Biancaneve e Ariel? Sono diventati anoressici

“Vuoi essere un eroe o una principessa? Allora impedisci all’anoressia di mangiarti”: è questo il messaggio che lancia l’illustratore Saint Hoax che ha scelto proprio le eroine delle fiabe Disney per sensibilizzare sul tema dell’anoressia nervosa infantile che colpisce i bambini dai 5 anni in su e gli adolescenti. Quale migliore testimonial? Principi e principesse sono amati dai bambini e sono, nella loro tenera età, un punto di riferimento imprescindibile. E Saint Hoax ha fatto centro.

 

Saint Hoax gioca sulle forme fisiche

Con The Royal Misfits (letteralmente, “Le reali misure sbagliate”) ha “giocato” sulle forme fisiche di Ariel, Jasmine, Biancaneve, i principi Eric e Ercole rendendoli ancora più magri, tristi, con le ossa ben evidenza, senza muscoli e senza personalità. Il progetto vuole parlare agli adulti in maniera che facciano attenzione ai cambiamenti d’umore dei propri figli, alle loro abitudini alimentari, e ai più giovani per mostrare loro cosa può fare una malattia subdola come l’anoressia, tra le prime cause di morte tra le donne giovani.
Purtroppo non bisogna pensare all’anoressia come una malattia legato all’adolescenza.

 

aaaapiccoleprincipesseSi è abbassata l’età delle bambine

Se è vero che l’anoressia insorge, in genere, tra gli 11 e i 13 anni, è anche vero che negli ultimi anni si è abbassata l’età delle bambine – anche i bambini, ma in misura minore – affette da quella che gli esperti considerano il più mortale tra i disturbi dell’alimentazione. “Tra il 2005 e il 2011 si è avuto un aumento del 68,7% di ricoveri per disturbi alimentari nella prima infanzia. Un dato da osservare con molta attenzione” ha detto in una recente intervista Mario Di Fiorino, primario di Psichiatria dell’Asl Versilia.

 

Campanelli d’allarme: ecco quali sono

Quali sono i campanelli di allarme che noi genitori non possiamo sottovalutare? Segnali importanti per una diagnosi precoce sono tutti quei comportamenti cui nell’adulto attribuiamo un’importanza secondaria, vale a dire il modo in cui i bambini mangiano, spesso caratterizzato da lentezza, esclusione di alcuni alimenti, ingestione di molta acqua e sminuzzamento di cibo in pezzi piccolissimi; pratica dell’iperattività fisica; uso frequente del bagno soprattutto dopo i pasti; cambiamento psicologico che sopravviene, man mano che aumenta la perdita di peso, espresso con sbalzi d’umore e con un’insofferenza ed un’irrequietezza che non facevano parte delle caratteristiche precedenti dei bambini.

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