Caso De Luca: trasferito il giudice Scognamiglio, ma c’è un giallo

Ha ripercussioni sempre più gravi il caso del governatore della Campania, Vincenzo De Luca: È stata trasferita Anna Scognamiglio, la giudice indagata per corruzione nell’ambito dell’inchiesta che vede un’indagine aperta anche sul governatore.

La Cassazione ha anche avviato a suo carico una serie di accertamenti. Intanto De Luca si difende: “Non so niente di niente”, dice attccando l’atteggiamento del suo ex braccio destro Mastursi. Ma sembra una sorta di scaricabarile, dal quale molto difficilmente De Luca riuscirà stavolta a venir fuori.

aaaascognamiglio

La decisione contro la Scognamiglio del presidente del Tribunale

Il presidente del tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, ha già disposto il trasferimento ad altra sezione del giudice Anna Scognamiglio (nella foto qui sopra).

Sul magistrato il Pg della Cassazione Pasquale Ciccolo ha avviato accertamenti preliminari.

 

aaagovernatore

“Abbiamo finito, è fatta”, ma è un giallo

Così, il 17 luglio scorso, in una delle intercettazioni pubblicate da alcuni quotidiani il giudice Anna Scognamiglio si rivolge al marito, l’avvocato Guglielmo Manna, dopo aver scritto la sentenza che consente al governatore di rimanere in carica e mentre è ancora in camera di consiglio.

L’uomo fa partire un sms nei confronti di un componente dello staff del governatore, a capo del quale c’è Nello Mastursi, nel quale scrive: “È andata come previsto”.

Ma la Procura di Roma, poche ore dopo, ha fatto sapere che questa intercettazione non è mai stata inserita agli atti (se di intercettazione si tratta). E qui nasce un nuovo giallo: uqal è la “manina” che l’ha messa in circolazione?

 

Manna alla moglie: “Non sei furba solo tu”

Secondo i magistrati della Procura di Roma un’altra frase è, invece, l’elemento cruciale alla base dell’inchiesta sul presunto accordo illecito. “Credi di essere intelligente solo tu e invece anche io sono furbo”, aggiunge in un altro passaggio Manna rivolto alla moglie.

Per i pm romani l’accordo illecito prevede una sorta di scambio tra la sentenza favorevole a De Luca e una nomina dello stesso Manna a un posto di prestigio nella sanità campana. Nelle telefonate intercorse, Manna annuncia che andrà a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.

 

Il marito: “Sto a Ponza, mi hanno chiamato”

Il 2 agosto, poi, riferisce di essere stato convocato. “Io sto a Ponza, sono stato chiamato”, e lei: “Domani?”. Manna: “Sì in Regione. Ora vedi sto partendo”. La Scognamiglio riprende: “Se dovesse essere quello, te ne vai in ferie e parti. Speriamo bene”. Manna è abbastanza esplicito: “Dovrebbe essere Napoli 1, gira voce. Non ho chiesto Napoli, ma Avellino, Caserta e Benevento”. Il giorno dopo, Manna riferisce: “Sono stato segnato su una specie di bloc notes”.

 

De Luca: “Mastursi ha sbagliato”, eppure…

Cerca di uscire dalla morsa in cui si sente stretto, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. E scarica il suo “braccio destro” Nello Mastursi. O almeno di prova.

”Sicuramente è stato un comportamento sbagliato ed infatti non c’è più”: afferma il governatore della Campania, parlando dell’atteggiamento del suo ex collaboratore, che – oltretutto – non lo ha avvisato di aver avuto una perquisizione.

”Probabilmente qualcuno aveva voglia di fare un po’ di millantato credito”, ha riferito lo stesso De Luca, cercando una via di uscite rispetto alle accuse che arrivano da Roma.

