Il bambino che chiedeva l’impossibile

Un pensionato bizzarro è il “Vistalago”, dove gli ospiti hanno nomi originali come Babbo Natale, Befana, Topolino-dei-denti, Cicogna, Ercole, Mercurio. Una gabbia di matti? Più che altro il luogo dove la fantasia di Andrea Vitali ha messo a riposo – per mancanza di clientela e di “fan club” – i personaggi dell’immaginario mitico, fiabesco e tradizionale.

I bambini non scrivono più a Babbo Natale, la Befana è ormai disoccupata, le renne sono, dunque, a riposo forzato, in questo ospizio ameno e tranquillo, gestito da Suor Suprema dell’Ordine della Fortuna, con la collaborazione di Suor Vedetta e suor Sordina.

 

La lettera a Babbo Natale

Il libro ha un titolo ambizioso: “Di impossibile non c’è niente” (Salani, 156 pagine, euro 12,90) e ha, come protagonisti, proprio i personaggi della tradizione, ormai messi a riposo. Ma un giorno arriva una lettera. L’ha scritta un bambino che chiede l’impossibile, appunto : vuole che Babbo Natale e i suoi salvino il bosco davanti a casa sua.

Vitali per una volta dai “grandi” ai bambini

Andrea Vitali, notissimo romanziere, si misura qui con la narrativa per bambini, con una storia natalizia che può essere letta e goduta in tutte le stagioni. Vitali gioca con l’ironia, come è suo stile conclamato. Ne esce un  racconto lieve e spassoso, certamente piacevole per un bambino ma, di più, apprezzabile da un adulto che, nella rete del testo, coglierà citazioni, divertimenti linguistici, memorie. Dai 7 anni.

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