Roma: sono 5 i capi d’accusa contestati all’assessora Muraro

Sono 5 i capi di imputazione contestati a Paola Muraro, dimissionaria assessora della giunta Raggi e riguardano il periodo in cui era consulente di Ama. Per quello di abuso d’ufficio si va verso una richiesta di archiviazione.

Nell’invito a comparire per l’interrogatorio del 21 dicembre prossimo, si contesta a Muraro di aver “operato una gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni riguardanti la gestione degli impianti stessi per quanto concerne le percentuali di trasformazione dei rifiuti in ingresso in CDR, FOS e Scarti di lavorazione per gli anni 2010-2015, per l’impianto Rocca Cencia e Salario”.

“Gestione non autorizzata dei rifiuti speciali”

Viene contestato a Muraro, in concorso o cooperazione colposa, di aver operato una “gestione degli impianti per quanto concerne i flussi di rifiuti in uscita dagli impianti TMB” e “una gestione non autorizzata di rifiuti speciali”. Altre presunte violazioni vertono sulla violazione delle prescrizioni legate a stoccaggio dei rifiuti prodotti dal processo di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti indifferenziati,

 

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Una nuova tempesta sul Campidoglio: “Mi dimetto”

Tanto tuonò che piovve. Più che di una pioggia si tratta di una nuova tempesta che si abbatte sulla giunta di Virginia Raggi. Paola Muraro, assessore all’Ambiente del Comune di Roma, ha rassegnato le sue dimissioni e le sue deleghe passano alla sindaca del Movimento 5 Stelle “per la necessaria continuità amministrativa”.

Ad ufficializzarlo, un comunicato stampa del Campidoglio intorno all’una e mezza della notte scorsa. Scrive la Muraro: “Oggi tramite il mio legale la Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del testo unico sull’Ambiente. Contestualmente sono stata informata che sarò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre, sono tranquilla e convinta che riuscirò a dimostrare la mia totale estraneità. Tuttavia per senso di responsabilità istituzionale ho deciso di dimettermi”.

 

Il rapporto col “re di Malagrotta”
Una crisi che in qualche modo era annunciata: da tempo la Procura stava stringendo il cerchio sull’inchiesta che riguarda i rifiuti e il ruolo dell’assessore, soprattutto in riferimento ai suoi rapporti col re di Malagrotta Manlio Cerroni. Dopo gli addii di Marcello Minenna, assessore al Bilancio, e di Carla Raineri capo di gabinetto per poche settimane, un’altra bufera per la sindaca Raggi (nelle foto con l’assessore all’Ambiente che ha difeso a spada tratta).

Pare che ci sia stato un fortissimo pressing da parte dei vertici del Movimento 5stelle per dare la spallata finale alla Muraro, come Grillo chiedeva da tempo.

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Un colloquio decisivo Muraro-Raggi

La svolta c’è stata nel tardo pomeriggio di ieri, quando la Muraro ha avuto un colloquio con la sindaca Raggi, durante il quale le ha annunciato gli sviluppi giudiziari. Un faccia a faccia franco che ha visto anche le lacrime dell’ex consulente dell’Ama, che in privato piangendo si è lementata: “Ho provato a cambiare il sistema da dentro, ma non ce l’ho fatta. Questo è il mio più grande rammarico”. La Raggi ha convocato d’urgenza una riunione di maggioranza per condividere con i consiglieri romani di Grillo l’uscita di scena della responsabile dell’Ambiente.

E sul tavolo c’è anche il “caso Berdini”

Da oggi la sindaca ha un altro vuoto da riempire, mentre s’approssima un’altra fibrillazione, quella dell’assessore all’urbanistica, Paolo Berdini, che sarebbe pronto ad uscire di scena per contrasti sui volumi del nuovo stadio della Roma.

 

Le notizie del 5 ottobre 2016

Passa attraverso due donne il legame di ferro tra l’assessore all’ambiente di Roma Paola Muraro e la sindaca 5 Stelle Virginia Raggi. Legame che, cristallizzato all’interno di Ama, la municipalizzata che si occupa di rifiuti divenuta uno dei nodi del sistema di Mafia capitale, si irradia da un lato verso la destra post fascista che affonda le sue radici nel sedicente spontaneismo armato dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) e dall’altro nella direzione dello studio Sammarco presso cui Raggi ha lavorato.

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Ragnatela di collegamenti e parentele

Nulla di penalmente rilevante, in questo caso, ma la ragnatela di collegamenti e parentele disegna bene come negli anni l’amministrazione romana e le sue controllate siano state occupate da persone riconducibili ad ambienti contigui. Per descrivere questa ragnatela, si parte dalla prima donna, quella che – scrive Repubblica – riporta al gruppo eversivo nato nella seconda metà degli anni Settanta, è Elena Di Pisa, ingegnere ambientale figlia (non riconosciuta) dell’ex Nar Pasquale Belsito e di Maria Paola Di Pisa, educatrice d’infanzia e già collaboratrice dello staff dell’ex sindaco Gianni Alemanno (nella foto sopra).

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Elena Di Pisa: Muraro la rivoleva in Ama

Assunta in Ama nell’era di Panzironi-Fiscon, oggi indagati per abuso d’ufficio in concorso con l’assessore Muraro, Elena Di Pisa viene licenziata quando cambiano i vertici dell’azienda, ma proprio Muraro, allora consulente d’oro della municipalizzata, si dà da fare per reintegrarla in qualche modo. E quando non accadrà, i nuovo dirigenti di Ama finiscono nel mirino del senatore Ncd Andrea Augello (sopra), anche lui collaboratore di Alemanno e per il quale ha lavorato Serena Di Pisa, zia di Elena e sorella di Maria che ha militato in un’altra organizzazione nera, Terza posizione.

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Gloria Rojo e i contatti con lo studio Sammarco

La seconda donna è Gloria Rojo, altro nome che compare negli organici di Ama prima del licenziamento ed amministratrice delegata di una società di recupero crediti che finanziava la fondazione di Alemanno, la “Hgr” fondata da Panzironi che ne diventa presidente per conto dello studio Sammarco presso cui Virginia Raggi ha fatto il praticantato e che ha difeso Cesare Previti.

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