Olio di palma, ecco perché va abolito (video)

Davvero l’olio di palma va abolito? Se lo chiedono in tanti, specie da quando il Fatto Alimentare ha avviato una petizione per eliminare questo olio vegetale, ingrediente di dolciumi e merendine, dalle ricette delle aziende alimentari.
L’inversione di tendenza è iniziata e diverse grosse catene di supermercati hanno già dichiarato che questo grasso tropicale sparirà dai loro prodotti.

 

Bene sostituirlo, ma non col burro

Ma in realtà, spiega Altroconsumo, questo ingrediente così prezioso per l’industria alimentare non è da demonizzare in quanto tale: “È meno dannoso del burro, dell’olio di cocco e dei famosi grassi idrogenati”, spiega l’associazione dei consumatori”. Contiene però una grande quantità di grassi saturi, che possono incidere negativamente sul nostro sistema cardiovascolare. Sostituirlo, perciò, significa dare un piccolo vantaggio per la nostra salute, a patto che al suo posto venga utilizzata una materia grassa più sana, come l’olio di girasole”.

 

A guadagnarne è soprattutto l’ambiente
La vera ragione per cui l’uso di olio di palma andrebbe limitato, spiega Altroconsumo, è però soprattutto etica. “La produzione dell’olio di palma, infatti, ha danneggiato tantissimi ecosistemi naturali e creato ampie zone di deforestazione. Una produzione massiccia che implica molti problemi ambientali e sociali. Visitando i campi dell’Indonesia, abbiamo proprio verificato che – complice una scarsa tutela legislativa – molte piantagioni hanno sostituito vaste aree forestali”.
Ecco il reportage dell’associazione girato nel 2012, ma ancora attuale.

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