Attacco alla Siria di Usa, Francia e Gran Bretagna: “Non è finita”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha annunciato la notte scorsa l’attacco in Siria, parlando di uno sforzo alleato contro “barbarie e brutalità” in una “operazione congiunta” con Regno Unito e Francia.

“Oggi le nazioni di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti hanno condotto il loro legittimo potere contro barbarie e brutalità”, ha detto.

Gli inglesi impegnati in attacchi mirati

Anche Theresa May, ha annunciato di avere dato ordine alle forze britanniche “di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dell’armamento chimico del regime siriano e dissuaderne l’uso”.

La premier britannica ha fatto riferimento, per giustificare i raid, al presunto attacco chimico su Douma, in Siria, indicando un bilancio di “75 morti, inclusi bambini, in circostanze di puro orrore”.

Lanciati 30 missili, un terzo abbattuti

Fonti del regime di Assad affermano che contro la Siria “sono stati lanciati circa 30 missili, un terzo dei quali sono stati abbattuti”. La notizia arriva da un tweet dell’agenzia Reuter.

Fonti Usa: “Non è finita”

“Non è finita. Quella che avete visto stanotte non è la fine della risposta degli Stati Uniti”: affermano fonti dell’amministrazione Trump, spiegando come il piano messo a punto dal Pentagono “prevede molta flessibilità che permette di procedere a ulteriori bombardamenti sulla base di quello che è stato colpito stanotte”.

La più grande preoccupazione, si spiega inoltre, è l’accresciuta capacità della Russia rispetto allo scorso anno in termini di difese antimissili e antiaerea.

L’accusa al regime siriano di usare armi chimiche

Ha poi accusato “il regime siriano” di avere precedenti nell’uso di “armi chimiche contro il proprio popolo nel più crudele e abominevole dei modi” e parla di “un significativo dossier di informazioni, incluso d’intelligence, che puntano il dito” su Damasco anche per “quest’ultimo attacco”.

Si tratta di un comportamento che “deve essere fermato”, prosegue May, sostenendo di aver “tentato ogni canale diplomatico”, ma che tutti gli sforzi in questo senso sono stati mandati a monte” e denuncia in particolare “il veto dei Russi a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla costituzione di un’investigazione indipendente sull’attacco di Douma”.

Teresa May: “L’unica alternativa è la forza”

Detto questo, asserisce che non resta alcuna “alternativa praticabile all’uso della forza” contro “le armi chimiche del regime siriano”.

May assicura quindi di non aver preso la decisione “a cuor leggero”, spiega che il suo governo avrebbe “preferito un’altra strada”, ma giudica a questo punto l’azione militare – decisa senza un passaggio parlamentare a Westminster – “nel miglior interesse nazionale britannico”. “La storia – conclude – ci insegna che la comunità internazionale deve difendere le regole globale per mantenerci tutti sicuri. Questo è ciò che il nostro Paese ha sempre fatto. E che noi continueremo a fare”.

Usati aerei e navi Usa

La Cnn riferisce che navi e velivoli americani Usa sono stati utilizzati nell’attacco ordinato dal presidente Trump contro la Siria. Sono stati coinvolti missili Tomahawk e puntati obiettivi multipli.

La Russia: “Il Regno Unito coinvolto nella provocazione”

Poche ore prima il ministero della Difesa russo affermava di avere la prova di un coinvolgimento diretto della Gran Bretagna nell’organizzazione della “provocazione” del presunto attacco chimico nella Ghuta. E il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov aveva dichiarato: “Abbiamo dati inconfutabili” sul fatto che l’attacco chimico di Duma, in Siria, è stato organizzato”. “I servizi speciali di un paese, che ora sta cercando di essere nelle prime file della campagna russofoba, sono stati coinvolti in questa messa in scena”, ha aggiunto il reponsabile della diplomazia del Cremlino.

 

Telefonata Putin-Macron

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo francese Emmanuel Macron hanno avuto ieri una telefonata. Alla domanda se i due leader avessero discusso della situazione in Siria, ha detto: “Sì, la conversazione ha toccato questo argomento”. Vladimir Putin ed Emmanuel Macron nel corso della loro telefonata hanno deciso di dare mandato ai rispettivi ministri della Difesa e degli Esteri di mantenere uno “stretto contatto” per una “de-escalation” della situazione in Siria. Lo fa sapere il Cremlino. Entrambi i leader hanno poi espresso “soddisfazione” per l’arrivo degli esperti dell’Opac a Damasco.

Putin ha sottolineato che serve un’indagine “oggettiva” prima della fine della quale conviene evitare “accuse infondate” contro “chiunque”.

Macron parla di “prove contro la Siria”

“Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime”: ha detto ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1. E sempre ieri Angela Merkel ha escluso una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria. Lo ha detto in conferenza stampa con il premier danese.

 

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