Scuola: inizio per 9 milioni, a rischio le supplenze brevi

Tra oggi e domani torneranno a scuola 9 milioni di studenti. Quest’anno sono 7.861.925 i ragazzi iscritti nella scuola statale, circa 960.000 sono invece quelli delle paritarie. Lunedì tocca agli studenti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli, Liguria (tranne Genova per l’allerta maltempo), Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, tornare a scuola. Emilia, Lazio, Toscana riprendono martedì. A Veneto e Puglia la campanella suonerà mercoledì.

 

Chiusa la fase B: assunzioni per 8.776

Intanto si è chiusa la fase B del piano straordinario di assunzioni previsto dalla Buona Scuola: sono 8.532 le cattedre assegnate, su 8.776 a disposizione. Solo 244 professori precari hanno detto “no” al posto fisso, 52 hanno esplicitamente rinunciato e 192 non hanno risposto. Dunque, oltre il 97% dei docenti ha accettato. Circa 7.000 nuovi assunti, però, dovranno spostarsi dalla loro città di residenza.

 

In autunno altre assunzioni

E dopo la fase B delle assunzioni, entro l’autunno è prevista una fase C,  con oltre 55.000 posti a disposizione che dovranno occuparsi del potenziamento (corsi di recupero e supplenze brevi). Entro dicembre dovrebbe essere invece bandito un nuovo concorso.

 

I presidi: “Non ci sono supplenti”

Ma prima che venga completata a fase C le classi sono a rischio per la mancanza di copertura delle supplenze brevi.

Saranno 60 mila gli insegnanti supplenti per un anno, secondo una prima stima dei sindacati, ma questi andranno a coprire solo le supplenze annuali. Come denunciato dai presidi (che hanno scritto una lettera al ministro Giannini) , infatti, la riforma prevede che in caso di assenze brevi degli insegnanti i buchi dovranno essere coperti da i docenti già in organico. Fino a novembre, però, quando entrerà in vigore la fase C delle assunzioni, non sarà possibile trovare negli istituti personale disponibile.

 

A rischio elementari e materne

Un problema, hanno scritto i presidi, che colpirà soprattutto le scuole materne le elementari, e in generale gli istituti dei piccoli centri.

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