Bologna, nel centro storico scoppia la guerra della birra

È un’ordinanza che ha fatto arrabbiare molti, quella del sindaco di Bologna Virginio Merola.
Per combattere il “degrado” della zona universitaria, il primo cittadino ha imposto la chiusura di negozi alimentari e laboratori artigianali in tutto il centro alle 9 di sera,
e ha vietato la vendita di bevande alcoliche fredde in tutta l’area del centro, fino al 15 ottobre.

 

Penalizzati gli alimentari degli immigrati

Un provvedimento che colpisce soprattutto i proprietari dei piccoli negozi di alimenti  pakistani o del Bangladesh, che restano aperti fino a notte fonda e vendono alcolici a prezzi ben più contenuti rispetto a pub e bar.
Questi, in teoria, sono autorizzati a commercializzare solo bevande calde, da portare a casa.

 

“Contro l’abuso di alcol in zona universitaria”

L’ordinanza, si legge nel test è volta “a contrastare l’abuso di alcol nella zona universitaria”, che ha portato a non pochi problemi di ordine pubblico.
Ma i negozianti, questa volta, non hanno intenzione di subire il diktat senza reagire, e sono entrati in sciopero, annunciando che lasceranno la saracinesca abbassata fino a mercoledì.
Una delegazione ha inoltre consegnato all’assessore comunale all’Economia, Matteo Lepore, le chiavi dei loro negozi ed esposto cartelli di protesta a Palazzo D’Accursio, sede del Comune di Bologna.

 

Fino al 15 ottobre

Non è la prima volta che l’amministrazione comunale bolognese interviene in merito. Già nel 2009 l’allora primo cittadino Flavio Delbono ordinò il divieto di vendita di alcol in bottiglia dopo le ore 22.
Ma il Comune di Bologna non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Nel consegnare le chiavi dei negozi alla presidente del quartiere San Vitale, Milena Naldi, affinché le restituisca ai proprietari, l’assessore Lepore, ha confermato che il divieto non verrà revocato, anche dopo l’incontro con i commercianti.

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