 

“Corruzione, io sto con i magistrati”
“Corruzione? Sto con magistrati, io sono parte lesa in questa storia. Ma c’è un giornale che dovrebbe chiudere”. Lo dice questa mattina, 11 novembre, poche ore dopo che nella tarda serata di ieri si è capito che il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è al centro di una indagine per corruzione partita dalla procura di Roma, indagato assieme a Anna Scognamiglio (nella foto piccola sotto), uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, ha accolto – nel luglio scorso – il ricorso del Presidente della Campania, contro la sospensione da Governatore, è indagata dalla Procura di Roma – secondo quanto si apprende – per le ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari.Iscritto nel registro degli indagati ci sarebbe anche Guglielmo Manna, il marito del magistrato partenopeo e ii braccio destro di De Luca, Nello Mastursi (nella foto in basso).

 

“Dimostrerò che sono estraneo”

Il tempo di riprendersi dal colpo inatteso e subito è arrivata la veemente reazione del governatore. Vincenzo De Luca, afferma “senza alcun margine di equivoco” la sua “totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta”, chiede di essere ascoltato dai magistrati e annuncia per stamattina una conferenza stampa per chiarire “ogni aspetto” della vicenda.

aaamastursi

Ha steso la sentenza che ha confermato il governatore

La Scognamiglio, estensore della sentenza con la quale il 22 luglio scorso la prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha confermato la decisione del giudice monocratico di sospendere l’efficacia della legge Severino nei riguardi di De Luca.

 

Indagato anche il capo della segreteria di De Luca

L’inchiesta è la stessa nella quale la Procura di Roma ha deciso di far perquisire nei giorni scorsi dalla Polizia l’abitazione del capo della segretaria di De Luca, Nello Mastursi, dimessosi ieri dall’incarico e indagato nella stessa inchiesta per induzione alla corruzione.

 

Indagini trasferite da Napoli a Roma

Le indagini erano state avviate a Napoli e sono state successivamente trasferite dalla Procura partenopea a quella di Roma, che è competente a svolgere le indagini sui magistrati del Distretto della Corte di Appello di Napoli.

Le indagini – sempre stando a quanto si è appreso – sono state avviate sulla base di una segnalazione.

 

Il fascicolo nato da un’intercettazione sul marito della Scognamiglio

Il fascicolo è stato aperto dopo l’ascolto di una intercettazione nella quale il marito del giudice Scognamiglio, parlando con Mastursi, ha chiesto “un favore” spiegando che in cambio avrebbe fatto “intervenire” la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente della Giunta campana.

Secondo l’accusa, De Luca sarebbe stato così indotto a promettere la nomina di Manna per un incarico nella Sanità campana.

 

La replica del governatore indagato

Alle 23,30 è arriva la replica del governatore indagato: “In relazione all’annunciata indagine nei miei confronti, nel dichiarare senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta, chiarirò ogni aspetto in una conferenza stampa nella mattinata di domani”.

“È mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando – conclude De Luca – ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza”.

 

La prima reazione su Mastursi: “Sembrava Churchill”

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, si affida all’ironia per commentare, nel corso della trasmissione Radiogoal, su Radio Kiss Kiss Napoli, il caso del suo stretto collaboratore Nello Mastursi – dimissionario dall’incarico di capo della segreteria del presidente della Regione – dopo una perquisizione disposta dalla procura di Roma: “Ho visto le prime pagine dei giornali. Devo dire che ho invidiato Mastursi che ha avuto una pubblicità neanche fosse Winston Churchill e Camillo Benso conte di Cavour. E che diamine!”.
Il governatore poi spiega perché Mastursi (nella foto qui sopra) avrebbe presentato le dimissioni: “Sono arrivate perché mi ha comunicato che faceva fatica a reggere il doppio lavoro, quello di segreteria – qui non si respira – e il lavoro di responsabile dell’organizzazione del Pd alla vigilia di una campagna amministrativa impegnativa”.
La sua risposta, aggiunge De Luca, in merito a tutta questa vicenda “è chiara”. “Siamo tranquilli – ha concluso – adesso è arrivato il momento di occuparci dei problemi dei cittadini e di farla finita con queste storie”. Ma la giornata di tensioni per il governatore, come si è visto dopo alcune ore, non era ancora finita.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto