Psicosi meningite in Lombardia, +50% di richieste di vaccini

Dopo il caso delle due studentesse e dell’uomo di 59 anni morti tra Milano e Como dalla meningite, torna la corsa al vaccino. Nonostante gli appelli degli esperti a non farsi prendere dalla psicosi della malattia, è boom di richieste: +50% solo nelle ultime settimane in particolare tra i giovani e adulti che si aggiungono a quelli previsti in età pediatrica. Anche la copertura vuole essere ad ampio spettro: si chiedono vaccini per i ceppi A, C, W, Y e B, anche in combinazione.

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L’esperta: “Allarmismi inutili”

Maria Gramegna, per anni dirigente dell’Asl di Como ha detto a Radio24: “In un momento in cui purtroppo c’è una modesta flessione dell’adesione ai vaccini, la meningite registra un aumento della copertura e della richiesta, anche per classi di età che in passato non chiedevano la vaccinazione. Siamo tutti colpiti dai due eventi tragici delle studentesse, ma in Lombardia non c’è un incremento dei casi. Piuttosto, dobbiamo valutare attentamente se c’è spostamento delle classi di età interessate. Finora la prevalenza era tra 0 e 9 anni, se c’è un cambiamento bisogna valutare se modificare la politica dell’offerta, che sul meningococco C è fino ai 18 anni”.

Meningite: nuovo caso in Lombardia, morto un uomo di 59 anni, le notizie del 12 dicembre 2016

Nuovo caso mortale in Lombardia di meningite. Per avere certezza che si tratti del meningococco di tipo C che ha ucciso le 2 studentesse della Statale si devono attendere gli esami di laboratorio, ma ne sono convinti i medici dell’ospedale Mellino Mellini di Chiari (Brescia) che hanno provato a salvare Renato Goffi, 59 anni, di Cologne.

Già attivo protocollo di profilassi

L’uomo ha iniziato a sentirsi male nei giorni scorso e sabato è stato portato al pronto soccorso, dove è morto nel giro i 48 ore. L’Azienda sanitaria per la tutela della salute di Franciacorta ha già preso le prime precauzioni. “Il personale medico e paramedico è stato immediatamente sottoposto alla profilassi necessaria a scongiurare un eventuale contagio”, spiega la direzione sanitaria, “e già nelle giornate di sabato e domenica diverse persone si sono presentate al nostro pronto soccorso”.

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Meningite alla Statale: via alle prime 60 vaccinazioni, le notizie del 9 dicembre 2016

Sono cominciate oggi – presso il centro vaccinale di via Statuto 5 – a Milano le prime 60 vaccinazioni predisposte dall’Ats Metropolitana dopo i casi delle due studentesse della Statale morte di meningite.

In totale sono 140 le persone tra studenti e docenti della Facoltà di Chimica per le quali è stata disposta la vaccinazione, mentre sono 350 i soggetti sottoposti a profilassi antibiotica.

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Proseguiranno il 17 e il 21 dicembre

Le vaccinazioni proseguiranno nelle giornate del 17 e del 21 dicembre. Tra gli studenti e i professori recatisi al centro vaccinazioni c’è poca voglia di parlare.

“I ragazzi sono ovviamente un po’ preoccupati perché ci sono stati due casi nella stessa Facoltà”: ha spiegato il dottor Marino Faccini, responsabile profilassi malattie infettive e vaccinazioni dell’Ats di Milano, che insieme all’assistente Cristina Borgotti provvede a iniettare il vaccino.

Le domande più frequenti, ha rivelato Faccini, sono se ci siano rischi nel fare il vaccino o precauzioni da adottare. “Da questo punto di vista noi possiamo rassicurali”: ha concluso.

 

Un legame accertato: le notizie dell’8 dicembre

C’è un legame accertato tra la morte di Alessandra Covezzi e quella di Flavia Roncalli. Sono stati “ceppi di meningococco C strettamente correlati” a uccidere le due studentesse dell’Università Statale di Milano colpite da meningite fulminante (nella foto in apertura).
La novità è stata comunicata dall’Ats della città metropolitana di Milano, in accordo con la Direzione generale Welfare della Regione Lombardia.

 

L’analisi eseguita dall’Istituto superiore di sanità

Dall’analisi richiesta dopo la morte di Flavia “ed eseguita dall’Istituto superiore di sanità sul materiale biologico disponibile – precisa l’Agenzia di tutela della salute in una nota – non è possibile determinare con certezza l’identità genetica con il ceppo di meningococco del caso segnalato a luglio scorso” che ha colpito Alessandra, studentessa della stessa facoltà universitaria.

“Tuttavia, i due casi sono stati determinati da ceppi di meningococco C strettamente correlati”, ribadisce l’Ats.

 

Non c’è correlazione con la Toscana

Ma l’Ats precisa che “non si evince, dalle analisi finora eseguite, una correlazione con i ceppi di meningococco responsabili del focolaio di casi di malattia invasiva da meningococco in Toscana”.

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Una prima risposta era già arrivata: le notizie del 5 dicembre

La prima risposta c’è. Le due studentesse della facoltà di Chimica della Statale di Milano, Alessandra Covezzi e Flavia Roncalli (nella foto di apertura e in basso), sono entrambe state uccise dal meningococco di tipo C, il più diffuso in Italia.

È un “piccolo passo avanti”, come ha detto Giorgio Ciconali, il responsabile dell’Igiene Pubblica della Ats Metropolitana, commentando i primi esiti della analisi svolte dall’Istituto Superiore di Sanità e arrivati ieri in tarda serata. Ora si tratta di capire se i batteri della stessa famiglia, sono “gemelli e quindi identici o diversi”.

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Analisi concluse tra pochi giorni
Come ha spiegato il responsabile dell’igiene pubblica milanese, si tratta di analisi che, tra alcuni giorni, quando saranno concluse, permetteranno forse di sapere se i due batteri coinvolti a luglio e a novembre e che sono, quindi, della stessa famiglia o ceppo, sono gemelli e quindi identici o diversi.

C’è un unico “portatore sano”?

“Una volta che abbiamo in mano questo risultato – ha proseguito – si potrà capire se sia stata una sola persona, portatore sano, che le abbia contagiate”.

Ma continua il piano di vaccinare 140 studenti della facoltà: si comincerà il prossimo 9 dicembre con i primi 60 ragazzi. Ciconali ha tenuto a precisare che il numero di 140 ragazzi da vaccinare è stato stabilito in modo precauzionale e per eccesso “considerando che tra le due ragazze e i 140 studenti ci possa essere stato un contatto prolungato e ravvicinato”, unico modo per trasmettere la meningite. Comunque tutte le persone, compresi i compagni di università, che sono venuti a contatto con le due studentesse morte, sono già stati sottoposti a profilassi antibiotica.

Il verdetto era atteso da giorni: le notizie del 2 novembre

Manca poco al referto e a quel punto si saprà se Flavia Roncalli, 24 anni, sia stato il meningococco di tipo B o di tipo C, lo stesso che 2 mesi prima aveva stroncato Alessandra Covezzi, sua coetanea e anche lei studentessa alla facoltà di chimica alla Statale. Intanto prosegue a tappeto la profilassi ai compagni di corso e coloro che erano vicini a Flavia. Solo ieri, giovedì 1° dicembre, se ne sono presentati 180.

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Il medico: “Abbiamo raggiunto tutti”

Di questi 146 sono studenti alla statale. Una trentina è risultata a posto e non è stato necessario alcun intervento mentre altrettanti hanno detto di aver acquistato in farmacia l’antibiotico Ciproxin 500. Dei restanti 80, tutti hanno ritirato il farmaco. Poi ci sono i non studenti, ancora una trentina. Il totale, 140 (di cui 110 studenti universitari) quelli sottoposti a profilassi. “Siamo riusciti a intercettare tutti quelli che hanno avuto rapporti con la ragazza”, spiega Giorgio Ciconali, responsabile del servizio igiene e sanità pubblica dell’Ats.

Le polemiche sul “passaparola”

Mercoledì sera è circolata la notizia della necessità della profilassi, dopo che all’inizio era stata esclusa perché si pensava a gastroenterite. “Gli studenti del corso di Flavia sono stati immediatamente avvertiti a voce, via email o sulle chat di WhatsApp dai rappresentanti di istituto”, spiega il direttore del dipartimento Francesco Demartin. Qualche polemica da parte degli interessati, che hanno detto di essere stati raggiunti “solo grazie al passaparola”.

La meningite uccide una ragazza della Statale, profilassi per 120 persone, le notizie del 1° dicembre 2016

Nuovo caso mortale di meningite. Questa volta non avviene in Toscana, ma in Lombardia, e riguarda una ragazza, Flavia Roncalli, fulminata dalla malattia nonostante le cure ricevute all’ospedale Niguarda di Milano. I medici hanno attivato il protocollo di profilassi somministrando antibiotici a che ha avuto contatto con lei e si tratta del secondo caso in 4 mesi.

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Per gli esperti non sono collegati

A morire prima di Flavia è stata Alessandra Covezzi ed entrambe frequentavano la facoltà di chimica alla Statale. Per i sanitari le due vicende non sono tuttavia legate. Ricoverata per una sospetta gastroenterite, Flavia Roncalli è morta martedì scorso, il 27 novembre, per sepsi da batterio della meningite, come Alessandra. Ma per gli esperti è eccessivo l’arco di tempo trascorso tra i due decessi.

 

Sottoposte a profilassi 120 persone

Si cerca di correre ai ripari a Milano. Sono state sottoposta e a profilassi precauzionale 120 persone per la morte di una studentessa di Chimica della Statale di Milano avvenuta ieri al Niguarda a causa della meningite.

A confermarlo è l’Ats Metropolitana, che sottolinea come non ci sia alcun allarme per la popolazione. Lo scorso luglio era deceduta un’altra ragazza, sempre per meningite, che frequentava lo stesso laboratorio universitario. Secondo gli esperti dell’Ats, però, tra i due casi non ci sarebbe alcun nesso: gli specialisti stanno comunque analizzando i campioni di meningite delle due ragazze.

L’esperto: “Il vaccino va ripetuto ogni 5 anni”, le notizie del 25 novembre

“Al contrario di quanto si credeva, la vaccinazione antimeningococcica non protegge per decenni, ma ogni cinque anni va rifatta”. Lo ha detto Claudio Cricelli (nella foto sotto), presidente nazionale della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, nel corso della cerimonia di inaugurazione del trentatreesimo congresso nazionale a Firenze.

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“Allo studio quanto sta avvenendo in Toscana”

“Il problema meningite in Toscana va studiato nel dettaglio perché rappresenta una novità scientifica e noi lo stiamo facendo. Non sappiamo ancora perché questi ceppi si siano ‘incattiviti’, non capiamo il modello di diffusione e soprattutto perché stanno colpendo in gran prevalenza solo la Toscana. La Regione si è mossa con grande tempestività per impedire che si possa espandere in altre parti d’Italia”.

Come si contrae e come proteggersi, le notizie del 23 novembre 2016

Fuori pericolo il bambino di 8 anni ricoverato al Meyer di Firenze. Ma per quanto il decorso in questo caso sia positivo, tornano a porsi domande sulla meningite. Domande che partono dalle modalità di trasmissione. Saliva, starnuti, baci, scambio di posate, condivisione di alimenti, si contrae così la quella batterica che è possibile evitare con i vaccini mentre gli antibiotici devono essere usati per i casi di emergenza.

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I sintomi

A provocarla sono il meningococco, il pneumococco e l’emofilo e i sintomi comprendono, nelle prime 10 ore, febbre e stato simil influenzale. Poi subentra un mal di testa sempre più forte e compare rigidità muscolare. Dopo circa 20 ore arrivano perdita di conoscenza, convulsioni e macchie sul corpo.

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La prognosi

La prognosi in genere è complicata, soprattutto tra i neonati. Nel 10% dei casi la malattia è rapida e acuta e porta al decesso in poche ore. Il 50-60% dei pazienti guarisce completamente mentre il 30% sopravvive riportando danni come lesioni acustiche o degli arti, cicatrici invalidanti e problemi alla vista. L’incubazione dura 10 giorni.

I vaccini

Per evitare la malattia ci sono i vaccini, disponibili per adulti, anziani e bambini. Ci si può vaccinare contro meningite da Haemophilus influenzae di tipo B, per le forme causate dallo pneumococco e dai ceppi A, B, C, Y, W 135 del meningococco. Tra questi ceppi quello piu’ diffuso è il B, ma quello che ha fatto più parlare è il C, che nel 2016 in Toscana ha fatto registrare 24 casi e 4 decessi. “Tutti con età superiore ai 10 anni perché in Toscana il vaccino è diventato obbligatorio dal 2005 per tutti i nuovi nati”, commenta Alberto Villani, responsabile malattie infettive del Bambino Gesù di Roma.

Ricoverato a Firenze un bambino di 8 anni, le notizie del 23 novembre 2016

Un altro caso di meningite in Toscana, dopo quello registrato stamattina. Stasera è stato ricoverato all’ospedale Meyer di Firenze un bambino di 8 anni colpito da meningite di tipo C. Il bimbo è di Livorno. Ora si trova all’ospedale pediatrico in prognosi riservata. Dopo aver diagnosticato il caso di meningite, i medici del Meyer hanno attivato le cure necessarie. È in corso la ricostruzione dei luoghi frequentati dal bambino per procedere con la profilassi.

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13 casi mortali in Toscana dal 2015

Dal 2015 in Toscana i casi di meningite sono stati 57, 13 dei quali mortali. Solo nel 2016 i decessi registrati sono stati 6, quasi tutti per il ceppo C. E dopo il caso di Firenze, con la morte ieri di una donna di 45 anni, si registra quello di Lilia Caputo (nella foto sotto), 64 anni, l’insegnante della Versilia originaria di Rimini che ha smesso di vivere a Livorno dove era ricoverata in gravi condizioni.

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L’assessore regionale: “Vaccinatevi subito”

“Rinnovo ancora una volta il mio appello a vaccinarsi a quanti rientrano nelle categorie per le quali la vaccinazione è indicata, e gratuita. Io stessa”, ha detto l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi (sotto), “mi sono vaccinata contro il meningococco C l’anno scorso, e voglio ricordare che il vaccino è l’unico strumento per proteggersi”.

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Campagna vaccini fino a marzo 2017

La campagna vaccinale è stata prolungata fino al 31 marzo 2017 e dall’aprile 2015 sono state effettuate in totale 717.457 vaccinazioni: 194.958 nella fascia di età 11-20 anni, 326.643 nella fascia 20-45 e 195.856 dai 45 anni in su.

Una donna di 45 anni muore di meningite, non si era vaccinata, le notizie del 21 novembre 2016

Meningite: è ancora allarme in Toscana dopo la morte di una donna di 45 anni arrivata in condizioni gravissime al pronto soccorso del Santa Maria Nuova all’alba di oggi, lunedì 21 novembre. Il decesso è avvenuto alle 7. Immediati gli accertamenti dei medici che hanno confermato la diagnosi: sepsi da meningococco di tipo C.

Profilassi per i contatti stretti

Le strutture di igiene e sanità pubblica si sono subito attivate per identificare i contatti stretti della donna da sottoporre a profilassi. La paziente era residente a Firenze e da un controllo effettuato al data base dell’azienda sanitaria è risultato che non si era vaccinata contro il meningococco C.

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Meningite, nuovo appello in Toscana: “I cittadini si devono vaccinare, è urgente”, le notizie del 1° aprile 2016

Nuovo appello dell’assessore toscano alla Salute Stefania Saccardi per difendersi dalla meningite da meningococco C: “Contro la malattia, il vaccino è l’unica misura di prevenzione veramente efficace, è sicuro e non ha in generale controindicazioni”. Lo fa dopo nuovi casi registrati in regione e aggiunge: “Tutte le Asl hanno scorte di vaccino sufficienti, e anche i medici di famiglia collaborano e vaccinano i propri pazienti”.

“Importante soprattutto tra gli 11 e i 20 anni”

“Non è certo possibile”, dice ancora l’assessore Saccardi, “come qualcuno ha proposto, rendere obbligatorio il vaccino per tutti. Però io mi sento di rivolgere nuovamente l’invito a vaccinarsi, soprattutto ai giovani nella fascia di età 11-20 anni. Anche se i casi recenti riguardano tutti persone di età superiore, la letteratura internazionale dimostra che sono i giovani quelli nei quali la malattia maggiormente si diffonde. E che la meningite da meningococco C è stata debellata proprio vaccinando a tappeto i giovani. E’ la famosa immunità di gregge: se vaccini le persone più a rischio, metti al sicuro anche gli altri”.

 

Meningite in Toscana: “Vaccineremo un milione e mezzo di persone”, le notizie del 16 febbraio 2016

Contro la meningite “vaccineremo 1,5 milioni di toscani, ma credo che sia giusto anzitutto fare un appello ai cittadini alla calma, perché il fenomeno non giustifica che si parli di pandemia o di altro”. Lo dice il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (nella foto sotto), presentando le azioni che la giunta ha approvato sulla diffusione della malattia. “Le nostre sono misure cautelari ancor prima che preventive”.

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Vaccino gratuito per della Asl della Toscana centrale

La vaccinazione contro il meningococco C sarà gratuita per tutti i residenti della Asl della Toscana centrale, indipendentemente dall’età, mentre nelle aziende sanitarie della regione si prevede un ticket ridotto da 58,23 a 45,52 euro per gli over 45.

Appello di medici di base: “Aiutateci a ridurre le code”

Rossi ha poi lanciato un appello ai medici di base. “Laddove i vaccini sono erogati da loro, non ci sono le code agli ospedali. Purtroppo questo fenomeno invece c’è, ma se i medici di famiglia, come in alcune zone, si impegnano la cosa va molto più liscia”. In tema di fondi per la massiccia vaccinazione, il presidente della Toscana ha aggiunto: “Il governo ci ha promesso qualche finanziamento, noi forse alla fine spenderemo 25 milioni”.

“La profilassi sta funzionando”

“Al momento”, ha proseguito Rossi, “non c’è stato un caso di infezione all’interno delle comunità frequentate da persone infettate. Questo vuol dire che tutte le misure di profilassi da parte della sanità regionale hanno funzionato perfettamente. Viene sempre un dubbio, ovvero che noi siamo sempre molto bravi a rilevare i casi di meningite e forse tutto questo agitarsi sul caso Toscana potrebbe, anche in parte, dipendere dalla nostra capacità di riuscire a rilevare queste situazioni, a catalogarle. Ci è già capitato in casi analoghi”.

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