 16,30

È attesa alle 16,30 la delegazione del Movimento 5 Stelle e seguirà alle 18 quella della Lega. La destinazione è il Quirinale, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per arrivare a un punto, almeno nelle intenzioni, nella creazione di un nuovo governo con la possibile indicazione di un nuovo premier.

Il presidente della Repubblica ha deciso di convocare separatamente i leader dei 5Stelle (partito di maggioranza relativa) e della Lega per verificare le rispettive versioni sull’esito della trattativa, che ognuno di loro racconta ai media a modo suo.

“Nominativo unico e secco”

“Per rispetto delle prerogative del capo dello Stato”, ha detto il parlamentare della Lega Nicola Molteni, “Matteo Salvini e Luigi Di Maio presenteranno il nominativo unico e secco. Unitamente al nome verrà presentata anche la bozza di contratto che sarà la base programmatica, la Bibbia rispetto alla quale il nuovo governo, se nascerà, troverà i dettami politici su cui muoverà i passi. Se Salvini e Di Maio hanno il nome? Credo proprio di sì. Se non fosse stato così non avrebbero chiamato il capo dello Stato dicendogli di essere pronti a salire al Colle e a conferire. Il premier rischia di essere marginale, con un programma già scritto? Io credo che sia stato coinvolto. Magari era anche seduto a quel tavolo, non date tutto per scontato”.

Si discute stamattina a Roma

Il lavoro sui contenuti non è comunque ancora terminato e oggi, lunedì 14 maggio, in attesa che i leader salgano al Colle – la convocazione ufficiale non è ancora arrivata – con il nome del presidente del Consiglio, M5S e Lega tornano a vedersi in mattinata, questa volta a Roma, con l’obiettivo di limare gli ultimi capitoli. Poi via alle consultazioni finali, quelle che tutti si augurano si chiudano con l’incarico diretto.

Trovato l’accordo sul premier

Secondo l’Agenzia di stampa AdnKronos “sarebbe stata raggiunta da M5S e Lega anche l’intesa sul nome del possibile nuovo presidente del Consiglio. Lo si apprende da fonti parlamentari.

È Sapelli il premier indicato?

È l’economista Giulio Sapelli, 71 anni, nella foto qui sopra, il nome del premier che sarà indicato a Mattarella? L’interessato, non conferma e non smentisce, ma ammette di condividere il programma concordato da 5Stelle e Lega.

Sapelli, indicato dalla Lega, piace molto anche ai grillini che lo intervistarono sul blog nel 2016 quando erano ancora convinti di poter uscire dall’euro. Sapelli era presentato come un intellettuale molto critico verso l’Europa a matrice tedesca.

Nell’intervista affermava, ad esempio: “I regolamenti come il 3% o il Fiscal Compact, sono una follia. Sono frutti dell’ordoliberismo anche se la gente non sa più cos’è. Queste idee erano di una minoranza, il contrario del liberalismo è mettere in una costituzione quale deve essere la forma della politica economica e negare la democrazia”.

Sapelli sembra mettere d’accordo tutti: dal Movimento 5 stelle a tutta la coalizione di centro-destra, Lega in testa.Ma la sua candidatura ha perso quota col passare nelle ore.

Nuovo vertice anche ieri

Intanto nuovo vertice – ieri in tarda serata – a quanto si apprende da fonti che seguono la trattativa di governo, tra il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico M5S Luigi Di Maio. È il terzo incontro che si è tenuto ieri a Milano, tra i due leader, dopo quello al Pirellone e quello nello studio di commercialisti del deputato Stefano Buffagni. Sul tavolo, il nome del premier del governo gialloverde, che ancora non vede l’accordo fra i due partiti.

Pronti a riferire al Quirinale

Lega e Movimento Cinque stelle hanno comunicato al Quirinale che sono pronti a riferire “su tutto”. Ma, secondo quanto si è appreso, al momento non hanno ancora indicato al capo dello Stato il nome del premier.

A questo punto sono molto probabili consultazioni ancora nel pomeriggio di oggi. È questo l’esito di una nuova giornata di trattative tra i due movimenti.

 

Nello studio del commercialista

Salvini e Di Maio si sono incontrati nuovamente nel pomeriggio per circa un’ora a Milano nello studio da commercialista di Stefano Buffagni, parlamentare del M5S lombardo. L’ufficio si trova in viale Tunisia, non distante dal Pirellone, dove poco prima si era conclusa la due giorni di trattative fra Lega e 5 Stelle per il programma di governo.

Fra i presenti all’incontro, che avrebbe dovuto essere riservato, anche due fedelissimi dei leader, Giancarlo Giorgetti e Vincenzo Spadafora. Possibile – comunque – che servano almeno uno o due giorni per trovare il nome del premier “terzo” che, specifica Luigi Di Maio: ‘È sempre politico, mai tecnico’.

“E che portiamo una squadra di calcio?”

A chi ha chiesto a Matteo Salvini se verrà presentato al capo dello Stato un nome o una rosa di nomi per il futuro premier, Salvini ha risposto: “No, e che portiamo una squadra di calcio?”

Il leader M5S, Luigi Di Maio, intanto professa ottimismo: “Si sta scrivendo la storia e ci vuole un po’ di tempo”, ha detto uscendo dall’ultimo incontro. Ancora non si sa se Mattarella convocherà oggi Di Maio e Salvini al Quirinale.

Il governo al Pirellone, le notizie del 14 maggio

 

È il governo del Pirellone. Lontano da Roma, Luigi Di Maio e Matteo Salvini smussano le distanze e iniziano a mettere nero su bianco il “contratto per il Governo del cambiamento”.

Il passo  verso la chiusura dell’accordo è più agevole, anche se l’intesa sul programma non è totale. Oggi, in un round che si preannuncia decisivo, tutti i 20 e più punti del contratto dovranno avere la vidimazione dei due partiti. Il tempo stringe e sia M5S che la Lega non vogliono rischiare nel chiedere altro tempo al Colle.

“C’è sostanzialmente un accordo sui punti chiave”, dice Matteo Salvini, mentre è ancora in corso al Pirellone il vertice con il capo politico M5s Luigi Di Maio con il quale, fa sapere, “abbiamo parlato di temi e non di nomi. “Rispetto ad altre ipotesi di governo – ha detto ancora Salvini – che vengono da Marte e di ministri se c’è accordo sui punti fondamentali è meglio un governo che si impegni sulla base di un programma”.

Una battuta polemica anche nei confronti del presidente Mattarella che aveva citato Einaudi: “Va letto tutto – ha replicato senza nominare il presidente della Repubblica – il capo della Lega Nord, perché Einaudi, un grande, difesa l’autonomia dell’Italia”.

 

 

 

Il vertice a Milano del 12 maggio

Non è ancora fatta per il governo Salvini-Di Maio. Oggi nuovo incontro tra i due leader, stavolta a Milano, alle 16. Si attendono novità perché domani i due leader dovrebbero presentare le loro proposte (nomi compresi) a Mattarella.

Ieri un incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini si è concluso con un nulla di fatto sulla figura da proporre per il premier

Il leader di M5s (nella foto in basso oggi all’arrivo alla stazione di Milano) ha detto che passi avanti sono stati fatti sul programma, ma è emersa una divergenza su uno dei temi caldi che dovrà affrontare il nuovo governo, l’Ilva.

La bozza di programma

Nella riunione tecnica tra M5S e Lega, iniziata a Milano – al Pirellone – alle 14, è stata completata, a quanto apprende l’Agenzia Ansa, una prima bozza del programma del nuovo governo. Titolo del plico che contiene le priorità del programma è “Contratto per il governo del cambiamento”.

In cima alla copertina compaiono i simboli del M5S e della Lega. La bozza sarà rivista nei dettagli nelle prossime ore.

Intesa sui punti chiave

“C’è sostanzialmente un accordo sui punti chiave”, dice Matteo Salvini, mentre è ancora in corso al Pirellone il vertice con il capo politico M5s Luigi Di Maio con il quale, fa spaere, “abbiamo parlato di temi e non di nomi. “Rispetto ad altre ipotesi di governo – ha detto ancora – che vengono da Marte e di ministri se c’è accordo sui punti fondamentali è meglio un governo che si impegni sulla base di un programma”.”.

“Il lavoro è molto proficuo. Credo si chiuderà domani”, ha detto il deputato del Carroccio Claudio Borghi, lasciando per impegni personali l’incontro.

L’avviso di Mattarella sul premier

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sentito il bisogno ri dichiamare oggi un importante precedente “Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario”: è questo un passaggio dell’intervento del presidente della Repubblica a Dogliani.

“Fu il caso illuminante del potere di nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo le elezioni del 1953 per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Dc”, aggiunge. E chi vuole intendere (tipo Di Maio e Salvini) intenda.

Anche sui ministri…

Anche sui ministri il presidente dlela Repubblica dice la sua: Era “tale l’importanza che Einaudi attribuiva al tema della scelta dei ministri, dal volerne fare oggetto di una nota, nel 1954, in occasione dell’incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari della Dc, dopo le dimissioni del governo Pella”.

E – ricorda Mattarella citando Luigi Einaudi, “scrisse nella nota, dovere del Presidente evitare si pongano precedenti grazie ai quali accada che egli non trasmetta al suo successore, immuni da ogni incrinatura, le facoltà che la Carta gli attribuisce”.

Quella di Luigi Einaudi – aggiunge Mattarella – fu una presidenza “tutt’altro che notarile”: lo sottolinea il Capo dello Stato. Einaudi “sapeva che i suoi atti avrebbero fissato confini all’esercizio del mandato presidenziale”, conclude il presidente.

Ridda di nomi: le notizie della ,attina del 12 maggio

Il capo politico del 5Stelle insiste sulla premiership a lui stesso o a un esponente del Movimento. Come si capisce bene dopo un incontro a sorpresa con Giorgia Meloni che in serata riferisce che Di Maio gli avrebbe chiesto un parere favorevole a un governo da lui guidato. Aggiungendo che Fratelli d’Italia gli avrebbe risposto un secco no. A far fibrillare ultimamente l’atmosfera ci ha pensato poi Silvio Berlusconi da Milano, da ieri libero di ricandidarsi, in base a un’importante sentenza del Tribunale del capoluogo lombardo.

 

Improvviso incontro dei grillini a Roma

Nella serata di ieri c’è stato anche vertice a Roma tra Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio. 

Di ritorno da New York, Beppe Grillo ha scelto – dunque – di fermarsi a Roma nel momento più delicato della trattativa tra M5S e Lega per il governo.

Poche, pochissime parole ai cronisti, ai quali Di Maio ribadisce, comunque, che la sua presenza nel M5S sia tutt’altro che sbiadita. “Io fuori? Ma state scherzando?”, afferma prima di entrare al Forum, dove, tra i presenti alla cena c’è anche Enrica Sabatini, tra i membri del direttivo dell’associazione Rousseau. Il vertice dura poco meno di un’ora.

Poiprima Di Maio – che viene visto trattenersi a lungo a telefono durante la cena – lasci l’albergo. Atmosfera “tranquilla”, spiegano dal Movimento, sebbene nel giorno più buio del dialogo M5S-Lega.

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